L’universo delle gare è costellato non solo di stelle che brillano o di piloti che durano il tempo del passaggio di una cometa, ma anche di tantissimi appassionati che si cimentano per il semplice gusto decoubertiano di partecipare.
Tra questi c’è il simpaticissimo Carmine Arrichiello, rider napoletano che ha nel proprio dna la competizione, e che non manca di dire la sua nei trofei come la Coppa Italia, la Mototemporada Romagnola, la Premier Cup, il trofeo del Centauro.
Insomma appena può Carmine infila tuta casco e stivali, e sgomita con i centauri di tutta Italia, tant’è che a soli ventiquattro anni vanta già una lunga esperienza nei paddock delle maggiori piste nostrane.
“ La passione per la cosa più bella del mondo – dice Big Car 69 – è nata a tre anni grazie alla prima minimoto che mio padre mi ha regalato. E’ stato poi un susseguirsi di scooter e moto, ma mai con la cultura della pista. Raggiunto la maturità ho capito che correre per strada oltre ad essere pericoloso, è da sciocchi. Ho iniziato così a frequentare le piste della mia regione, fino ad iscrivermi nel 2004 al trofeo Inverno che si tiene ogni fine anno sul tracciato del Levante di Binetto. Non vinsi, ma arrivai tra i primi dieci, e questo mi spinse a continuare.Da buon napoletano sono scaramantico e sono legato al numero 69 perché l’unico che si legge anche quando si cade con la moto”.
Da quel momento concludere costantemente nella top ten è stato per Arrichiello l’obiettivo principale da raggiungere in ogni gara: “ La vittoria – spiega – è un sogno irrealizzabile, sia per il livello degli avversari sia per il livello delle moto da battere. In un contesto come la Premier Cup, ad esempio, è possibile vedere nel paddock moto elaborate all’inverosimile, e per piloti come me che hanno un budget limitato questo rappresenta uno svantaggio non indifferente. Se dopo il traguardo concludo nella zona punti, quel risultato suona per me come una vittoria. Per la prossima stagione mi piacerebbe partecipare al campionato italiano velocità e spero di trovare uno sponsor che creda nel mio talento e nei miei sogni ”.