Test casco Arai Tour-X: l’unione dei due mondi

di Giorgio Papetti

Test casco Arai Tour-X: l’unione dei due mondi


Anche se rispetto alle vendite complessive del settore motociclistico le motard e le enduro racing rappresentano una nicchia assai ristretta, è indubbio che il fascino che emanano è tale da contagiare molti motociclisti. Non a caso sono in aumento le motard più votate alla strada e stiamo assistendo anche a un ritorno delle enduro tuttofare, in grado di portaci da casa fino alle spiagge della Tunisia senza battere ciglio. Non dimentichiamoci poi delle migliaia di maxi enduro che solcano le strade del nostro paese. Se guardate attentamente noterete che sempre più spesso alla guida troviamo persone che anziché indossare il classico casco integrale preferiscono un bel casco e occhialini da cross.



Fascino del tassello, che dopo anni di latitanza torna prepotentemente a fare tendenza anche quando il buon senso porterebbe a optare per altre scelte. Perché diciamocelo, andare in autostrada o anche su una strada bianca con un bel casco integrale è assai più comodo che farlo con un casco aperto e occhialoni da cross, che non potranno mai riparare efficacemente dall’aria e dalla pioggia come una tradizionale visiera. Certo quando lo sterrato si fa più duro l’ideale sarebbe un casco in grado di unire i vantaggi dei due mondi, ma in commercio le alternative sono poche e non sempre efficaci. Alcuni modelli sono prettamente da fuoristrada e aggiungono semplicemente una visierina removibile, altri hanno una vera visiera ma meccanismi poco pratici e sistemi di ventilazione non all’altezza dei modelli stradali.

C’è però un prodotto che coniuga perfettamente il meglio di un integrale con le caratteristiche di un vero casco offroad. Stiamo parlando del Tour-X di Arai, un top di gamma che a fronte di un prezzo decisamente importante vanta caratteristiche tecniche di assoluto rilievo, unite alla possibilità di configurarlo come meglio si crede in funzione dell’utilizzo che intendiamo farne.

Realizzato in fiberglass applicando le tecnologie costruttive più avanzate, e caratterizzato da una calotta interna a densità differenziata realizzata  in un unico elemento, il Tour-X è concettualmente un casco da fuoristrada integrato con una vera e propria visiera caratterizzata da una meccanismo di funzionamento molto efficiente. Le forme sono quelle tipiche dell’offroad, con una mentoniera molto pronunciata che protegge efficacemente anche il naso e un oblò molto ampio per assicurare un’ottima visibilità laterale. Sia la calotta esterna che quella interna sono disponibili in più taglie al fine di permettere a chiunque di trovare la taglia corretta a vantaggio del confort e della sicurezza.

In configurazione completa il casco si presenta con il classico frontalino da fuoristrada, regolabile e  caratterizzato da una grande presa d’aria inferiore e due piccole prese d’aria laterali per evitare l’effetto vela alle alte velocità. Il frontalino è tenuto in sede da quattro viti realizzate in materiale plastico (apribili anche con una monetina) che servono anche a trattene il meccanismo di azionamento della visiera. Questa è perfettamente sagomata per seguire le line del casco e la sporgenza della mentoniera, e quando viene sollevata scorre con grande precisione sotto al frontalino senza alcun pericolo di sfregamento.



Questo è uno dei punti chiave dove si percepisce la qualità Arai. Malgrado le forme complesse è sufficiente agire con due dita sul perno avvitato al fianco sinistro della visiera per azionarla. La visiera può essere mantenuta aperta praticamente in continuo (non ci sono scatti predefiniti) e anche dopo un utilizzo gravoso mantiene inalterata la sua funzionalità. Non siamo a livello dei migliori caschi stradali ma poco ci manca. La qualità stessa della visiera è molto elevata e lo si nota specialmente nella bellissima variante black, che dona tanta aggressività senza limitare la visuale.

Anche
se da fuori è praticamente nera, da dentro ha una luminosità incredibile, a tal punto che anche in condizioni di scarsissima luce (come in un sottobosco) si riesce ad avere una buona visibilità. La cura maniacale per il particolare e l’efficienza che caratterizza la produzione Arai si nota analizzando la guarnizione in gomma che borda l’oblò e assicura la chiusura ermetica quando la visiera viene abbassata. Lateralmente la guarnizione prevede due piccoli spoiler che servono per compensare quel piccolo gioco che si viene inevitabilmente a creare tra la visiera e la calotta per vie delle forme tipiche di un casco da fuoristrada.

Quando la visiera è abbassata questi spoiler vanno a colmare il vuoto per evitare infiltrazioni d’aria e possibili fruscii aerodinamici. Da segnalare anche la presenza di nervature di irrigidimento nella calotta per garantire la massima sicurezza anche in prossimità delle prese d’aria. Ad andature codice la rumorosità si avvicina a quella di un classico casco integrale e sebbene il peso non sia proprio contenuto (circa 1600 grammi con frontalino e visiera installati) il confort è veramente elevato anche dopo aver percorso molti chilometri. Ovviamente la visiera può anche essere rimossa completamente; in questo caso il Tour-X si alleggerisce e si trasforma in un classico casco da fuoristrada. In alternativa possiamo anche decidere di lasciare la visiera e rimuovere il frontalino, trasformando così il casco in un aggressivo modello stradale. In questo caso per celare il meccanismo di ritenzione della visiera, non essendoci più il frontalino ad assolvere questo compito, vengono fornite due placchette che possono facilmente essere montate senza attrezzi.

Dovendo soddisfare esigenze così diverse, come la guida su strada ad alta velocità e la guida in fuoristrada, anche impegnativa, Arai ha studiato con estrema cura il sistema di ventilazione. L’immancabile presa d’aria sulla mentoniera, presente su qualsiasi casco da fuoristrada, raggiunge sul Tour-X  un livello di sofisticazione elevatissimo. Basti pensare che è composta da due prese d’aria protette da una rete a nido d’ape laterali e una presa centrale che può essere parzializzata sia in entrata sia a livello di diffusione interna.



La parte superiore del casco può essere ventilata tramite due prese facilmente apribili anche indossando i guanti, che portano aria fresca alle canalizzazioni interne. Quella calda può invece essere eliminata tramite la presa di uscita superiore e le due laterali posteriori, regolabili separatamente l’una dall’altra.

Abbiamo avuto modo di provare il casco in inverno e durante un viaggio in cui abbiamo trovato temperature primaverili. Nella configurazione con visiera installata anche in autostrada la protezione e il confort sono veramente molto simili a quelle di un casco integrale e siamo quasi certi che anche in piena estate l’aerazione è tale da riuscire a smaltire molto rapidamente il calore che si accumula all’interno. Anche il tessuto interno, molto confortevole, è pensato per supportare adeguatamente sia la guida su strada sia quella in fuoristrada. Per semplificare le operazioni di pulizia i guanciali possono essere rimossi indipendentemente dalla cuffia, asportabile sganciando pochi automatici. Non è però possibile rimuove completamente il rivestimento, una caratteristica che avrebbe permesso una maggiore pulizia nel caso di utilizzo in fuoristrada particolarmente gravoso,specialmente nella zona frontale che spesso si riempie di polvere. Ovviamente il sistema di chiusura è a doppio anello e il casco soddisfa i più elevati standard di sicurezza e di omologazione.

A chi è destinato il Tour-X? A nostro avviso a chi guida le motard e le enduro stradali, ama il look tipico dell’offroad ma non vuole rinunciare al confort e alla versatilità di un casco integrale. Certo come tutti gli ibridi anche il Tour-X impone qualche compromesso, ma attualmente riteniamo sia la una delle migliori proposte in commercio.  Con un solo casco si può fare tutto, passando da una configurazione full street a una full offroad in pochi secondi. Se vogliamo il limite del Tour-X è da ricercare nel prezzo elevato (559 Euro). Ci si potrebbero comprare due caschi di buon livello, ma poi occorre decidere cosa infilarsi in testa prima di uscire di casa, o peggio ancora portarsi due caschi se decidiamo di fare un lungo viaggio con tratti su strada e altri in fuoristrada.  Sta proprio in questo il principale pregio del Tour-X, una versatilità che permette con un solo casco di affrontare qualsiasi situazione. E poi Arai ha sempre un fascino incredibile coniugato a una qualità comprovata anche a distanza di anni. La dotazione prevede una pratica borsa porta casco in tessuto pesante e una bottiglietta di lubrificante al silicone per le guarnizioni. Non all’altezza del blasone invece il manuale, che è si in italiano ma che a nostro avviso non spiega adeguatamente come togliere il frontalino e mettere i coperchietti laterali, o come sfruttare al meglio il sistema di ventilazione.


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