Alpinestars: arriva la collezione 2012

In Abbigliamento moto

di Edoardo Licciardello, 28 giugno 2011
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Alpinestars: arriva la collezione 2012


E’ una collezione davvero ampia, quella che Alpinestars ha presentato per il 2012: basta il colpo d’occhio sulle rastrelliere per rendersi conto di quanto sia estesa la gamma della casa di Asolo, e quanto si sia rafforzata con questa collezione, che punta decisamente – e dichiaratamente – sul turismo, con particolare attenzione alle linee Tech e Stella. Per apprezzare appieno la portata di alcune innovazioni, però, è necessario prestare attenzione a quanto ci spiegano gli uomini Alpinestars e… toccare con mano.

Protagonista indiscusso della collezione 2012 è il completo Tech Road. Prodotto di altissimo livello, realizzato in Gore-Tex ProShell con pannelli in Armacor (particolarmente resistenti all’abrasione), è sostanzialmente il massimo si possa chiedere in termini di impermeabilità, protezione ma anche leggerezza. Immancabili le tasche su torace e schiena, che di serie accolgono le protezioni poliuretaniche ma sono ovviamente studiate per ospitare le protezioni Bio Armor. L’interno staccabile garantisce… di stare caldi anche nei mesi più freddi. Il prezzo (tenetevi forte…) è di 649€ per la giacca e 599 per i pantaloni: alto, ma in linea con proposte in ProShell.

Molta attenzione anche per la giacca Cape Town Air Drystar. Dedicata al turismo estivo, grazie ad estesi pannelli in mesh traspirante, non trascura però la protezione dalle intemperie, sempre in agguato nei giri turistici. A questo scopo, la Cape Town è dotata di una membrana Drystar (brevetto Alpinestars) che garantisce ottime capacità di isolamento da acqua e umidità, per arrivare a destinazione sempre asciutti. Protezioni da riferimento su gomiti e spalle, e ovvia predisposizione per paraschiena e protettore toracico. Prezzo: 279€.

Per chi invece viaggia molto d’inverno, Alpinestars propone la sua versione dei capi termici, con gilet e guanti Tech Heated. Grazie a pannelli riscaldanti ultrapiatti, il gilet può essere indossato comodamente sotto una giacca tecnica, prendendo l’alimentazione dalla batteria della moto (è previsto il connettore specifico per le BMW) e offrendo la possibilità di collegare attraverso uno sdoppiatore tanto il gilet che i guanti, razionalizzando i cablaggi attraverso la tecnologia WIO (Wire Integration and Organization), che guida il motociclista nel collocamento dei cavi. Massimo della raffinatezza, il regolatore di esterno (ETR) optional, che consente di scegliere quattro diverse temperature. Il gilet costa 169€, i guanti149. I prezzi dei kit di cablaggio variano a seconda della configurazione scelta.

Chi ama le naked, o le moto retrò, apprezzerà sicuramente molto la nuova proposta della casa di Asolo: il giubbotto Eliminator. La linea vintage è sicuramente molto di moda; qui viene associato ad una pelle di una morbidezza che – ve lo assicuriamo – va toccata per crederci. Presenti tutte le protezioni del caso (Bio Armor su spalle e gomiti, predisposizione per il paraschiena), prezzo 379€.

Oltre alle tante proposte a metà fra il tecnico e il casual che compongono la linea calzature 2012, che potete vedere nella nostra photo gallery, Alpinestars ha voluto entrare nel dettaglio di due proposte particolarmente curate ed interessanti: il Gran Torino (in versione maschile nonché Stella), e la punta di diamante racing, il Supertech R.

Il Gran Torino ha costituito una sfida non indifferente per i tecnici di Asolo. L’obiettivo era quello di creare uno stivaletto turistico, tecnico e protettivo, che mantenendo invariate le dimensioni interne, e quindi la comodità, riducesse sostanzialmente quelle esterne. Realizzato in pelle bovina primo fiore, è molto leggero, dotato di rinforzi su dita e tallone, inserti a soffietto per migliorare la flessibilità ma soprattutto di un inedito sistema di calzata laterale che facilità il processo di vestizione/svestizione – chi si è dovuto togliere uno stivaletto da turismo dopo una giornata in sella, sa di cosa stiamo parlando. 229€.

Il Supertech R, lo stivale utilizzato dai piloti Alpinestars in MotoGP (ve ne abbiamo parlato qui), viene aggiornato attraverso nuove colorazioni – e fin qui niente di realmente nuovo, direte voi – ma soprattutto con l’adozione delle innovazioni tecnologiche che caratterizzano il Tech-10 in zona scarpetta, che vi abbiamo descritto in questo articolo. Le protezioni a vista aumentano il look racing, e la barra di torsione interna costituisce salvaguardia rivoluzionaria per la caviglia: non impedisce il movimento, ma protegge contro flessioni ed estensioni eccessive e traumatiche. Prezzo al pubblico: 379€. 

Di particolare interesse anche le tute Carver (sia professionale che divisibile), principalmente per l’interessantissimo rapporto qualità/prezzo che le contraddistingue: con solo 699€ ci si porta a casa una tuta la cui qualità è normalmente patrimonio di proposte oltre la barriera dei mille euro. Non manca la proposta al femminile, stavolta sotto forma della versione “completa” della già nota giacca Anouke.

Molto interessanti anche le evoluzioni per il protettore collo TPR, proposto in carbonio o materiale composito, con le ovvie differenze di prezzo: la gamma prevede anche diverse giacche e corpetti predisposti per integrarli. Molto belle le grafiche Monster su varie proposte, e all’altezza del marchio la cura costruttiva utilizzata per zaini e borsoni. La collezione sarà disponibile presso tutti i negozi specializzati a partire dal prossimo mese di settembre.





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Commenti dei lettori

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robertino
Italy
Milan

Non vorrei sembrare troppo critico ma "celare" dentro un articolo una promozione pubblicitaria non mi piace.
E allora attendo una risposta:è vero che tranne il Design ed il progetto,la produzione e manifattura è made in China o Romania? (I prezzi no,quelli sono assolutamente da Made in Italy).
Personalmente prediligo prezzo e qualità allineate,ed esistono marchi che progettano e PRODUCONO in Italia (non cito per correttezza).

Inserito: 28 giugno 2011

Edoardo Licciardello
Italy
Modena

L'articolo è relativo alla presentazione della collezione 2012, a cui siamo stati e di cui vi raccontiamo in breve. Non mi pare ci sia nulla di occulto.

La produzione è delocalizzata (ammesso che abbia senso parlare di delocalizzazione in un'azienda di fatto multinazionale come Alpinestars, che da almeno una trentina d'anni lavora tanto negli USA come qui), vero. Da qualche parte abbiamo scritto che è made in Italy? Non mi pare.

Così come, pur non amando che posti di lavoro potenzialmente italiani se ne vadano all'estero, non abbiamo in grande simpatia stereotipi che fanno coincidere le zone di produzione con la qualità del prodotto. Ci sono moltissimi esempi di prodotti made in China di elevatissima qualità, per dirne una.

Detto questo, nel libero mercato il cliente è libero di scegliere il prodotto che preferisce, secondo le logiche che preferisce. Non mi pare qui ci sia scritto alcunché che possa trarlo in inganno. Sbaglio?

Inserito: 28 giugno 2011

robertino
Italy
Milan

Mi perdoni,ma sbaglia...nell'articolo si citano aggettivi per definire le qualità dei prodotti,e si danno rilievi circa convenienza o caratteristiche.A questo punto,da giornalista Lei e da lettore io,sono tenuto a sapere se ci sono commistioni tra aspetti pubblicitari,(se ad esempio tale marchio effettua pubblicità sul Vostro sito) e recensione giornalistica.
Veniamo alla delocalizzazione.Non so Lei,ma io,per motivi professionali tratto con produttori e fornitori,anche Cinesi.E conosco bene il Costo del Lavoro. Se mi si propone un prodotto non made in Italy,il Costo deve ricalcare questo aspetto,se voglio essere credibile,altrimenti sono tenuto a pensare che semplicemente agisco sul margine di ricavo.E da Cliente ho il diritto di arrabbiarmi,o,come dice anche Lei scegliere altro.
Qui non si tratta di qualità o meno(sulla quale avrei comunque da discutere,specie nella lavorazione della pelle),ma se tale scelta ricade anche sul Cliente in termini di Prezzo.La risposta è MAI.
Interessante è la sua reazione,che non difende L'ARTICOLO,ma IL PRODOTTO...mi creda ,è molto sintomatico,e lascia aperti i dubbi che hanno iniziziato la mia risposta...

Inserito: 28 giugno 2011

Edoardo Licciardello
Italy
Modena

Le qualità descritte nell'articolo nascono dall'aver toccato con mano il prodotto, o da dati di fatto derivanti da rilevamenti standard industriali (se si fa riferimento alle doti delle varie membrane Armacor, Drystar, Gore-Tex Proshell e quant'altro) o da dimostrazioni a cui abbiamo assistito durante la visita in sede (resistenza delle protezioni). Può contestare la mia opinione - liberissimo - ma non mi pare ci sia disonestà. Non abbiamo copiato dalle cartelle stampa, come fa qualcun altro, per capirci. E per fugarle qualche altro dubbio, Alpinestars (purtroppo) non fa pubblicità sul nostro sito. Se altri produttori non ci invitano a verificare i loro prodotti in prima persona, non è colpa nostra.

Non mi pare di aver difeso il prodotto, ma di aver dato risposta ad una sua specifica domanda - è stato lei a dire "attendo risposta" o no?

In risposta ad altra sua domanda (altrimenti sembra che difenda il prodotto...) ho lavorato per almeno due multinazionali, e conosco bene il costo del lavoro, dagli USA all'India. E so anche bene come il costo del lavoro, in USA come in India e tutto quanto vi sta in mezzo, varia a seconda della qualità del prodotto. Il telefonino clone dell'iPhone e l'iPhone sono entrambi made in China, ma credo che la diversa qualità siano facilmente percettibili da chiunque. Per quanto riguarda me, sono abituato a ragionare pensando che non basti la provenienza di un oggetto a definirne il prezzo.

Da cliente Lei ha tutto il diritto di scegliere cosa acquistare secondo i parametri che preferisce. Preferirei che però non insinuasse scarsa onestà professionale da parte nostra.

Inserito: 29 giugno 2011

robertino
Italy
Milan

Caro Licciardello,circa il fatto che non basta la provenienza a definirne il Prezzo lo dobbiamo solo al fatto che le Aziende si appropriano dei margini derivanti da un Costo del Lavoro nettamente più basso non scaricando sul Cliente finale alcun abbassamento di Prezzo,anche se potrebbero,eccome.
Circa il mio "attendo risposta". era riferito alla forma ed all'approccio con cui un articolo veniva proposto,dunque non ha dato risposta alla mia specifica domanda,ma ha virato la risposta sul prodotto.Ergo, se lei mi chiede.."o no"? Le dico " No", nuovamente.Confermo che Lei ha difeso il prodotto .
Ritorno infine sul tema del Costo:dire che il Costo del Lavoro varia secondo la qualità del prodotto è la prima parte (meno significativa) della frase.La seconda è che,per ogni qualità del prodotto il costo è COMUNQUE infinitamente inferiore rispetto al costo di altre Business Area,salvo che i prodotti non risentono mai di cio' per il Cliente finale.Si delocalizza per appropriarsi dei margini maggiori,pur sapendo che SEMPRE,la manifattura sarà di qualità non comparabile.Magari similare,ma non equiparabile.

Vuole fare un confronto che non generi dubbi?Non si fidi del capo che propongono alle presentazioni, si rechi random in un qualsivoglia store,e confrontando differenti brand ne esamini caratteristiche e risultati.

Inserito: 29 giugno 2011

Edoardo Licciardello
Italy
Modena

Che dire? Evidentemente non sono riuscito a spiegarmi, perché continuo a pensare di non essere colpevole dei crimini di cui sono accusato, e di non essere riuscito a trasmettere il mio punto di vista, che mi sembrava richiesto.

Spiacente, soprattutto di non essere evidentemente riuscito a convincerla della mia, e nostra, buona fede.

Inserito: 29 giugno 2011

robertino
Italy
Milan

Buonasera,leggo e le rispondo per questo solo ora.
Data l'estrema signorilità ed educazione con cui è stata condotta la sua disamina,benchè mi lascino dubbi le presentazioni aziendali riportate su riviste (siano cartacee ed online), voglio crederle circa la buona Fede.
Da estimatore del sito le giro pero' una osservazione che Lei e lo staff sarete liberi di recepire.E' ormai consolidata la prassi,specie da parte di Aziende medio grandi,in qualunque Area di Business ,non solo nell'ambito dell'automotive ed accessoristica, di effettuare seminari di presentazione che vengono pari pari riportati.Ora,stante la Vostra e Sua buona Fede, è molto forte il sospetto che pagine e pagine di simil promozione gratuite siano per loro una manna,e per Voi,se Free,un qualcosa a vantaggio zero.Non vi è reale informativa,non c'e' un reale test prestazionale dei prodotti.
Ed è forte credere che vi sia una "captatio " benevolentia per sponsorizzazioni editoriali future.
Magari evitando comparazioni con prodotti concorrenti o esprimento criticità per alcuni aspetti negativi dei prodotti stessi,stranamente tutti ottimi e convenienti.
Facendo cosi' non si rende un servizio al Lettore,si perde in indipendenza, e si penalizzano altre realtà aziendali in ogni campo,che non disponendo di capacità finanziarie per fare marketing o promozione,non entrano nel giro dei prodotti presentati.
Magari prodotti di pari o migliore qualià/Prezzo.
Al giornalista ,se posso permettermi,io chiedo questo...di non cavalcare l'onda,ma illuminarmi su tali realtà,su prodotti meno pubblicizzati,e magari prodotti in Italia(Lei sa ad esempio,stando al Sito che ve ne sono e di molto validi,anche nel settore dell'abbigliamento moto ).
Il giornalista per sua natura dovrebbe cercare la verità,andare oltre la promozione o l'apparenza.
Cordialità

Inserito: 01 luglio 2011

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