Sharktooth: Potere alla parola!

di Stefano Malagoli

Sharktooth: Potere alla parola!

Se avete già utilizzato un interfono nel corso delle vostre spedizioni motociclistiche non ho bisogno di spiegarvi che tipo di differenza questo fantastico aggeggio possa avere nella “qualità della vita” di un centauro. Per tutti gli altri elenco alcune delle situazioni in cui la mia vita è stata salvata (o comunque migliorata) da questo miracolo della tecnologia:

- il lungo trasferimento in autostrada durante il quale mi ritrovavo urlare a squarciagola “Parole, parole, parole” di Mina dentro il casco per combattere la noia è diventato invece la simpatica occasione per fare quattro chiacchere con la dolce metà / amico e passare il tempo;
- con il tono di voce Tom Cruise in Top Gun, l’amico che mi precedeva di qualche centinaia di metri mi avvisa “Dietro alla curva cieca c’è un camion carico di tondini di ferro intraversato in mezzo alla strada.”;
-  evito la solita sceneggiata di essere l’ultimo che arriva al ristorante, i grissini sono già finiti e hanno già ordinato tutti i piatti a base di aceto (e io odio l’aceto) grazie alla frase: “Cretino, hai sbagliato la svolta, dovevi prendere per “Roccasecca di Sopra”, non “...

di Sotto”. 

- “Oh, più avanti c’è il velox...”

Tutto questo per dirvi che quando l’ho comprato avevo francamente sottovalutato l’impatto che questo piccolo gadget avrebbe avuto sulla mia sicurezza e sulla piacevolezza delle mie scorribande.

Shark offre una soluzione integrata per la quasi totalità della propria gamma (gli integrali Race-R, Vision-R, Speed-R, l’apribile Evoline e il jet RSJ) che ne facilita l’installazione e previene le complicazioni tipiche delle soluzioni posticcie.

L’abbiamo provato sul jet RSJ e sull’apribile Evoline, caschi che in generale abbiamo apprezzato per disegno, comfort e materiali costruttivi. Il kit si compone di una batteria, una piastrellina contenente i comandi, gli altoparlanti ed il microfono.

Il montaggio è semplice e comunque facilitato dalla presenza sul sito Shark di filmati che mostrano chiaramente come e dove intervenire per inserire la batteria nell’apposita tasca ricavata nel retro del casco e dove far passare i cavi che collegano altoparlanti e microfono. La sottile striscia dei comandi trova posizione sul lato sinistro del casco e presenta tre pulsanti, ben distanti e facilmente azionabili anche con i guanti spessi: alza volume, abbassa volume, tasto delle operazioni.

Il collegamento funziona in modo ineccepibile con qualunque sorgente sonora bluetooth, che include telefoni, riproduttori musicali, navigatori GPS e, per consentire conversazioni con più di due interlocutori, anche le radio PMR 446.

Nella modalità interfono (comunicazione a due) la procedura è risultata, talvolta, un po’ più macchinosa: spesso è necessario qualche tentativo per ottenere la sincronizzazione e se la si perde il “riaggancio” non sempre avviene in modo automatico. Avendo utilizzato in passato con identico esito un Cellular Line/Interphone F4 (con cui lo Sharktooth è completamente compatibile, effettuando correttamente il pairing sia con l'interfono stesso che con gli acccessori bluetooth quali adattatori iPod e simili) non posso imputare questo lieve difetto allo Sharktooth quanto all’architettura bluetooth stessa, che d’altro canto consente comunicazioni full duplex, una perfetta qualità sonora e una gestione perfetta dello switch tra interfono e telefono. 

Collegato a un PMR dotato di funzionalità bluetooth (io l’ho testato con un Interphone Tribe) le conversazioni possono avvenire tra più di due persone ma viene persa la funzionalità full duplex. Dopo un minimo di pratica nella gestione (e qualche rimprovero al logorroico del gruppo che non “mollava” più la linea lanciandosi in monologhi che avrebbero fatto impallidire l’Higgins di Magnum PI) questa è la modalità che consente le maggiori soddisfazioni e rende un viaggio in (ampia) compagnia davvero indimenticabile.  

Gli altoparlanti lavorano bene anche a velocità sostenute: il suono è sorprendentemente forte e chiaro. Il risultato è davvero notevole per questo tipo di casco aperto, e il sistema si rivela ancor più performante nei modelli “chiusi” come l’Evoline. Anche il microfono (a detta di chi ascoltava) svolge egregiamente il suo lavoro, sia in modalità interfono che telefonica. Anche aprendo la visiera (e quindi con l’unità completamente esposta al vento) l’abbattitore di rumore funziona evidentemente molto bene e consente di conversare senza che l’interlocutore percepisca solo fruscii.

L’autonomia è andata oltre le nostre aspettative: dopo un intero giorno in moto, con più di 10 ore di conversazione praticamente continua (siamo dei chiaccheroni!) lo Sharktooth era ancora perfettamente in funzione. Il dato dichiarato dal produttore (il manuale recitava “fino a 10 ore”) è stato quindi battuto “su strada”.

Con un prezzo di circa 200 euro, il kit Sharktooth non è certo economico ma risulta comunque allineato al costo dei prodotti equivalenti. L’ottima qualità costruttiva e soprattutto l’utilità di cui accennavo in precedenza lo rendono un accessorio raccomandato a chiunque possieda un casco Shark o, ancora meglio, la scusa perfetta per comprarne uno nuovo tra i modelli della casa francese. Avete visto che bello il nuovo Speed-R?

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