
Nata nel 1926, Alpina Raggi è una di quelle aziende che ci rendono fieri di essere italiani. Chi non è appassionato di motard probabilmente non conosce neppure questa dinamica azienda, con sede a Lecco, che da anni produce milioni di raggi per biciclette e motorini che vengono esportati e apprezzati in tutto il mondo. Se in questi giorni andate a visitare il Salone della Moto a Milano, vi suggeriamo di passare a visitare lo stand, dove tra l'altro verranno presentate interessanti novità.
Come molte realtà del nostro paese, dietro un successo che dura da oltre ottant'anni ci sono persone appassionate del proprio lavoro e una tradizione di famiglia chesi tramanda di padre in figlio, o meglio in figlia nel caso dell'ultima generazione visto che attualmente alla guida dell'azienda ci sono Guido Cappellotto e sua figlia Giada.
Una passione quella per i raggi, che unita alla costante ricerca ha portato a realizzare un progetto innovativo e per molti versi rivoluzionario. Per oltre vent'anni le ruote a raggi per l'industria motociclistica sono di fatto restate identiche a se stesse, malgrado i passi da gigante fatti dalle moto e dagli pneumatici. Guido Cappellotto è partito da questa semplice considerazione per iniziare un percorso di sviluppo tecnologico affasciante già sulla carta. Rivoluzionare il mondo delle ruote a raggi sviluppando una ruota in grado di montare gomme tubeless senza dover necessariamente utilizzare la camera d'aria.
Ovviamente Alpina Raggi è partita dal motard, la disciplina che più di ogni altra ha la necessità di mantenere la ruota a raggi, per affrontare anche i tratti sterrati, cercando nel contempo di rinunciare il meno possibile ai vantaggi che i pneumatici tubeless assicurano in termini di resa, sicurezza contro le forature e maneggevolezza.
Le ruote Alpina utilizzano cerchi in alluminio di altissima qualità abbinati e mozzi ricavati dal pieno, ma la vera rivoluzione è legata al modo in cui i cerchi vengono forati e a quello in cui vengono fissati i raggi. L'inserimento del raggio sul cerchio avviene con un processo di sigillatura ermetica dei forie con l'utilizzo di un terminale solidale con la guarnizione, che garantisce l'assenza di trafilature d'aria durante l'utilizzo. Il processo di lavorazione è artigianale e i fori per alloggiare i raggi sono realizzati mediante un unico passaggio con l'ausilio di un utensile speciale, che permette di realizzare fori con tolleranze pressoché nulle. Questo processo produttivo permette di utilizzare raggi perfettamente diritti, che vengono fissati al nipplo nel mozzo tramite un particolare dado autobloccante brevettato, denominato Alpina Block System, che elimina ogni possibilità che il raggio si allenti.
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