L’autore del libro “Il giro del mondo in moto” è Marco Deambrogio un grande appassionato di viaggi in motocicletta (altro non poteva essere) ma anche di avventure al limite in generale come testimonia l’inizio del testo quando Marco narra dell’esperienza di una spedizione al Polo nord da lui effettuata nel 1999 a piedi ovviamente e non in motoslitta.
L’autore ha poi realizzato il giro del mondo in moto come una sorta di moderno Marco Polo ma in sella ad una BMW F650. Deambrogio è un grande viaggiatore ma anche quello che io definisco un “animo inquieto” cioè una persona che non riesce a star nello stesso luogo per troppo tempo e che deve sempre viaggiare per conoscere, scoprire, vedere cose nuove e soprattutto mettersi alla prova fisicamente e psicologicamente, sentimenti che sicuramente albergano in ogni motociclista anche se in misura diversa.
Nella motocicletta l’autore ha trovato il mezzo ideale per immergersi nel mondo circostante ed essere sempre a contatto con i luoghi lontani da lui narrati e gli uomini incontrati, a volte pericolosi criminali ma il più delle volte persone animate da altruismo e simpatia verso un uomo che solo con la propria moto stava attraversando il mondo.
Deambrogio non descrive nei dettagli la preparazione al viaggio, non è un grande conoscitore della meccanica della motocicletta ma è riuscito con la passione a compiere questa meravigliosa impresa. A differenza di altre spedizioni simili che ho letto in questo caso l’autore è completamente solo in ogni frangente: nel cercare cibo ad esempio o riparare la moto. Sostenuto dai suoi sponsor italiani, pochi per la verità, è partito dalla Patagonia, ha attraversato tutta l’America da sud a nord e dall’Alaska è passato in Giappone e da lì ha attraversato tutta l’Asia fino all’Italia.
Dalle pagine di questo libro traspare la passione per il mezzo moto, la voglia di correre liberi e incontrare gente nuova; non ci sono lunghe descrizioni di posti a noi lontani ma soprattutto come sono stati raggiunti anche perché Marco aveva dei limiti di tempo per poter compiere l’impresa dovuti anche alle condizioni climatiche e non poteva permettersi soste prolungate.
In altri libri come ad esempio “Long way round” dell’attore e grande motociclista Ewan Mcgregor l’esperienza del viaggio in moto è magari più approfondita, ma non dimentichiamoci che Marco ha affrontato il viaggio da solo, mentre Mcgregor viaggiava con altre due moto e due pick up di supporto. Il viaggio di quest’ultimo è quindi un po’ più “fighetto” anche se forse più particolareggiato, Deambrogio invece si sofferma su dettagli magari non proprio “motociclistici” ma più genuini: pensiamo alla ricerca di benzina o di vitto e alloggio vissuti e sofferti in prima persona senza alcun conforto amico.
Concludendo il testo in oggetto è molto bello e scorrevole perché vissuto e raccontato anche attraverso un diario che l'autore costantemente aggiornava durnate le soste. Da esso traspare l’incoscienza talvolta con cui è stato organizzato e affrontato ma questo è un po’ lo spirito che anima ogni motociclista prima di mettersi in sella.
Un libro vivamente consigliato se siete avventurieri e amate sognare posti e persone lontani.
“Il giro del mondo in moto” M. Deambrogio Ed.Sperling & Kupfer