Colognola ai Colli: il 20 marzo convegno su Bruno Ruffo

di Gabriel Pirini

Colognola ai Colli: il 20 marzo convegno su Bruno Ruffo

Il progetto Cuore e Asfalto continua. Renzo Ruffo, figlio del primo campione del mondo della 250 Bruno, ha chesto al comune di Colognola ai Colli di organizzare un vero e proprio convegno celebrativo e di studi sul grande pilota veronese. Abbiamo detto veronese? E quindi che c’entra Colognola ai Colli, la cui amministrazione comunale ha aderito entusiasticamente all'iniziativa? Non tutti lo sanno, ma Ruffo - che legò indissolubilmente la sua carriera alla Guzzi (quella moto è la sua seconda moglie, amava dire l’ing Giulio Cesare Carcano) – a Colognola vi è nato.

Dista appena 20 chilometri da Verona, la locale anagrafe registra circa 8mila abitanti ed ha un bel Palasport. Qui, in via IV novembre, si terrà il 20 marzo, alle 10,45, il Convegno Celebrativo su Bruno Ruffo (nella Foto), organizzato dal figlio Renzo con la collaborazione del Comune di Colognola ai Colli, della Provincia di Verona, del Moto Guzzi World Club. Verrà esposto anche un Gambalunghino 250, modello di motocicletta col quale Ruffo vinse il titolo mondiale (e il campionato italiano di prima categoria) della quarto di litro nel 1951. In coda all’articolo, una breve scheda biografica del pilota veronese.

STUDI. Sarà un vero e proprio convegno di studi, quello su Bruno Ruffo. Dopo i saluti istituzionali (ha promesso di essere presente anche il sindaco Alberto Martelletto), l’intervento principe sarà appannaggio del professor Augusto Farneti, indiscussa autorità n materia di motociclismo storico. Ovviamente parlerà anche Mario Arosio, presidente del Moto Guzzi World Club.

GUARESCHI. Tanto per fare capire al colto ed all’inclita che la Guzzi è stata, è e rimarrà sempre una moto da corsa, sarà presente anche Gianfranco Guareschi, che ha vinto la Battle of the Twins (in italiano: gara per bicilindriche) della 200 Miglia di Daytona nel 2006 e nel 2007, con la Guzzi-Mgs01.

CUORE E ASFALTO. Parlerà anche Renzo Ruffo, che rievocherà la figura del padre anche con aneddoti sul Ruffo fuori dalle gare. Nell’occasione verrà presentato il libro – scritto dallo stesso Renzo Ruffo - Cuore e Asfalto (Leopoldo Bloom Editore).

 

 

 

 

 

BRUNO RUFFO

(Colognola ai Colli, 9 dicembre 1920 - Verona, 10 febbraio 2007)

Scheda biografica. Inizia a correre nel 1937. Si iscrive ad una gara organizzata a Montagnana (Miller 250, secondo al traguardo). Nel 1938 è quarto alla Salita delle Torricelle. Poco dopo parte per il fronte russo. Ritorna dopo oltre 20 mesi. Nell'estate del 1945 decide di acquistare la sua prima Moto Guzzi 250. Vince a Mantova il Circuito del Te. Idem qualche tempo dopo a Pesaro. Nel 1946 è campione italiano di seconda categoria. Continua a correre con la Guzzi 250, da privato, nel 1947 e nel 1948 i Tricolori di prima categoria. Dopo il GP internazionale delle Nazioni (disputatosi curiosamente a Faenza anziché a Monza) viene finalmente inserito nella squadra ufficiale. Nel 1949 nasce il Motomondiale. Ruffo vince il GP di Svizzera sul terribile Bremgarten. Da sempre, gli organizzatori bernesi allestiscono, nello stesso week-end, il GP auto e quello moto. Nel 1948 un destino cinico, baro ed assassino fece morire, nella stessa giornata, Omobono Tenni ed Achille Varzi. Nel 1949, Ruffo con la sua Guzzi domina il FP di Svizzera ed alla fine della stagione è campione del mondo. Si ripeterà anche nel 1950 (Mondial 125) e nel 1951 di nuovo con la Moto Guzzi 250. Nel 1952 era quasi certo di vincere il suo quarto titolo, ma una caduta al GP di Stoccarda (sul tracciato stradale della Solitude, vicino allo Schlossgarten) lo mette fuori gioco per l’intera stagione. Nel 1953 sempre su Moto Guzzi 250 corre le gare nazionali di Mestre e Siracusa, vincendo. Durante le prove ufficiali del Tourist Trophy è vittima di un altro terribile incidente. Mentre lo riportavano a casa dall'Isola di Man promise alla moglie che avrebbe smesso con le moto e così fece. Corse per qualche anno in auto, ma l’ennesimo incidente (1958) lo convinse che era meglio abbandonare l’agonismo. Bruno Ruffo è stato pure campione italiano, oltre che nel 1946, anche nel 1949 e nel 1951 (prima categoria, 250cc). Nella sua carriera ha ottenuto 61 record mondiali di velocità, tutti su Moto Guzzi. Ha fatto parte anche dell’armo che il Gruppo Sportivo “Canottieri Moto Guzzi” ha schierato in alcune gare di canottaggio. Nel 2003 - sull’ onda dei successi iridati di Valentino Rossi - la presidenza della Repubblica all’improvviso si ricorda che tra gli sportivi italiani esistono anche i motociclisti. Carlo Azeglio Ciampi, per colmare la lacuna, conferisce l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Bruno Ruffo e ad una nutrita messe di altri iridati: Giacomo Agostini, Pier Paolo Bianchi, Eugenio Lazzarini e Carlo Ubbiali. Dal titolo più recente sono già passati almeno 30 anni. Meglio tardi che mai.

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