Tenendo fede alla nomenclatura di famiglia con suffisso "R", che identifica i caschi in fibra (
con impiego di fibre lunghe, come da buona tradizione inaugurata con i modelli più sportivi) della casa francese, Shark ha presentato ad
EICMA lo Speed-R. Un casco di evidente inclinazione sportiva, pur con una certa attenzione al comfort per l'uso turistico.
Un perfetto compromesso per l'uso stradale, insomma, che eredita buona parte degli (apprezzati) tratti somatici di Race-R e Race-R Pro.
Particolare attenzione è stata rivolta all'aerodinamica del casco, con uno studio in tecnologia CFD (Computational Fluid Dynamics) volto a contenere al massimo - Shark si spinge fino ad usare il termine ridurre a zero - il fenomeno del buffeting, il tremolio/sbattimento della testa in velocità. Merito in gran parte dell'alettone posteriore sdoppiato. Particolare attenzione è stata posta anche nel massimizzare l'efficienza del sistema di ventilazione, anche in caso di uso su una moto naked, priva di carenatura.
La visiera è la stessa VZ100 impiegata sul Race-R Pro, di classe ottica 1 e spessore variabile dai 3 ai 4,2mm con quattro punti d'ancoraggio e per la prima volta unita ad un visierino parasole regolabile, con efficienza filtrante normalizzata UV390. Immancabile la predisposizione per il sistema di comunicazione Sharktooth che, lo ricordiamo, ospita la batteria all'interno della calotta - tutti i caschi della casa francese sono omologati tenendo in considerazione proprio questa presenza, che dunque non causa diminuzioni del livello di sicurezza o simili.
Naturalmente presente il sistema EasyFit, che facilita l'uso del casco per chi indossa gli occhiali. Gli interni sono estraibili e lavabili, il paranuca è completamente privo di PVC, per allungarne la durata. Il peso è di 1450gr (rilevato per una taglia M), il prezzo varia dai 303€ delle versioni monocolore fino ai 383 del replica Scott Redding.