In occasione della festa per il suo 23esimo compleanno tenutasi alla "Capannina", noto locale di Como, Motocorse.com è riuscito ad intervistare per voi Claudio Corti (Foto: durante i festeggiamenti). Il pilota comasco della Suter, debuttante in Moto2 col Forward Racing, quest'anno ha ottenuto come miglior piazzamento il 15° posto a Le Mans. Ma è ancora impressa nella memoria di tutti la pole di Silverstone, con impetuosa partenza e… conseguente caduta (ahinoi, succede…). Ai nostri microfoni Corti spiega quello che è stato per lui l'impatto con la categoria, e ci rivela le sue prospettive per il futuro.
MotoCorse. Festeggi qui con i tuoi tifosi ma una piccola festicciola l'hai fatta anche alla vigilia di Assen?
Claudio Corti. Si, quattro giorni di party-in-moto ad Assen (invero i festeggiamenti sono iniziati nel paddock del precedente GP di Silverstone, ndr) e oggi con gli amici.
MC. Che rapporto hai con i tuoi tifosi?
CC. Per la maggior parte sono tutti miei amici. Con loro mi trovo molto bene, sono molto contento. Non so (ride, ndr) perchè mi tifano però.
MC. Un ragazzo di 23 anni che ha la possibilità di girare il mondo e di trovarsi al centro dell'attenzione che pensa di questo?
CC. Innanzitutto, divertirsi. Perchè se non ti diverti, a guidare la moto fai una fatica esagerata. Poi, devi sempre vedere il lato buono delle cose.
MC. Come giudichi il campionato? Silverstone e subito dopo Assen: due gare in soli sei giorni.
CC. Silverstone? E’ andata benissimo: pole inaspettata. Poi… la caduta. Beh, visto che non mi gioco il campionato, volevo vincere a tutti i costi. Ci ho provato, tutto qui. Assen: in Olanda ho avuto qualche problema con il cambio.
MC. Se a Silverstone rimanevi in sella, vincevi?
CC. Sì, secondo me sì. In quella curva però c'era dell'olio e non avevo motore per andar via, cioè staccarmi dal gruppo. Sul dritto pagavo molto ed infatti ho fatto molta fatica.
MC. Grandi differenze, per te, tra una gara e l’altra? In alcuni circuiti vai bene, mentre su altre piste vai male. Come lo spieghi?
CC. Se guardi Silverstone, nelle prime otto posizioni c’erano otto telai Suter (i propulsori, come noto, sono tutti Honda, ndr). Ad Assen abbiamo tutti faticato all’estremo, salvo i piloti con ciclistiche FTR e Moriwaki. La conformazione della pista era quasi uguale: alternanza di parti veloci e parti lente, ma non siamo riusciti ad adattare la nostra moto, anche al tipo di asfalto. Abbiamo inoltre patito mancanza di grip sull'anteriore per tutto il week-end. Anche in gara non abbiamo potuto rischiare più di tanto.
MC. Monogomma Dunlop. Che ne pensi?
CC. Pneumatici sui quali non c’è stato uno sviluppo eccezionale. Tale tipologia verrà cambiata a partire dal GP di Germania. A Silverstone il nostro telaio e le nostre gomme mettevano comunque paura agli avversari, mentre ad Assen no.
MC. Lo sviluppo è continuo?
CC. Lo sviluppo non è continuo: ci portano gomme differenti ogni due o tre gare. Queste che ci hanno portato ad Assen non erano come quelle di Silverstone. Infatti ci siamo trovati subito in difficoltà.
MC. Barcellona, come la vedi per il GP di Catalunya?
CC. Barcellona... caldo. La pista non mi piace moltissimo, però ai test di quest’inverno sono andato bene, anche se non c’eravamo tutti e quindi la comparazione è per forza di cose incompleta. Noi puntiamo a ben figurare. Io non ho certo l’animus del ragioniere che raggranella punti per il campionato. Ad ogni GP si parte per vincere, gara per gara, senza calcoli.
MC. Dopo metà campionato, in definitiva come trovi questa Moto2? E quali cambiamenti applicheresti?
CC. La vera difficoltà della Moto2 e che tutti i propulsori sono uguali. Non si riesce a sfruttare in pieno la potenza del motore. Cambierei sicuramente la regola del mono-motore. Introdurrei il motore libero
MC. Per motore libero cosa intendi?
CC. Di qualsiasi marca. Una preparazione un po’ superiore, pur nel quadro della diminuzione dei costi. Diminuzione che comunque non sarà mai assoluta, perchè anche partecipare alla Moto2 costa. Inoltre vorrei una griglia meno affollata e, perché no, qualche wild card in più al via.
MC. Progetti per il futuro?
CC. Spero di correre qui anche l'anno prossimo. Per l’immediato, ho già detto: il progetto è, gara per gara, vincere il più possibile. Quest'anno non posso puntare al titolo non avendo esperienza e anche le piste che verranno non le conosco, a parte Barcellona e Valencia. Sarà essenziale per me disputare un buon finale di stagione, e magari trovare una squadra al top per l'anno prossimo per puntare a vincere il campionato 2011.
MC. Ti piacerebbe arrivare a guidare una MotoGP?
CC. E a chi non piacerebbe? E’ tutto concatenato: se vai bene nella formula cadetta automaticamente vieni promosso alla MotoGP. Però devi prima andare bene qui.
MC. Un'ultima domanda chi era il tuo idolo da bambino?
CC. Garry McCoy.
E mentre ringraziamo Claudio per la sua grande disponibilità, iniziano le danze. E’ pur sempre il suo compleanno. Il pilota comasco si volta verso parenti, amici, tifosi e curiosi. Allarga le braccia e dice: Mi spiace di non avervi potuto fare io il regalo di una vittoria, ma vi assicuro che ci ho provato. Che la festa cominci, e continui in pista sino al termine della stagione.