Armadillo: stile e protezione per chi si sposta in scooter

In Abbigliamento moto

di Giorgio Papetti, 12 marzo 2010
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Armadillo: stile e protezione per chi si sposta in scooter



Armadillo è un marchio di abbigliamento da poco presente sul mercato italiano e relativamente nuovo in assoluto. É nato infatti in Inghilterra nel 2007 per volere di Tim Hebden e Rupert Findlay, due giovani imprenditori desiderosi di introdurre qualcosa di innovativo nel panorama motociclistico. Qualcosa pensato principalmente per chi usa lo scooter come mezzo di mobilità urbana e che tiene in grande considerazione il fitting, il design e la portabilità dei capi sopra l’abbigliamento che usiamo tutti i giorni, compreso il classico completo da ufficio. In quest’ottica i capi proposti da Armadillo prendono nettamente le distanze dai tecnicismi dei prodotti dedicati ai motociclisti tradizionali, con i quali del resto non vogliono competere nemmeno in termini di sicurezza assoluta. Il target di Armadillo sono le persone che desiderano un capo alla moda ma non vogliono rinunciare né ai requisiti minimi di sicurezza, indispensabili quando ci si sposta su due ruote, né a quelle caratteristiche di impermeabilità e praticità che fanno la differenza tra un capo tecnico e un capo qualunque. Alla base dell’idea che ha spinto i due giovani imprenditori a fondare Armadillo c’è una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il concetto stesso di protezione in molteplici settori, non solo in quello delle due ruote. Armadillo è infatti una delle prima società al mondo a sfruttare la nuova tecnologia D3O per le protezioni interne. Si tratta di un materiale innovativo, formato da molecole intelligenti che normalmente scorrono e si adattano al corpo seguendone i movimenti, ma che in caso d’impatto si saldano istantaneamente tra loro assorbendo l’urto. Il grande vantaggio dei cuscinetti removibili in materiale D30 è dato dal fatto di rendere praticamente invisibili le protezioni, che si "materializzano" solo quando servono.

L’efficacia è stata provata in numerosi test, tanto che il 27 Marzo 2009 Hyod, una società giapponese specializzata in abbigliamento da moto, ha presentato la prima tuta racing che sfrutta queste protezioni. Questa tuta è stata portata in gara l’estate scorsa da Ryuichi Kyonari del team Dream Honda Racing team, vincitore dell’ultima 8 ore di Suzuka.  Nell’offroad le protezioni sono state testate nel Motocorss Freestyle da Dave Wiggins, sempre alla ricerca del miglior compromesso tra libertà di movimenti e protezione in caso di trick errato. Attualmente Armadillo usa il D30 per realizzare le protezioni per spalle e gomiti, ma a partire dalla prossima collezione sarà disponibile anche un paraschiena (acquistabile a parte) da inserire in un’apposita tasca ricavata nella fodera interna dei vari modelli.

 



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