Il comune di Modena segue le orme della vicina Bologna, introducendo un controllo di accesso al centro storico basato su telecamere. Nel capoluogo di regione, cronicamente afflitto da problemi di traffico, dal divieto d’accesso sono esentati motoveicoli di ogni genere e specie. Scelta di grande lungimiranza, fatta evidentemente da qualcuno che ha le idee chiare in merito a come si risolvano i problemi di congestione e inquinamento.
A Modena, invece, le idee sono evidentemente un po’ più confuse. Nel senso che – idea lodevole – dal divieto di accesso sono sì esclusi ciclomotori e motocicli, ma questi ultimi solo dalle 7 alle 21 dei giorni feriali, e dalle 7 alle 14 il sabato. La sera, di sabato pomeriggio e di domenica, i 50 girano liberamente. Le moto di cilindrata superiore restano fuori.
Ora, pur con la massima gratitudine per aver avuto il permesso di sbrigare qualche commissione in centro con le nostre fide due ruote, la domanda che sorge spontanea è: perché i 50 si e le moto no? Che differenza c’è, in termini di traffico e inquinamento? Non mi è mai sembrato che, al calar del buio e nei giorni festivi, le moto sopra i 50cc si trasformino in auto.
Peccato, un’altra occasione persa. Quello che fa più rabbia è che non ci si trova davanti ad un ottuso divieto – come avviene altrove – che parifica qualunque mezzo a motore nel divieto di accesso alle aree del centro storico. Ci si trova invece davanti a semplice incompetenza: qualcuno ha pensato che si, certo, le due ruote inquinano meno, ma una grossa moto a quattro tempi, evidentemente, infastidisce e inquina più di un piccolo scooter a due tempi, magari vecchio di vent’anni e con la marmitta che cade a pezzi. Quindi, teniamole fuori dal centro quando c’è la gente che passeggia, che potrebbero disturbare.
Con buona pace di bar e ristoratori, che magari sarebbero ben felici di servire qualche mototurista che approfitta di una (rara) domenica di sole per visitare la città.
Di nuovo: peccato…