Revisione moto: istruzioni per l'uso

FINO A NON molto tempo fa, in Italia l'obbligo del collaudo periodico interessava soltanto le automobili e il settore era gestito direttamente dalle Motorizzazioni. Ma le recenti normative hanno portato grandi cambiamenti, riconoscendo la possibilità di effettuare le revisioni anche a organizzazioni private (purché, rispondenti a requisiti fissati per legge) prima, ed estendendo l'obbligo anche ai motoveicoli, in passato esenti dal "problema".
Questa sorta di "liberalizzazione", se così si può chiamare, da un lato ha snellito le procedure consentendo di smaltire più velocemente una mole di lavoro che negli ultimi anni aveva rischiato di mandare in tilt le stesse Motorizzazioni (le proroghe sulle scadenze relative alle varie "annate produttive" delle auto chiamate a revisione erano diventate la norma), dall'altro ha fatto sì che il settore delle revisioni periodiche fosse assoggettato alle normali regole del libero mercato, che seppur vincolare a opportune normative possono generare interessi a volte contrastanti.

Appare ovvio che fra gli operatori più interessati ad entrare nell'affare ci siano le concessionarie e le officine specializzate, in quanto la revisione rappresenterebbe una preziosa occasione per fidelizzare la clientela, anche se resterebbe comunque da risolvere il problema "etico" della coincidenza fra chi decide che un veicolo rispetti o meno i requisiti richiesti, e chi deve eventualmente effettuare le riparazioni e gli interventi necessari per metterlo in regola. Quest'ultimo potrebbe diventare un nodo centrale della questione, sia per le automobili, sia per le moto, che rappresentano un settore in crescita e soprattutto vergine dal punto di vista delle revisioni.
Con un bagaglio d'esperienza pari a 10 milioni di collaudi in tutta Europa, la Dekra è da tempo presente in Italia sotto forma di organizzazione in franchising con centri affiliati nati per le revisioni automobilistiche, di cui una minima parte ha già ottenuto, o è in attesa di ottenere, l'estensione per la concessione relativa ai collaudi dei veicoli a due ruote. Se si esclude l'attività delle Motorizzazioni, in questo senso si può dire che la Dekra operi in esclusiva.

L'organizzazione garantisce l'interpretazione univoca delle varie norme, nonché ovviamente le medesime metodologie e tariffe su tutto il territorio nazionale, e gode della certificazione ISO 9000.
D'altra parte, i metri e i metodi di collaudo sono stati fissati dal Governo italiano, per mezzo di gruppi di lavoro a cui hanno partecipato rappresentanti dei costruttori.

La Dekra ha avuto il merito, forte della propria esperienza nel settore, di recepire velocemente le normative e formalizzare la metodologia.


IL METODO

UN "TAGLIANDO" effettuato come si deve comporta una serie accurata di verifiche e dovrebbe quindi assicurare un'efficienza perfetta della moto sotto tutti i punti di vista.
Come si vede, si tratta di controlli semplici e che possono essere effettuati,complessivamente, in una anche meno di una ventina di minuti. Resta davedere dove saranno eseguiti e da chi.Per quanto riguarda gli esami visivi permane l'elemento umano e quindi in una certa misura i risultati possono essere soggettivi". Nessun problema, ovviamente, se ad eseguirli è l'occhio addestrato di una persona che di moto se ne intende davvero. La situazione può invece essere diversa se le cose non stanno in questi termini.
Le moto in buono stato complessivo e tenute come si deve non avranno comunque alcun problema a superare queste verifiche, focalizzate come si può notare su elementi che hanno fondamentalmente a che fare, direttamente o indirettamente, con la sicurezza (e con ""inquinamento acustico"). In futuro non è escluso che vengano introdotti controlli relativi alle emissioni di scarico, per alcune categorie di veicoli, ma adesso è senz'altro prematuro parlarne.

Nel campo delle revisioni moto, l'italia si è dimostrata lungimirante, emanando una direttiva che anticipa quella "targata" Comunità Europea. Non ci saranno prove bizzarre, effettuate con l'ausilio di fantascientifiche attrezzature, bensì pochi e mirati controlli dettati più che altro dal buon senso. Per fare chiarezza sulla procedura da seguire per portare a termine la revisione, ce la siamo fatta raccontare dai responsabili della Dekra Italia: Antonio Rosa (sistemi informativi), Sergio Trevisan (marketing) e l'ingegner Thomas Cieslik (direttore generale).


Come si articolerà la revisione per un motociclo?
"Espletate le formalità di prenotazione e il versamento del contributo di 10000 lire (analogo a quello richiesto per la revisione auto) ci si può presentare al centro di revisione per "l'esame" della propria motocicletta. L'addetto che si occupa di testare il motociclo dispone di una dettagliata check-list, articolata in quattro parti, ognuna delle quali corrisponde ad un passaggio chiave della procedura.

Il primo passo riguarda l'accettazione in officina: in questa fase si controlla che i dati riportati sulla carta di circolazione, quali numero di telaio e targa, siano effettivamente corrispondenti a quelli del veicolo "candidato" al controllo".


Dopo le formalità, dunque, comincia la revisione vera e propria? "Si: il controllo visivo prosegue controllando le misure e lo stato d' usura dei pneumatici, la presenza degli specchi, degli indicatori di direzione e dei dispositivi d'illuminazione, ovvero di tutti i requisiti richiesti dal Codice della Strada. Contestualmente l'addetto verifica che il mezzo si trovi in buone condizioni generali, ovvero che possa ragionevolmente circolare in sicurezza: non devono essere visibili trafilaggi di lubrificante dal propulsore, perdite di liquido dall'impianto frenante o dalle sospensioni, e anche la trasmissione finale (ove visibile - n.d.r.) deve trovarsi in buono stato. Ovviamente anche l'impianto elettrico deve essere perfettamente funzionante".

Saranno previsti anche rilevamenti strumentali...
"Esatto: infatti, terminato il controllo visivo, la motocicletta viene avviata alla zona in cui vengono effettuati i test. Vengono qui valutati l'efficienza del proiettore anteriore (sia nella funzione anabbagliante sia in quella abbagliante) e dell'avvisatore acustico (o clacson che dir si voglia), verificando che rientrino nei range imposti dalla normativa in termini di pressione sonora e luminosità.

Il passaggio successivo riguarda la rumorosità dell'impianto di scarico. In questo caso il limite di riferimento si trova sulla carta di circolazione del veicolo, sulla quale sono riportati il regime di giri a cui va effettuata la misurazione e il corrispondente limite massimo di emissione acustica, misurato in dB. Le letture effettuate sono cinque, delle quali viene poi calcolata la media: questo dato non deve superare quello riscontrato in sede di omologazione (e riportato sul libretto) affinché la prova si possa considerare superata positivamente".

Bene. Ci parli della tanto discussa prova di frenata.
"L'ultima prova in effetti riguarda l'efficienza dell'impianto frenante. L'addetto opera su un opportuno banco a rulli o, in alternativa, transita con il motociclo su due piastre ad una velocità non superiore a 7 km/h ed effettua una frenata azionando entrambi i comandi. L'elaboratore collegato alla strumentazione rileverà in questo modo l'effetto frenante ffettivamente prodotto (per mezzo delle piastre suddette) e lo sforzo applicato (rilevato per mezzo di estensimetri collocati sia al manubrio sia al pedale), calcolando così l'effettiva efficacia dell'impianto. Esistono poi tabelle di tolleranza diversificateper anno di immatricolazione del modello riportanti la percentuale di efficienza minima richiesta per legge".

Dunque i limiti saranno diversi da modello a modello?
"Si, e anche le tolleranze entro cui i mezzi dovranno rientrare per superare la prova. In questo modo si tiene conto dell'anzianità del veicolo, essendo scontato che una sportiva di ultimissima generazione non potrà essere paragonabile, come potenza frenante, ad un mezzo di vent'anni fa"

Quanto tempo richiede l'intera procedura?
"Prevediamo tra i 15 e i 30 minuti per la prova completa, dal momento in cui il cliente entra in accettazione al momento in cui esce con la carta di circolazione vidimata".

In quale modo viene aggiornata la carta di circolazione?
"Come per le automobili, al termine della prova l'addetto si collega alla banca dati della motorizzazione civile, comunicando l'esito delle prove. In questo modo viene effettuato un controllo incrociato, che consiste nel verificare che i dati impressi sul documento di circolazione coincidano con quelli dell'archivio centrale. Il collegamento termina con la stampa di uno "sticker" adesivo che l'addetto stesso appone sul libretto".

Come quello che viene apposto per i cambi di residenza ed i passaggi di proprietà, dunque?
"Esattamente".

Cosa succede se per qualsiasi motivo il motociclo non supera la revisione?
"Anche in questo caso il bollino viene stampato, riportando la prova che non è stata superata con esito positivo. Il proprietario ha, da questo momento, un mese di tempo per riparare il motociclo e ripresentarsi alla revisione".

Qual è il costo totale dell'operazione?
"Il costo è fissato in 60.000 lire IVA compresa, a cui vanno aggiunte 10.000 lire di contributo spese destinate al centro di revisione".

La tariffa è la stessa sia per le moto sia, per esempio, per ciclomotori e scooter?
"Si: i prezzi sono fissati dalla normativa, e fondamentalmente le procedure compiute sono le stesse per tutti i tipi di mezzi a due ruote".

Questo è solo il primo step fissato per le revisioni o la normativa è già definita?
"Probabilmente in poco tempo saranno sempre più i controlli che da visivi diventeranno strumentali, in modo che i test diventino sempre più affidabili ed obiettivi".

Elenco delle officine autorizzate DekraItalia

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