Non a molti motociclisti, almeno in Italia, è stata riservata la postuma soddisfazione di un monumento. Nel 2009, invece, prima il Comune di Misinto, in Brianza, ha dedicato una piazza ad Angelo Bergamonti (lo sfortunato pilota della Mv scomparso durante la gara nazionale senior di Riccione nel 1971) e, pochi giorni fa, il sindaco di Verona Flavio Tosi ha inaugurato in via Roma il monumento dedicato a Bruno Ruffo. Come noto, Ruffo - morto nel 2007 - fu il primo campione mondiale della 250, nel 1949.
Flavio Tosi, durante la cerimonia di inaugurazione (Foto) cui hanno presenziato anche Giacomo Agostini ed il figlio del campione veronese, Renzo, ha improvvisato un breve ma significativo discorso: “Verona dedica con orgoglio un monumento ad un campione scaligero che ha saputo distinguersi nella sua specialità a livello mondiale. La scultura è collocata in una via importantissima del centro storico, percorsa quotidianamente da numerosi veronesi e turisti, proprio per ricordare a noi stessi e al mondo la sua figura”.
Bruno Ruffo nacque a Colognola ai Colli il 9 dicembre 1920 ed iniziò a correre nel 1937. Nel 1949 trionfò – sul Bremgarten di Berna - al Gran Premio motociclistico di Svizzera e si aggiudicò il titolo mondiale nella classe 250. L'anno successivo conquistò invece il titolo nella 125. Un ecelettismo che compete solo ai veri campioni. Nel 1951 si aggiudicò il terzo titolo mondiale. Corse, con alterna fortuna, anche in automobile. Nel 2003 il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera ha anche firmato 61 record mondiali di velocità su Moto Guzzi.
Il figlio di Bruno, Renzo Ruffo, ha recentemente scritto un libro sulla figura del padre, Cuore e Asfalto (Bloom Editore).
(g.p.)