Non esiste film post-apocalittico in cui le moto non recitino un ruolo di primo piano: da Mad Max fino all'ultima declinazione di Terminator, in cui la
Ducati Hypermotard era il mezzo d'elezione per la resistenza umana. Se poi ci mettete anche vampiri o zombie che siano (Nella terza versione di Resident Evil, Milla Jovovich guidava una
BMW K-R), pare che una due ruote sia un'esigenza irrinunciabile.
Stavolta si tratta di Priest, produzione statunitense basata su un fumetto di culto coreano, con Paul Bettany (lo ricordate? l'inquietante sicario del Codice Da Vinci) nel ruolo di un prete guerriero alla ricerca della nipote (la bella attrice/modella hawaiana Maggie Q) rapita dai vampiri prima che questi ultimi la trasformino irrimediabilmente. Niente di terribilmente originale, quindi, per la trama, mentre la scelta della moto è decisamente più anticonvenzionale: carrozzeria e ciclistica sono state "ripensate" dagli specialisti di Cinema Vehicle Services e Ghostlight Industries, ma sotto batte il cuore di... una
Suzuki Gladius 650.
L'interasse allungatissimo (siamo oltre i due metri) nasce da due forcelloni molto estesi, che curiosamente non sembrano dotati di unità ammortizzanti. I cerchi, ovviamente, sono oversize. Il risultato è che la moto, almeno stando al suo creatore, Cyril O'Neil, risulta "molto impegnativa da guidare". Ci crediamo, Cyril...