Offroad
Davide Guarneri suona la carica Yamaha
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Sei al secondo anno con il team Ricci Yamaha, gli avversari ti conosconoora non puoi più nasconderti? «Sono a posto. A metà novembre mi sono operato alla guaina muscolare in Belgio per ovviare al problema dell’indurimento delle braccia che mi aveva perseguitato. Non mi sono dato riposo, subito a metà novembre ho iniziato la riabilitazione e a dicembre ho provato la nuova moto, col telaio in alluminio e le sospensioni Solva . L’impatto è stato eccellente». Come ti stai preparando al Mantova Starcross? « La settimana base prevede, corsa, bici, palestra, tre/quattro giorni in moto con simulazioni di manches. Ho già provato a Mantova, poi Faenza, Veggia e altri circuiti che abbiano caratteristiche simili. Non so se sarà in grado di vincere la classe MX 2, la gara è molto importante, il livello è altissimo, dipenderà molto dalla condizione che avrò tra dieci giorni. La pista mi piace, andare forte allo Starcross è importante per aprire bene l’anno». Parliamo della moto, la YZF 250 è cambiata tanto con l’introduzione del telaio in alluminio, come ti trovi? «E’ tutto nuovo, motore, sospensioni, telaio in alluminio, i passi avanti mi sembrano enormi. Le Solva sono un buon prodotto e l’assistenza della ditta eccellente, ci segue di persona Roland Solva, mentre il motore YRRD spinge forte, ho provato anche la 450 devo dire che Yamaha ha fatto davvero un bel lavoro con l’alluminio perché non ha perduto la naturalezza e facilità di guida del telaio in acciaio». Seconsiderato un pilota molto duro in pista e poi cosa significa quel soprannome ‘pota’ Guarneri? «Il motocross non è uno sport da signorine, e un’entrata energica quando fatta bene e corretta ci sta perché fa parte dello sport e dello spettacolo. Pota è un intercalare piuttosto volgare del mio paese Darfo Boario Terme, se ci pensi non è difficile indovinare cosa significa…». Chiudiamo con i tuoi obiettivi, riuscirà Davide Guarneri ad entrare nella hall of fame del motocross italiano, tra l’altro da due anni sei in una grande squadra con una Casa leader in tutte le competizioni a due ruote? « Devo molto a Ilario Ricci che mi ha recuperato dal dimenticatoio nel quale ero caduto dopo a vittoria del Mondiale Junior e il debutto malaugurato in 125cc. L’anno scorso ho corso con Campioni come Chiodi e Mc Farlane, quest’anno a Chiodi si è aggiunto Gundersen. Qui al team Ricci si lavora molto bene. Il mio obiettivo è questo, essere uno come Chicco Chiodi in grado di andare forte per tanti anni e di durare oltre i trent’anni. Il vero sogno è diventare un professionista forte non penso ai titoli mondiali». |
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