La Tech-Air Race non è una tuta pensata per la sicurezza a tutto tondo, se fosse così non si spiegherebbe il fatto che protegga solo le spalle e non altre parti ben più importanti, come collo o torace. La scelta ancora una volta è dettata da due fattori chiave: i dati elaborati, che dimostrano come gli altri incidenti siano statisticamente inferiori tra i piloti, e l'esigenza di lasciare al pilota la massima libertà di movimento avvicinandosi di fatto a quella che potrebbe avere con una tradizionale tuta senza airbag. Con le ricerche e la tecnologia che è stata in grado di sviluppare Alpinestars avrebbe potuto fare una tuta incredibilmente più sicura, ma quanti piloti l'avrebbero indossata volontariamente accettando un peso eccessivo e un'inevitabile limitazione dei movimenti? Probabilmente nessuno. Sulla base di queste e altre considerazioni ci sentiamo di affermare che la Tech-Air Race non è pensata in primis per salvare la vita di un pilota, quanto per ridurre i rischi che un pilota debba mancare una o più gare per un infortunio sicuramente non gravissimo, ma che potrebbe avere conseguenze catastrofiche sul campionato e sulla sua carriera.
AL LAVORO DAL 2001
Alpinestars ha iniziato a lavorare sulla tecnologia airbag per la sicurezza attiva nel motociclismo già nel 2001. Dopo aver testato e scartato varie soluzioni, da quelle che prevedevano componenti da installare sulla moto a quelle basate su GPS, e dopo aver affinato costantemente l'elettronica per la rilevazione dei dati sulle piste di tutto il mondo, l'azienda ha portato al debutto già nel 2009 una soluzione airbag completamente elettronica e wireless, in cui tutto ciò che occorre è inserito nella tuta. Niente centraline o sensori sulla moto, niente collegamento a satelliti o altre apparecchiature che potrebbero limitarne l'uso. L'intelligenza e la meccanica è completamente inserita all'interno di una tuta in pelle del tutto simile a quelle normalmente usate dai piloti. Durante gli anni di test si è raccolto un enorme ammontare di dati, da cui sono derivati complessi algoritmi per gestire il processo di innesco. Contemporaneamente sono stati testi vari tipi di airbag e differenti tipi di cariche, giungendo a un'accoppiata che prevede airbag specifici per le spalle (con piccole celle di gonfiaggio) e un doppio sistema di carica a gas freddo con innesco pirotecnico. Tale sistema brevettato, denominato Dual Charge, offre al pilota due gonfiaggi dell’airbag senza necessità di resettare o ricaricare il sistema, consentendogli di risalire in sella dopo una caduta e continuare a correre sicuro del fatto che il sistema offrirà lo stesso livello di protezione. Durante la stagione 2010, diversi piloti Alpinestars sono stati equipaggiati di un sistema Electronic Airbag del tutto funzionante e nel 2011 tutti i piloti Alpinestars in MotoGP hanno usato il Tech Air Airbag, a cui si sono aggiunti diversi atleti Alpinestars in altri campionati.
DALLA MOTOGP AI CLIENTI
Il Tech Air Airbag offerto al pubblico è lo stesso identico sistema che protegge gli atleti Alpinestars in MotoGP, incluse tutte le funzioni diagnostiche e il sistema brevettato Dual Charge. Il sistema è dotato di un potente microprocessore alimentato da una batteria interna collegata a un modulo di gonfiaggio, ospitato in un involucro compatto e robusto nella gobba aerodinamica della tuta. Due airbag montati sulle spalle, inseriti in tasche interne della tuta di pelle, sono collegati al modulo di gonfiaggio attraverso tubi in poliuretano. Il microprocessore, sviluppato internamente da Alpinestars, monitorizza costantemente i movimenti del pilota attraverso cinque sensori posizionati su braccia, gambe e alloggiamento processore all’interno della tuta. Il Tech Air System è dotato di interruttore sull’unità di controllo principale che, una volta acceso, porta il sistema di sensori in modalità "attiva" attraverso un sensore magnetico che capisce quando la chiusura principale della tuta è assicurata. Il sistema si pone automaticamente in modalità "armata" quando i sensori deducono che il pilota è seduto in sella e si muove a bassa velocità. Ciò previene la possibilità che l’airbag venga gonfiato in situazioni in cui la protezione non è necessaria. Una volta che il microprocessore è attivo, raccoglie dati da ognuno dei cinque sensori ogni 2 millisecondi. In modalità armata, quando il pilota è in sella e si muove in velocità, il microprocessore acquisisce i dati dai sensori per rilevare qualunque irregolarità dei movimento, o forze esterne che agiscono sul pilota. Queste irregolarità sono definite da algoritmi sviluppati da Alpinestars, e controllano i comandi del microprocessore. Se questi parametri predittivi vengono oltrepassati rispetto a quanto gli algoritmi definiscono una caduta, il microprocessore avvia il gonfiaggio degli airbag.
PROTETTI IN 45 MILLISECONDI
All’attivazione, uno dei due cilindri rilascia una miscela gassosa fredda a base azotata con l’aiuto di una piccola carica pirica che gonfia completamente entrambi gli airbag in 45 millisecondi, con un volume totale scaricato di 2,8 litri di gas. La natura predittiva del sistema Alpinestars Tech Air è in grado di proteggere il pilota, in media, con airbag completamente gonfi almeno 100 millisecondi prima del primo impatto con l’asfalto. Una volta gonfiati, gli airbag offrono 5 secondi di pieno gonfiaggio prima di iniziare a sgonfiarsi. Questo assicura un assorbimento degli impatti prolungato ed estremamente efficiente su spalle e clavicole durante qualunque caduta in cui il motociclista può incappare. La tuta Tech Air Race ha zone d’espansione specificamente progettate per ospitare gli airbag nel loro stato di gonfiaggio completo, che restano sempre contenuti del tutto all’interno della tuta di pelle. Dal termine dell’attivazione, gli airbag si sgonfiano del tutto entro 20-25 secondi, restituendo alla tuta di pelle la normale vestibilità e feeling. Se dopo la caduta il pilota è in grado di recuperare la moto e continuare la guida, il sistema Alpinestars Tech Air si resetta entro 60 secondi dalla prima caduta ed è pronto a proteggere il pilota una seconda volta. La batteria che alimenta il microprocessore, installata nella gobba aerodinamica della tuta, può essere ricaricata esattamente come un normale telefono cellulare e assicura 8 ore di autonomia della tuta in modalità "armata".
INFORMAZIONE COSTANTE
Un pannello a LED sull’avambraccio sinistro della tuta informa il pilota dell’attuale stato del sistema, e segnala livelli di carica insufficiente, irregolarità dei sensori e lo stato di questi ultimi. Il display informa il motociclista anche del numero di cariche residue dell’airbag. Una scheda diagnostica wireless, integrata nell’unità microprocessore, offre inoltre l’accesso a un sito web dedicato (ottimizzato anche per Iphone), offrendo al pilota o al team manager la possibilità di interrogare le funzioni del sistema ed assicurarsi che tutte le funzionalità siano completamente attive. Per supportare al meglio i piloti Alpinestars ha creato il Tech Air Support Team (TAST), un team di specialisti attivo presso il quartier generale europeo Alpinestars in Italia. Il team è contattabile direttamente dai clienti del sistema Tech Air Race ed è in grado nell'arco di una settimana (sul territorio Europeo) di ripristinare completamente una tuta danneggiata.
PREZZO E DISPONIBILITA'
Veniamo al prezzo: 6.000 Euro sono tanti (la tuta standard in pelle topo di gamma costa poco meno di 2.000 euro), tantissimi se rapportati a un normale appassionato di moto, ma diventano accettabili quando si ragiona nell'ottica di un pilota. Quanto costa (non solo al pilota, ma anche al team) uno stop forzato di qualche settimana? Quanto può costare perdere decine di punti per non aver disputato una o più gare? Quanto costano le cure mediche e la riabilitazione? Se fate due conti il prezzo della tuta passa in secondo piano, almeno per i piloti di un certo livello. Certo sarebbe bello che anche chi gira in pista la domenica per semplice passione potesse avere un prodotto simile, ma sarà solo questione di tempo. Vi ricordate i primi airbag automobilistici montati sulle auto di lusso. Ora modelli molto più sofisticati sono disponibili anche in una utilitaria e la stessa cosa avverrà per quelli da moto. Come sempre i soldi non fanno la felicità, ma chi li ha può sicuramente permettersi prodotti in grado di garantirgli una maggiore sicurezza. Del resto la regola vale per tutto: freni, forcelle, gomme, telai, stivali, caschi e molto altro. non c'è quindi da stupirsi che valga anche per una tuta di pelle. Dal nostro punto di vista non possiamo che dare atto ad Alpinestars di avere dato un enorme contributo sul fronte della sicurezza, e augurarci che sempre più aziende facciano altrettanto.