Continental: 3 pneumatici per tre modi di vivere la moto.

di Giorgio Papetti

Continental: 3 pneumatici per tre modi di vivere la moto.


Continental è un brand tedesco molto affermato sia nel settore auto che in quello moto. In Italia è meno rinomato trai i motociclisti rispetto ad altri marchi storici, ma sta crescendo rapidamente grazie a una gamma di prodotti di altissima qualità e in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi motociclista. Dallo sportivo che usa la moto su strada e in pista al viaggiatore che vuole usare la propria maxienduro anche dove la strada finisce, dallo scooterista agli amanti delle derapate.

Per valutare nella pratica il comportamento di alcuni prodotti molto interessanti abbiamo così deciso di fare un test un po’ particolare, in cui abbiamo preso tre moto completamente diverse tra loro e abbiamo montato tre coppie di pneumatici altrettanto diversi. Le moto in questione sono un classico tra le naked, la Triumph Speed Triple, una motard racing “street legal” derivata da una KTM Exc 525 da enduro e una gloriosa Yamaha XTZ 660 Tenerè di ben 22 anni che abbiamo portato su un percorso offroad abbastanza tosto. Gli pneumatici montati sono stati rispettivamente i nuovi ContiSportAttack 2, i ContiAttack SM e i TKC 80.

Continental TKC 80

Partiamo proprio da questi ultimi. I TKC 80 rappresentano un must per tutti coloro che vogliono sfruttare al meglio la propria enduro stradale per raggiungere agevolmente anche i luoghi dove l’asfalto finisce, potendo contare su un’eccellente trazione in offroad, una buona tenuta su asfalto e una durata che a seconda dell’utilizzo e del tipo di moto oscilla mediamente tra i 4.000 e i 6.000 KM (molto dipende dallo stile di guida). Non a caso sono gli pneumatici di primo equipaggiamento della BMW GS 1200 Adventure e della KTM Enduro 690 R. La Yamaha Tenerè usata per la prova è stata scelta perché rappresenta un genere ancora molto diffuso e i TKC 80 sono disponibili in una grandissima varietà di misure, sia all’anteriore sia al posteriore. Noi abbiamo montato un 140 al posteriore al posto del 120 suggerito dalla casa e ci siamo trovati splendidamente tanto su asfalto quanto in fuoristrada. Su asfalto occorre prendere le misure perché rispetto a un pneumatico prettamente stradale la discesa in piega è più brusca, specie quando i tasselli sono nuovi. Fatta però l’abitudine si apprezza moltissimo la tenuta e anche la possibilità di piegare forte in tutta sicurezza grazie alla conformazione e alla dimensione dei tasselli. Su asfalto bagnato i TKC 80 richiedono una guida più accorta rispetto a un pneumatico prettamente stradale, ma è inevitabile se si cercano prestazioni anche offroad. In fuoristrada il comportamento è esemplare e si possono affrontare senza problemi anche tratti impegnativi potendo contare su un’ottima motricità. Solo in presenza di molto fango i tasselli faticano un po’ a scaricare, ma stiamo parlando di condizioni limite in cui occorre parecchio mestiere per guidare moto da oltre 190 Kg. Sulle pietre, sul terreno morbido e sui terreni duri i TKC 80 permettono di guidare mantenendo un eccellente controllo del mezzo anche in presenza di forti pendenze,così come in curva. I tasselli molto pronunciati permettono di aggredire il fondo e riducono notevolmente le perdite di aderenza. Un ultimo dettaglio riguarda l’aspetto estetico. Confesso che gli pneumatici stradali sulle enduro, sebbene non racing, mi hanno sempre fatto molta tristezza. I TKC 80 donano un look completamente diverso, ridando dignità a moto che sulla carta fanno sognare le grandi traversate ai confini del mondo. Solo vederle montate fa venire voglia di mettere le ruote fuori dall’asfalto, magari su una bella strada con un guado e qualche tratto tecnico come quella che abbiamo percorso per mettere alla frusta questi eccellenti pneumatici.

ContiAttack SM

Se i TKC 80 rappresentano la scelta ideale per i viaggiatori più avventurosi, i ContiAttack SM sono un’ottima scelta per chi vuole sfruttare al meglio l’agilità delle supermotard. Sia quelle più stradali, come Ktm 690 o Husqvarna 630, sia quelle decisamente più racing derivate dai modelli da cross o da enduro. Le ContiAttack SM sono pensate principalmente per un uso stradale su moto agili e leggere (non è adatto a moto tipo Aprilia Dorsoduro, Ducati Hypermotard o simili), ma si comportano ottimamente anche per un uso in pista, specie se non è presente il tratto sterrato. In questo caso infatti il controllo non è dei più agevoli e ci sono pneumatici più performanti. La prova è stata effettuata con una Ktm 525 Exc da enduro regolarmente targata, ma pesantemente modificata per essere usata sia su strada sia in pista. Cerchi Alpina tubeless, mono e forcella modificate, pinza freno Beringer, scarico dedicato, frizione antisaltellamento, tanti interventi mirati al massimo divertimento su strada e a un buon comportamento in pista. La prima impressione con i ContiAttack SM è di grande maneggevolezza e tenuta su asfalto pulito. Grazie alla nuova mescola Black Chili, la stessa usata per i pneumatici da pista, i ContiAttack SM entrano subito in temperatura e assicurano un grip tale da consentire angoli di piega impressionanti anche sulle normali strade aperte al traffico. A differenza dei tradizionali pneumatici a doppia mescola, i ContiAttack SM sfruttano una tecnologia denominata Continuous Compound, che permette di diversificare la durezza della mescola tra spalla e centro del battistrada utilizzando un’unica fascia, senza giunzioni e discontinuità. Nell’uso su strada l’aspetto più interessante è la grande facilità di guida e il senso di sicurezza trasmesso, anche quando si è costretti a frenare in curva. La discesa in piega è rapidissima, i campi di direzione immediati e le perdite di aderenza sono facilmente controllabili. Tutto questo è vero su fondi asciutti, perché sul bagnato il comportamento diventa assai meno rassicurante e occorre prestare molta attenzione nel dosare il gas, specialmente su una moto estremamente reattiva come quella usata in prova. In questo contesto alcuni prodotti concorrenti si comportano meglio. Anche quando l’asfalto si sporca l’aderenza diventa più precaria e occorre prestare più attenzione, sia in accelerazione sia in piega. 

ContiSportAttack 2

Per chi è alla ricerca del grip, dover scegliere fra una gomma performante, ma con un profilo più adatto alla pista che al traffico urbano, e una gomma ben gestibile, ma poco gratificante, è da sempre una decisione sofferta. Presentati con il motto “ready 2 attack”, i ContiSportAttack 2 sono stati sviluppati per rispondere alle aspettative in tema di maneggevolezza e sicurezza degli utenti sportivi che utilizzano la propria moto prevalentemente su strada e desiderano un pneumatico prestazionale e con una buona durata. Gli obiettivi principali degli ingegneri Continental sono stati la ricerca di un’eccellente guidabilità nel misto e di un’ottima tenuta anche sul bagnato, ottenuta aumentando la quantità di silice presente nella mescola del battistrada. Come i ContiAttack SM, anche i ContiSportAttack 2 sfruttano collaudate tecnologie Continental come Traction Skin, Continuous Compound e la mescola Black Chili per garantire un periodo di rodaggio estremamente breve, grip elevato e buona durata. Tutte caratteristiche che rimangono costanti fino al limite di usura. A testimonianza degli standard raggiunti basti pensare che i nuovi ContiSportAttack 2 sono stati scelti come primo equipaggiamento per la BMW S 1000 RR 2012. Noi le abbiamo montate su una Triumph Speed Triple, nota per stressare molto le gomme, con grande soddisfazione. Il profilo è sufficientemente rotondo da offrire una buona impronta a moto dritta e nelle mezze pieghe, ma con una spalla estesa e disegnata per comunicare bene quando si sta passando il limite. L’aderenza in accelerazione, nei passaggi insidiosi su pavé e rotaie, sul bagnato è molto buona, pur senza pagare troppo in termini di maneggevolezza e rapidità nei cambi di direzione. Anche l’effetto raddrizzante in frenata è minimo. La mescola è pensata per dare il meglio su strada e per andare in temperatura rapidamente. Così quando appena usciti dal box ci capita il tizio che non si ferma a uno stop e dobbiamo pinzare con forza, la moto non scappa via e gli pneumatici aiutano non poco ad evitare il peggio. L’argomento consumo merita un capitolo a parte. A dispetto delle prestazioni, le Continental hanno sempre avuto una buona durata, ma soprattutto un invecchiamento più lento della mescola. La tecnologia Continuous Compound evita quell’odioso consumo irregolare, dovuto al tipo di percorrenza cui tutti noi siamo obbligati dalle necessità quotidiane. La parte centrale, infatti, è più resistente all’usura mentre spostandoci verso la spalla troviamo una mescola via via più morbida senza però giunzioni che pregiudicano le prestazioni. La nostra impressione è che le nuove ContiSportAttack 2 possano essere la soluzione per chi ha bisogno di gomme che permettano di sfruttare le moto più sportive garantendo nel contempo una grande facilita di guida nel traffico quotidiano. La gomma perfetta non esiste, lo sappiamo. Però una gomma che sa fare i riccioli e consente di andare al lavoro ogni giorno senza dover adottare una guida da pista si avvicina molto a questo traguardo.

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