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Motomondiale

MotoGP, test Phillip Island day 3: Melandri chiude in bellezza

02 febbraio 2006 Edoardo Licciardello

MotoGP, test Phillip Island day 3: Melandri chiude in bellezza

Contrariamente alle previsioni, oggi il tempo è stato praticamente perfetto, anche se la pista un po’ sporca ha fatto sì che non si verificasse il solito crollo di tempi con le gomme da qualifica – forse, proprio per questo motivo la maggior parte dei piloti non le ha nemmeno utilizzate.

E’ stato comunque Melandri, a questo punto dominatore incontrastato dei tre giorni di prova. Marco ha lavorato a ritmi da Hayden, inanellando ben 133 giri tutti con le gomme da gara. Segno che il romagnolo sta lavorando nella direzione giusta, senza puntare a risultati a sensazione ma poco significativi e guardando invece al sodo, tanto che il suo assetto è stato “passato” al compagno di squadra che – ancora un po’ in crisi – ha riscontrato subito qualche miglioramento.

Chi scrive continua a restare positivamente impressionato dalle prestazioni di Pedrosa e Roberts, ovviamente per motivi diversi. Il primo sta prendendo confidenza con la MotoGP con una rapidità impressionante, fatto che come sanno i lettori più attenti scatena nel sottoscritto considerazioni dietologiche alle quali normalmente non mi abbandono. Il secondo perché, pur non avendo brillato negli ultimi anni per velocità, sta portando la KR211V messa insieme in tempo record e gestita dal padre a livelli che francamente non avremmo ritenuto plausibili solo un mese fa. Distribuire i meriti fra moto e pilota è difficile, ma in questo caso una cosa è sicura: il cinque cilindri Honda fa i miracoli, facilitando anche il lavoro di telaisti capaci come quelli del team anglo-americano.

In casa Ducati le facce sono decisamente più sorridenti: Gibernau sembra aver trovato il bandolo della matassa nella gestione elettronica del freno motore, mentre Capirossi ha lavorato in test comparativi della ciclistica, e appare davvero entusiasta: Oggi abbiamo lavorato molto e bene, complice il meteo che è stato dalla nostra parte permettendoci di fare molti giri. La GP6 mi convince sempre di più, anche su questa pista che è molto tecnica e veloce. Ho provato due telai di diversa rigidezza che presentano entrambi pro e contro: per ora preferisco quello meno rigido, ma aspetto di effettuare un'ulteriore verifica a Sepang per scegliere quello che utilizzerò durante la stagione. Abbiamo molto margine di miglioramento per quanto riguarda i pneumatici. Bridgestone ha molti dati su cui lavorare per migliorare sin dai prossimi test: conoscendoli, sono certo che ce la faranno”

In casa Kawasaki il problema chattering si è decisamente attenuato, anche se – pare – non risolto nemmeno con tarature più “soft” della sospensione posteriore e nuove Bridgestone. Nakano ha migliorato il suo tempo in qualifica studiando nuove traiettorie (una scelta “esplorativa” o obbligata dal suddetto chattering? Mah) mentre De Puniet si è limitato a proseguire nel suo processo di presa di confidenza con la ZX-RR.

Molto lavoro anche per Tamada, che ha girato tanto ma senza tirare fuori tempi convincenti: dietro di lui solo Elias, alle prese con un avantreno ballerino, e le Ducati gommate Dunlop del team d’Antin. Che il segreto delle due vittorie 2004 fosse tutto, e solo, nelle Bridgestone? Noi non lo crediamo, ma è Makoto a dover provare il contrario…

I tempi (non ufficiali con gomme da gara, quelli ottenuti con gomma da qualifica sono riportati a fianco quando dichiarati)

1

Marco Melandri           

Fortuna Honda

1'30"60

 

2

Sete Gibernau

Marlboro Ducati

1'30"92

1'30"06

3

Nicky Hayden

Repsol Honda

1'30"99

 

4

Loris Capirossi

Marlboro Ducati

1'31"07

1'30"25

5

Dani Pedrosa

Repsol Honda

1'31"10

 

6

Casey Stoner

LCR Honda

1'31"13

 

7

Kenny Roberts

Team KR

1'31"68

 

8

Shinya Nakano

Kawasaki Racing

1'31"72

1'30"55

9

Randy De Puniet

Kawasaki Racing

1'31"77

 

10

Makoto Tamada

JIR – Konica Minolta Honda

1'31"77

 

11

Toni Elias

Fortuna Honda

1'32"14

 

12

Alex Hofmann

d’Antin Pramac Ducati

1'32"40

 

13

Josè Luis Cardoso

d’Antin Pramac Ducati

1'32"52

 

 

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Commenti dei lettori
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SoniaBrown
Italy
Varese
del 02 febbraio 2006

io pero ho trovato questi tempi qua, sul sito di SportAutoMoto:
Phillip Island (AUS), 2 febbraio 2006
3^ giornata di test:
1) Sete Gibernau (Ducati) 1'29.99
2) Loris Capirossi (Ducati) 1'30.20
3) Marco Melandri (Honda) 1'30.55
4) Shinya Nakano (Kawasaki) 1'30.65
5) Nicky Hayden (Honda) 1'30.95
6) Dani Pedrosa (Honda) 1'31.10
7) Casey Stoner (Honda) 1'31.21
8) Kenny Roberts (KR) 1'31.64
9) Randy DePuniet (Kawasaki) 1'31. 77
10) Makoto Tamada (Honda) 1'31. 87
11) Toni Elias (Honda) 1'32.18
12) Alex Hoffman (Ducati) 1'32.40
13) Jose Luis Cardoso (Ducati) 1'32.52

percarità, son tutti tempi ufficiosi... percui l'attendibilità è quella che è...
però preferisco pensare la Ducati davanti a tutti...
yeah... ;)

Rispondi

freewheel
Italy
Rome
del 03 febbraio 2006

Sarà perchè sono alto più di 1,80, sarà perchè i "primi della classe" mi sono sempre stati sulle OO ma stò Dani Pedrosa che farà costruire la minimoto più potente e veloce del mondo al colosso n°1 del mercato motociclistico; perchè impressiona così tanto il nostro Licciarello? Quando un altrettanto giovane e senz'altro meno stimato e quanto meno dotato in termini tecnici ed economici si è beccato lo stratosferico distacco di 0,03"
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