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Motomondiale

Checa al team Poncharal: è ufficiale.

31 gennaio 2006 Edoardo Licciardello

Checa al team Poncharal: è ufficiale.

Ne avevamo già parlato, ma oggi è arrivato il comunicato ufficiale: il posto in griglia che Dorna aveva assegnato nel comunicato di ieri al team Tech 3 di Hervè Poncharal è per Checa. Lo spagnolo, “rimasto in mezzo” al ritiro (temporaneo?) del team Pons, ha trovato una moto per disputare la stagione 2006.

Sono stati determinanti gli appoggi della Dorna, di un non meglio dichiarato sponsor spagnolo e della Dunlop (che da tempo cercava un pilota esperto per sviluppare le proprie coperture) è così approdato alla Yamaha. Se l’esperienza passata ci dice qualcosa, però, non avrà a disposizione le stesse moto di Rossi ed Edwards, ma correrà con una M1 molto più vicina a quella della passata stagione. Certo, non si tratta di una moto di primo piano, ma l’offerta è sicuramente più allettante della vociferata proposta di fare il collaudatore per Ducati, ragionevolmente nel test team Bridgestone dal momento che affiancarlo a Guareschi o farglielo sostituire sembrano entrambe – per diversi motivi – ipotesi non particolarmente plausibili.

La notizia, dal canto suo, dà origine a considerazioni contrastanti.

Da un lato siamo felici che la crisi degli sponsor non abbia reclamato la testa – vabbè, facciamo la licenza – di un altro pilota tutto sommato di primo piano, in grado di puntare al podio se in sella ad un mezzo competitivo. Dall’altro, è inevitabile considerare come il passaporto di Carlos, nello specifico la voce “nazionalità”, abbia avuto peso considerevole nel suo recupero in extremis. In conclusione, però, non si può non apprezzare l’umiltà di Checa, che per correre nella massima serie mondiale (la Superbike ha perlomeno pari dignità, ma è inutile girarci attorno: attualmente la definizione può calzare solo alla MotoGP) ha accettato, a differenza di alcuni suoi affermati colleghi (e non parliamo di Rolfo, ben più giovane…) una condizione tecnica svantaggiosa e un ingaggio sicuramente inferiore a quanto avrebbe potuto spuntare altrove. Magari non si tratta di passione, ma di voglia di correre al massimo livello certamente si.

 

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