Addio a Robert Dunlop
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di Marco Simonelli, pubblicato il 17 maggio 2008
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Il motociclismo è un sport rischioso ma tutte le edizioni di queste gare stradali, la più famosa è il Tourist Trophy all'isola di Man, sono un bollettino di guerra. Tutti gli anni ci chiediamo se abbia un senso correre su tracciati pericolosi come questi dove si viaggia tra marciapiedi, muretti e case e le protezioni sono solo balle di fieno. Difficile dare una risposta, i puristi obbiettano che anche in questi tracciati le misure di sicurezza stanno aumentando e che è il pilota a decidere di affrontare il rischio ruotando il polso destro. Riflettiamo però sul fatto che una volta tutte le gare erano così e pensiamo a quanti passi in avanti sono stati fatti per la sicurezza dei piloti (vie di fuga, safety car): ha senso quindi vanificare tutto continuando a correre su tracciati fermi a cinquant'anni fa quanto a sicurezza? Forse la soluzione sarebbe mantenere le gare stradali solo come parata storica e non come gara tra moderne motociclette, lasciando inalterato il fascino di queste gare che attirano ogni anno migliaia di spettatori. Gli stessi piloti del Motomondiale odierno, più volte intervistati su questo argomento, ritengono troppo rischioso correre su questi tracciati perchè portare un mezzo meccanico al limite significa anche poterlo fare con la tranquillità che alla minima scivolata non si rischi la vita. |
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