Non è consueto venire invitati alla presentazione dinamica di un casco. Raramente, quando anche le case più blasonate e prestigiose rilasciano un modello nuovo, si va oltre il comunicato stampa e l’invito al salone più vicino per toccarlo dal vivo. Shark, azienda francese recentemente protagonista di diverse rivoluzioni al suo interno (dalla proprietà alla distribuzione) crede invece talmente tanto nel suo nuovo Race-R Pro da averci invitato per un test dinamico del suo ultimo gioiellino.
E che test: un’introduzione teorica, e poi una bella prova pratica, con una decina di moto a nostra disposizione sul tracciato di Franciacorta, e, ciliegina sulla torta, Mark Eillidge, Racing Manager Shark sui campi di gara britannici, per personalizzarci il casco esattamente come avviene con i piloti. L’introduzione teorica si trasforma rapidamente in un piccolo workshop sulla sicurezza, tanto che abbiamo ben pensato di dedicargli un altro servizio, che potrete leggere a breve. Soazig Pinson, export manager Shark, entra in breve nel dettaglio delle caratteristiche del nuovo Race-R Pro.
RIVOLUZIONATO
Si tratta di un casco completamente diverso dalla precedente produzione della casa transalpina, che pur con la consueta, grande attenzione alla sicurezza, ha utilizzato un approccio decisamente anticonvenzionale, da Shark definito “Reverse engineering”. Se solitamente si parte dalla definizione della calotta per poi passare a “metterci dentro” tutte le caratteristiche richieste, stavolta a Marsiglia hanno fatto il contrario: hanno definito le caratteristiche che il casco doveva avere per offrire la massima protezione al cranio umano, per poi realizzargli attorno una calotta (anzi, due, differenziate a seconda della taglia) in fibra di carbonio e aramide, disposta in strati a lunghezza differenziata per meglio disperdere gli urti su una superficie più ampia. Al di sotto, uno strato definito “fin-shock”: una serie di alette (simili, appunto, a ‘fin’, pinne di squalo) libere di deformarsi e comprimersi per assorbire con maggior progressione l’energia cinetica dell’impatto. A dimostrazione di quanto tale teoria sia valida, Soazig ci presenta due caschi la cui vista è letteralmente agghiacciante – potete vederli nella photo gallery. L’RSR grigio è quello di un cliente che dopo l’incidente, in cui ha riportato solo l’incrinatura di una vertebra e una gamba rotta, ha scritto a Shark per ringraziarli del servizio ricevuto. L’altro, invece, serve a dimostrare…
VISIERA SPESSA
…che la protezione di occhi e viso è fondamentale, dunque Shark, sulla linea Race-R offre una visiera con spessore differenziato – 4mm frontalmente, 3 nella zona laterale – contraddistinta da totale assenza di distorsione ottica (risulta di classe 1), ed in grado di offrire una protezione ben superiore ad una visiera convenzionale. Per impedirne il distacco, come spesso si vede nelle cadute, la visiera è fissata attraverso un montaggio a quattro punti. Il secondo casco è l’RSR indossato da Karl Muggeridge durante una sessione di test in cui è caduto e si è preso la moto in testa: il segno che vedete sulla mentoniera e parte della visiera è il disco freno che stava tagliando e fondendo il casco. L’altro segno, sulla parte alta della visiera, è la corona che la stava letteralmente mangiando. La visiera, inoltre, è dotata di un trattamento antiappannante consistente in una micro rugosità superficiale autorigenerante che trattiene le impurità e le particelle di umidità che determinano il formarsi della condensa. Quando, con l'inevitabile passare del tempo (parliamo di diversi mesi) il trattamento perda la propria efficacia, è possibile ripristinarlo attraverso l’impiego di un prodotto specifico.
AERODINAMICA, COMFORT E ANCORA SICUREZZA
L’aerodinamica è particolarmente curata: il Race-R Pro è stato sviluppato in galleria del vento, cosa che ha determinato la nascita dello spoiler CFD sulla parte posteriore del casco e le prese d’aria con effetto Venturi; sulla presa d’aria in zona bocca è anche presente un provvidenziale filtro lavabile che “pulisce” l’aria respirata e impedisce di… mangiarsi gli insetti che potrebbero passarvi attraverso. L’imbottitura (completamente smontabile e lavabile) è inoltre contraddistinta dal sistema “easy-fit” per gli occhiali. Completano il quadro piccole raffinatezze come il cinturino (con chiusura a doppio anello) a ritenzione magnetica, e la predisposizione per l’uso del sistema di comunicazione Sharktooth, con tanto di alloggiamento per le batterie (omologato!) nella parte posteriore del casco. E parlando di omologazioni, vale la pena sottolineare come il Race-R Pro abbia superato il test britannico SHARP (
ne abbiamo parlato qui) con la solita brillantezza - i caschi della casa francese possono vantare
una lunga tradizione in merito - conquistando cinque stelle con un margine imbarazzante, tanto che, informalmente, i tecnici dell’ente britannico hanno iniziato a parlare della possibilità di introdurre una sesta stella.