Il marchio storico del fuoristrada propone un’accoppiata molto valida per chi pratica motocross e vuole proteggersi al meglio pur mantenendo ampia libertà nei movimenti. Acerbis è distributore ufficiale Leatt Brace e a seguito di approfonditi studi fatti su questo dispositivo ha sviluppato la nuova pettorina Cosmo (disponibile anche in versione specifica da Enduro, denominata Scudo). Una rivoluzione nel settore delle protezioni non solo per la particolare struttura, interamente omologata secondo le più recenti normative, ma anche per la possibilità di adattarla all’utilizzo o meno del collare e per la presenza di uno strato protettivo realizzato in d3o. Posteriormente la Cosmo prevede un paraschiena che può essere regolato in base all’altezza, togliendo eventualmente la parte finale per accorciarlo, e studiato appositamente per ospitare il Leatt Brace. Anteriormente troviamo uno scudo protettivo composto da due parti collegate tra loro mediante 3 viti. Se si utilizza il collare la parte superiore deve essere rimossa in modo che non vada a interferire con la parte anteriore della protezione per il collo. Come si vede in foto, l'integrazione tra pettorina e collare è pressoché perfetta e assicura la massima protezione.
Lo parte anteriore della pettorina è collegata a quella posteriore tramite due spalline imbottite. Una volta indossata, la Cosmo si chiude con due agganci rapidi in plastica posti sui fianchi, a cui si aggiunge la fascia in vita che prevede una doppia regolazione tramite velcro. Le spalline imbottite possono invece essere regolate molto rapidamente tramite cursori in materiale plastico che si incastrano direttamente nella parte posteriore. Il pilota può scegliere se utilizzare o meno le protezioni per le spalle, che possono essere messe e tolte molto rapidamente grazie all’aggancio tramite automatico. Nel caso vengano utilizzate, le protezioni per le spalle possono essere regolate sulle braccia sfruttando gli elastici a regolazione rapida.
Come accennato in apertura, per assicurare una protezione ottimale della schiena la Cosmo sfrutta la tecnologia d3o, un materiale la cui struttura molecolare assicura un grande confort unito a un elevato potere protettivo. Le molecole infatti in caso di impatto si compattano istantaneamente trasformando il materiale, di per sé morbido, in una struttura rigida in grado di proteggere il corpo assorbendo parte dell’energia cinetica provocata dall’urto. Altra peculiarità della Cosmo è l’imbottitura posteriore, realizzata in due parti di cui una amovibile e lavabile. Dopo averla provata possiamo dire che la Cosmo ci è parsa molto adatta all’uso del Leatt Brace, ma è fondamentale scegliere accuratamente la misura e regolarla molto bene, soprattutto a livello delle spalle. Fatti questi aggiustamenti la libertà di movimento è ottima, al pari dell’integrazione con il Leatt e dell’areazione assicurate dalle abbondanti feritoie. Abbiamo provato il collare sia con gli elastici per il torace sia senza e riteniamo che con la Cosmo sia meglio optare per la seconda opzione, ricordandosi di posizionare la parte posteriore del collare dentro e non sopra la pettorina. La Cosmo viene proposta da Acerbis a 149,95 Euro.
Venendo al Leatt, è stato il primo collare della storia e ancora oggi che molte case hanno proposto soluzioni alternative resta il dispositivo di protezione per il collo più diffuso al mondo, Nato a livello di progetto nel 2001 da un’idea del Dott. Chris Leatt, il primo Leatt Brace è stato commercializzato nel 2004 in Sud Africa. La vera consacrazione mondiale è avvenuta però nel 2006, sottolineata anche dal fatto che due prestigiose case come BMW e KTM hanno deciso di brandizzarlo e commercializzarlo direttamente. Nel 2007 è stato definito prodotto dell’anno da RacerX e nel 2008 sono stati fondati I Leatt Lab. Oggi il Leatt è giunto alla seconda edizione, caratterizzata da piccoli accorgimenti volti a farlo rimanere il punto di riferimento tanto per i piloti quando per gli amatori. Vediamo come è fatto il Leatt analizzando la versione GPX II in materiale plastico, il modello di accesso alla gamma che prevede anche una pregiata versione in carbonio, analoga a livello di protezione ma più leggera. La confezione comprende tutto l’occorrente per personalizzare il Leatt in base alla propria struttura fisica. Oltre al collare, su cui deve essere montato il modulo posteriore tramite viti a brugola (viene fornita anche l’apposita chiave), all’interno del cofanetto troviamo 3 differenti set di ganci (oltre a quello già montato in fabbrica) per adattare il collare alla circonferenza del collo, un supporto a cuneo per adattarlo eventualmente alla conformazione della schiena, gli elastici per chi desidera fissarlo al torace e il manuale di istruzioni in più lingue, tra cui l’italiano. La fase di montaggio e regolazione richiede pochi minuti, dopodichè il Leatt è pronto all’uso. A livello strutturale il Leatt è composto da due parti collegate tra loro tramite ganci laterali e il pilota può scegliere quale parte aprire per indossarlo (ma potrebbe addirittura aprirlo completamente e poi richiudere entrambi i ganci dopo averlo indossato, una caratteristica utile in caso di soccorso perché facilita la rimozione). Una volta chiuso il Leatt si presenta con una parte anteriore che poggia sul petto e una parte posteriore che superiormente va a formare un supporto per il collo, mentre inferiormente è caratterizzata da una struttura che si estende verso la schiena. Posizionando correttamente il Leatt sulle spalle il pilota deve essere in grado di muovere liberamente la testa a destra e a sinistra, mentre in avanti e indietro o inclinando il collo a destra e a sinistra deve avere sufficiente libertà per non essere ostacolato nella guida, ma al contempo deve sentire il supporto dato dal collare, che di fatto deve restare a pochi millimetri dal casco. L’intera struttura è imbottita per rendere il collare il più confortevole possibile e il rivestimento può facilmente essere rimosso (e sostituito) per le operazioni di pulizia. I ganci sono molto pratici e anche dopo svariati utilizzi non ci sono segni di usura. Con la brugola fornita in dotazione si può montare e smontare completamente il Leatt, compreso il supporto posteriore per la schiena, un bel vantaggio anche nelle normali operazioni di pulizia e manutenzione.