Ducati: bene nazionale d'interesse storico-culturale

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di Redazione MotoCorse.com, 17 gennaio 2012
Ducati: bene nazionale d''interesse storico-culturale

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna hanno dichiarato ufficialmente che l’archivio storico e il Museo della casa motociclistica bolognese hanno un interesse storico e culturale tale da rientrare nell’elenco dei beni archivistici situati nel territorio.

Sia l’archivio storico che il museo Ducati rispondono pienamente ai canoni degli archivi di impresa, caratterizzati da varie tipologie di documenti e prodotti, come ad esempio motori e motoveicoli che rappresentano un documento dell’attività aziendale che, con il passare del tempo, ne diventa una testimonianza storica. L’ampio archivio costituito da documenti dell’Ufficio Tecnico Ducati e la collezione di motori e moto preziosamente custodite all’interno del Museo Ducati testimoniano e raccontano l’attività e la produzione Ducati dal 1946 ai giorni nostri, parte attiva e di grande interesse sia per la storia contemporanea locale, italiana e internazionale.

Questo importante riconoscimento conferma e premia la grande attenzione che la casa motociclistica di Borgo Panigale dedica al suo patrimonio storico-culturale, un valore aggiunto per un’ azienda icona del “made in Italy”, il cui marchio e i cui prodotti sono apprezzati e conosciuti in tutto il mondo. La ricca testimonianza della storia di questa azienda è gestita e curata dalla Fondazione Ducati a cui fanno capo Gianluigi Mengoli, Presidente della Fondazione Ducati, e il curatore del Museo Livio Lodi che mantengono viva e sempre attualizzata la tradizione di questa casa motociclistica che contribuisce a  valorizzare il territorio e la città di Bologna.

Attraverso i documenti dell’archivio storico Ducati e una visita del Museo è possibile ripercorrere i tratti salienti del passato di questa casa motociclistica. Ducati è da sempre indirizzata al progresso e alla passione nella ricerca, la storia parla molto del “comune sentire” che ancora oggi è forte tra i dipendenti della Ducati. Tante le tappe importanti che hanno scandito la vita di questa casa, dalla sua fondazione il 4 luglio 1926 da parte di Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati alla nascita dello stabilimento di Borgo Panigale, luogo e carta d’identità dell'azienda, costruito nei primi anni della seconda guerra mondiale e bombardato e distrutto il 12 ottobre 1944 compromettendone la produzione. E’ sopravvissuto, e ricostruito per volere dei fratelli Ducati, dando inizio all’era della produzione motociclistica. Il 1946 è l’anno di nascita del Cucciolo, il motore ausiliario per biciclette che ottenne un grande successo in quanto mezzo a basso costo e alla portata degli italiani colpiti dalla miseria postbellica.

La storia della Ducati passa attraverso un’altra figura importante: Giuseppe Montano, che ha dato origine al know how della Ducati. Dal 1952 al 1968 Montano creò le condizioni per l’ingresso di Ducati nelle competizioni e intuì soluzioni tecniche per progettare moto da corsa vincenti e che soprattutto potevano essere utilizzate anche per sviluppare moto di serie. Da li si avvalse del talento dell’ingegner Fabio Taglioni; da qui la storia della Ducati coincide con la carriera di questo ingegnere, autore di oltre 1000 progetti ma soprattutto del sistema desmodromico e del motore bicilindrico con la configurazione ad “elle”. Taglioni firma una sequenza di eventi e modelli importanti: nel 1954 la Ducati 100 Gran Sport nota come la Marianna, il Giro d’Italia e le gare di fondo come la Milano-Taranto, nel 1956 la prima vittoria Ducati internazionale in Svezia con la 125 Gran Prix Desmo. Inoltre, le generazioni di moto da strada con la Ducati 175 e lo Scrambler nei primi anni 60 che segna l’ingresso di Ducati nel mercato nord americano. Nel 1972 la Ducati vince la “200 miglia di Imola” con la 750 Desmo e nasce la 750 Super Sport di serie, a cui ha fatto seguito la 900 con la versione da corsa che vinse il Tourist Trophy con Mike Hailwood nel 1978.

Con la nascita della Pantah 500 nel 1979, e l’arrivo negli anni 80 di figure importanti quali Claudio e Gianfranco Castiglioni (proprietari Cagiva) che acquistarono l’azienda, inizia l’era della famiglia Superbike e del Monster. Nel 1996 Ducati passa ancora di mano e viene quotata in borsa come Ducati Motor Holding Spa, sotto la proprietà di Texas Pacific Group. Ad oggi Ducati è di proprietà della famiglia Bonomi, e il bagaglio storico e culturale è sempre vivo nelle persone che appartengono a questa casa motociclistica e che, grazie al costante desiderio di ricerca e la grande passione, portano alla creazione di modelli sempre più evoluti dalla forte connotazione “Made in Italy”.




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