Niente è facile. Nel motociclismo le cose in discesa non esistono. Le poche che ci assomigliano sono, a ben vedere, estremamente pericolose. La frase è di Toni Mang, uno che prima di essere Top Rider della 250 fu per anni – come meccanico – al fianco di un’altra icona del motociclismo tedesco: Dieter Braun.
Roberto Tamburini (Foto, a destra, assieme al manager Stefano Morri) è riminese - ci è nato il 15 gennaio 1991 - difende i colori del Team Bike Service, ha una vaghissima idea di come si pronuncia Danke ma la filosofia è più o meno la stessa: perché cercare la via facile? A due gare dal termine del Civ, il campionato italiano, quando chiunque si concentrerebbe sic et simpliciter sulle gare nazionali, il Tambu (secondo nel campionato italiano Supersport) vuole dare maggior senso agonistico ai suoi sforzi e, udite udite, sarà al via anche delle restanti gare del Mondiale Supersport, già a partire da Silverstone, l’ 1 agosto.
BIMOTA. E non è finita. La sua avventura iridata Supersport non è ancora del tutto inziata e pare che sia già in forse la sua partecipazione alla gara del Nurburgring. E non perché, come succede a tanti, il bilancio non quadra o al promoter locale non piace la tua iscrizione. Più prosaicamente, il Tambu vuole provare l’ebbrezza della Moto2 che proprio quel giorno fa tappa a Misano. L’aria di casa fa sempre bene, anche se per respirarla in configurazione Dorna occorre togliersi la tuta Yamaha - casa alla quale Roberto è legato da anni - ed essere muniti di un qualsiasi telaio ma di un propulsore Honda e di gomme Dunlop. Telaio qualsiasi per modo di dire. Su questo tema a Rimini e dintorni son tutti abbottonatissimi (manco fossimo a dicembre), ma non è difficile intuire che colui il quale ha fatto scendere in pista la Bimota M2 nei primi collaudi invernali la possa anche usare in una gara che più di casa non si può.
TAMBUTRE. “Triplicare gli sforzi - ci dice lo stesso Roberto - è senz’altro sfiancante, ma la soddisfazione poi è enorme. Ovviamente l’ obiettivo primario è il Civ. Lì ce la giocheremo io e Lamborghini. Non nascondo di puntare alla vittoria, obiettivo difficile ma non impossibile da raggiungere”. Tra le piste nelle quali Roberto Tamburini si troverà a gareggiare prossimamente c’è Imola, sia per il Tricolore che per il Mondiale Supersport. “E’ - continua il pilota rivierasco - una pista piuttosto tosta. In più la chicane posizionata ad un terzo del rettilineo non è certo divertente da percorrere in moto. Ma c’è, e quindi va affrontata. Come tutto nella vita”.
MORRI. Come noto, la squadra riminese è diretta da Stefano Morri, che dichiara: “Ci attende un finale di stagione estremamente intenso ma per noi sarà un importante banco di prova anche in prospettiva futura. Ci presentiamo sulla scena iridata consapevoli delle difficoltà che incontreremo ma anche del nostro potenziale e riteniamo di poterci esprimere ad alti livelli”. L’attività della squadra (che, non dimentichiamolo, ha portato alla Yamaha i primi punti iridati col quinto posto di Misano) è supportata da Metzeler, Akrapovic ed Andreani Group.