Capita che iniziative nate poco più che come un gioco diventino, dopo un successo inaspettato iniziale, appuntamenti fissi dal successo sempre maggiore. E’ il caso della festa che Nolan, ormai da tre anni, organizza a fine settembre; un po’
per presentare le novità della sua gamma, ma soprattutto per creare un gradevole momento di contatto fra i piloti, la stampa e gli appassionati: nove fortunati, tre per nazione (Germania, Francia, Italia) hanno potuto vivere un’esperienza che i soldi non possono comprare. L’emozione di qualche giro di pista, da passeggeri, dietro ai campioni Nolan. D’altra parte quest’anno, nell’inedita cornice dell’autodromo di Franciacorta, il gruppo lombardo ha avuto veramente tanto da festeggiare. A partire dall’avere, in MotoGP e Superbike, i due piloti in testa al mondiale e al secondo posto.
Non ci avevano detto niente, e una volta arrivati, ecco che scopriamo dai totem che il 2012 sarà il quarantesimo compleanno del marchio Nolan. Una coincidenza felice, perché, come ricorda sul suo stesso casco (“since 1972”), si tratta dello stesso traguardo che taglierà Carlos Checa, pilota legato a filo doppio al gruppo: non si limita ad indossare i caschi della casa, ma è anche legato al suo patron, Alberto Vergani, suo manager da tempi immemorabili. Come giustamente ricorda Franco Bobbiese, brillante conduttore dell’evento, è significativo che l’impegno della casa bergamasca nello sport venga festeggiato nell’autodromo Daniel Bonara di Franciacorta, struttura creata e gestita dal padre stesso di Daniel, prematuramente scomparso seguendo la sua passione in un incidente stradale.
BULEGA: IL VIVAIO ESISTE
Dopo una breve apertura di Alberto Vergani (
“E’ durissima, ragazzi”, in riferimento ad un mercato in cui però il gruppo
Nolan continua a credere, proponendo novità - di cui vi parliamo in un articolo a parte - ed espandendo il proprio impianto produttivo) viene il momento di dare la parola ai piloti, e si inizia, per privilegio d’età, dal giovanissimo Nicolò Bulega: 12 anni e già un titolo europeo – la MiniGP – nel palmarés. In un mondo di piloti che iniziano ogni frase con la pappa precucinata di ringraziamento degli sponsor, è rinfrescante vedere un ragazzino che fa il ragazzino, imbarazzato davanti alle domande e che candidamente ammette che non sa ancora cosa farà l’anno prossimo.
BADOVINI: RESTO CON BMW
Prende la parola Badovini, che annuncia il probabile accordo con il team
BMW Motorrad Italia già da questo weekend, a Imola – mancano solo pochi dettagli. La stessa cosa che manca alla sua BMW, che ha un ottimo potenziale ma, parola di Ayrton, deve migliorare un pochino in tutto il pacchetto.
“Manca solo un piccolo gradino” sono le parole del biellese.
“e proprio per questo è importante capire quanto potrà aiutarci la casa madre”.
BMW Motorrad è infatti impegnata con il suo team ufficiale, anche se fra le due formazioni ci sono stati profondi e fruttuosi scambi di informazioni e di sforzi.
MELANDRI: VORREI ROVINARE LA FESTA A CARLOS...
La valutazione sulla
BMW interessa anche Melandri, che con la solita autoironia commenta come i suoi programmi per il 2012 siano molto più certi.
“Mi hanno lasciato a casa”, spiega ridendo amaro.
“Sto parlando un po’ con tutti, com’è ovvio, ma mi dispiacerebbe molto abbandonare la mia squadra, speravo proprio di poter lavorare per due anni di fila con le stesse persone. Di fatto, devo capire bene cosa farà Yamaha l’anno prossimo.” Non è infatti escluso che Marco possa continuare a correre in sella all’R1, con soluzioni ‘parallele’. La sua stagione in Superbike viene analizzata con lucidità.
“Abbiamo pagato molto qualche problema d’erogazione, che ci ha impedito, come un po’ a tutte le quattro cilindri, di usare le gomme morbide. Abbiamo un’ottima elettronica, ma dobbiamo ancora lavorare un po’ su tutta la moto: in certe gare siamo andati benissimo, in altre abbiamo sofferto molto, ma lo sapevamo fin dall’inizio.” Dopo un simpatico scambio con Manuela, si lascia scappare un po’ di gossip: il matrimonio in vista.
E la gara di Imola? “Beh, vorrei rimandare a Magny Cours i festeggiamenti di Carlos: fargli vincere il titolo proprio a casa mia un po’ mi dispiacerebbe.” I due sono comunque amici, come succede solo nella SBK. “Si, è bello poter lasciare la rivalità in pista e avere un rapporto umano di amicizia. In pista ci sta tutto, anche l’ingresso cattivo, purché ci sia il massimo rispetto fra di noi. Così, quando ci si toglie il casco, possiamo mantenere un ottimo rapporto”.
CHECA: A IMOLA IL MASSIMO
Si passa a Checa, che – ricorda Vergani – ha avuto una carriera molto lunga e travagliata, tutta vissuta assieme al suo manager e con il gruppo Nolan. I 40 anni, scaramanzia a parte, potrebbero venire festeggiati con il primo titolo mondiale. “Si, ho avuto una crescita un po’ lenta” scherza Carlos, che analizza poi la sua stagione. “Di fatto il correre in un team privato ci ha aiutato, abbiamo avuto il supporto della casa senza legarci loro a filo doppio, abbiamo avuto la nostra autonomia. A Imola, l’anno scorso, ho fatto una bella gara (fece doppietta, NdR) e voglio ovviamente dare il massimo. La nuova moto? E’ splendida, me ne vorrei comprare una, ma per correrci aspetteremo, siamo in mezzo ad un cambio di regolamento e dobbiamo capire bene come interpretarlo al meglio. La 1198 è ancora vincente, le manca solo qualcosa in accelerazione ma recuperiamo in frenata ed ingresso…”
LORENZO: SE CE NE SARA' BISOGNO, CAMBIERO' GUIDA
Il testimone, alla fine, passa ad un Lorenzo un po’ malinconico, che ha la faccia di chi sa di aver dato fondo alle sue risorse senza che la cosa sia stata sufficiente.
“Corro sempre per vincere: anche se ho vinto meno gare dell’anno scorso credo di essere cresciuto: per esempio, il non poter sbagliare nulla mi ha spinto a migliorare nelle partenze, che in passato erano il mio punto debole. Certo, con la nostra moto quest’anno era impensabile poter vincere tre gare consecutive come abbiamo fatto nella scorsa stagione, ma voglio comunque correre le ultime gare pensando a vincere.” La nuova 1000 sembra essergli piaciuta.
“Si, i tempi si sono rivelati buoni. Yamaha ha fatto una moto intelligente, con gli stessi concetti della M1 di quest’anno” Bobbiese, giustamente, gli fa notare come la nuova cilindrata potrebbe costringerlo a modificare in parte il suo stile.
“Io sono molto veloce a centro curva, mentre con la mille si dovrà spigolare un po’ di più. Ma non è un problema, lasceremo il ruolo di giudice al cronometro: se dovessi vedere che sono lento, lavorerò anche su questo.”
Che dire, ragazzi? In bocca al lupo!