
Nato in California nel 1961, il marchio Premier e la produzione si trasferiscono in Italia nel 1987 diventando subito, grazie alla qualità dei prodotti, un portabandiera del Made in Italy. Quello vero, non solo a livello di marchio. Tutta la progettazione e la produzione infatti viene fatta in Italia, in un moderno stabilimento di 5.200 Mq a Gallicano, vicino a Lucca. All’interno ha sede anche un laboratorio certificato che controlla rigorosamente gli sviluppi progettuali dei vari prototipi prima di essere considerati definitivi e pronti a garantire il rilascio delle relative omologazioni dei vari istituti internazionali competenti. I tecnici del laboratorio svolgono controlli sia statici sia dinamici per garantire sempre i più elevati standard di sicurezza. Un esempio della qualità raggiunta è sicuramente l’integrale Avenger, da alcuni anni il casco Premier più diffuso e conosciuto tra i motociclisti di tutto il mondo. Nella collezione 2008 è stata introdotta la sua evoluzione, denominata Evo, in cui sono stati profondamente rivisti la struttura della calotta, il sistema di ventilazione e gli interni.
La calotta esterna, realizzata in due misure per configurare meglio le varie taglie, è realizzata in materiale tricomposito utilizzando carbonio, fibre aramidiche e dyneema. Viene abbinata alla calotta interna in Eps a densità differenziata, completamente rivestita da una cuffia realizzata in tessuto. Le linee dell’Avenger Evo sono moderne, ma senza eccessi. Osservandolo si nota l’attento studio aerodinamico, per altro molto efficiente visto che il casco è silenzioso e confortevole anche sulle lunghe distanze. Le nervature inferiori e superiori, progettate per stabilizzare il casco alle alte velocità contribuiscono a delinearne le forme, mentre lo spoiler aerodinamico superiore non troppo pronunciato è ben integrato nella calotta. Ne risulta un desing molto pulito e funzionale, in cui anche il bel meccanismo di ritenzione della visiera e le ricercate prese d’aria contribuiscono in moto determinante all’eccellente vista d’insieme. Graficamente il casco in prova, essendo una versione replica di quello usato in gara da Xaus, è molto elaborato e proprio la complessità ci ha permesso di valutare ancora meglio l’estrema cura riporta nella verniciatura e nell’assemblaggio.
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