L'antidoping nel motociclismo

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di Massimiliano Sartor, 04 gennaio 2008
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L’inizio dei campionati è ancora lontano così, in questo periodo di feste e festeggiamenti, ho cercato di approfondire un tema che mi ha sempre incuriosito.
 
Il motociclismo è uno sport particolare.

C’è ingegno, tecnologia, pericolo, ma anche una forte componente legata all’uomo, al pilota, all’atleta. Dove contano concentrazione, precisione e le prestazioni oscillano sul filo dei centesimi di secondo, è doveroso garantire la regolarità dei risultati.

E’ per questo che i piloti devono sottostare ad un rigido controllo antidoping. Purtroppo sull'argomento non si trova sostanzialmente nulla in italiano.

Per questo ho dovuto rivolgermi direttamente al sito della FIM (Fédération Internationale de Motocyclisme), che rimanda poi all’International Medical Panel, dove si trova l’intero documento, una cinquantina di pagine, che regola i procedimenti legati all’antidoping.

Interessante la prefazione:

Lo spirito dello sport è la celebrazione dello spirito, del corpo e della mente umani ed è caratterizzato dai seguenti valori:
- etica, fair play e onestà
- salute
- eccellenza nella performance
- carattere ed educazione
- divertimento e gioia
- lavoro di squadra
- dedizione ed impegno
- rispetto per le regole e le leggi
- rispetto per se stessi e gli altri partecipanti
- coraggio
- comunità e solidarietà

Su queste premesse viene definito il concetto stesso di doping (articolo 1) e quello di violazione delle regole antidoping (articolo 2). C’è poi una parte (articoli da 3 a 7) in cui si prendono in esame, per esempio, sostanze proibite, modalità e tipi di test.

Dall’articolo 5 si apprende come sia “obbligatorio testare almeno tre piloti per ogni evento o classe: di norma il pilota giunto primo e due a votazione. La selezione dei piloti può derivare dalla posizione finale e/o su basi casuali. Se ci sono più classi (es: Superbike, Supersport, Superstock) i test devono essere applicati ad almeno due classi.”
 
Nei successivi articoli (dall’8 al 12) sono normate le procedure in caso di violazione delle regole antidoping, le sanzioni individuali e ai team, la possibilità di appello.

Nell’articolo 13 viene definita l’incorporazione delle regole FIM negli statuti nazionali, l’articolo 14 regola lo statuto delle prescrizioni (le azioni disciplinari devo essere portate avanti entro 8 anni da quando è accaduto il fatto che ha violato il codice) ed, infine, l'articolo 15 contiene gli emendamenti e le interpretazioni al codice.

Seguono alcune appendici, di cui una molto corposa in cui sono elencate tutte le sostanze dopanti e le concentrazioni limite.

Per chi volesse approfondire questo spunto: http://www.medisyn.com.au/fimcmi/Codes/Antidopage_en07.pdf





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