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Motomondiale

MotoGP, test Phillip Island day 1: Melandri ancora davanti.

31 gennaio 2006 Edoardo Licciardello

MotoGP, test Phillip Island day 1: Melandri ancora davanti.

I test invernali vanno sempre presi con le molle, se si guarda l’esperienza degli anni passati, ma è difficile non notare come il nome di Melandri, quando non è in testa alla classifica dei tempi, è sempre e comunque nelle primissime posizioni. Marco è in palla, ha una squadra che crede in lui e anche la Honda – al di là delle dichiarazioni – sa di avere un pilota che, adeguatamente supportato, può dargli delle soddisfazioni.

Non vorrei sembrare troppo scettico, ma il secondo posto di Hayden non ci sembra granché significativo. Lo statunitense è sempre lì davanti nelle prime giornate di test, salvo scivolare spesso indietro quando “il gioco si fa duro”. E’ vero, lui si sobbarca moli di lavoro impressionanti quanto a selezione di gomme e test di particolari, ma sono secoli che è lì e non pare avere comunque il mordente necessario per fare la differenza.

Giù il cappello, invece, per Stoner, che senza troppi timori reverenziali, sulla pista di casa (anche se in effetti Casey l’Australia la vede davvero poco…) si è permesso di precedere piloti ben più blasonati di lui, non ultimo quel Pedrosa che ha lasciato tutti a bocca aperta nei test malesi di qualche giorno fa. Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa della considerazione dietrologica: se per lo spagnolo c’è il sospetto che la MotoGP la conosca molto più di quanto Honda, il suo team e lui stesso non vogliano far trapelare, per l’australiano ex “tutto-o-niente” la RC211V è una novità quasi assoluta. Ma la cosa non pare preoccuparlo, dando ragione a chi lo stimava anche in momenti in cui il suo talento non sembrava tale da compensare la propensione all’errore. Aspettiamo il campionato per dare giudizi, ma pilota e squadra (se fossimo in Gresini “cureremmo” molto attentamente il rivale Cecchinello, vengono in mente molti parallelismi…) stanno lavorando davvero bene, e sicuramente al di sopra delle aspettative.

Considerazioni che purtroppo non riusciamo a fare per Tamada. Pilota - sensazione della stagione 2004, ha perso tantissimo in termini di competitività dopo il passaggio alle gomme Michelin. Sembra di rivedere quei piloti di qualche anno fa, incapaci di adattarsi alle coperture francesi perché cresciuti con le Dunlop. Se fosse lo stile di Makoto a renderlo perfetto interprete delle Bridgestone o viceversa fossero state le gomme a venire sviluppate a sua immagine e somiglianza è difficile da dire, ma sicuramente le caratteristiche delle Michelin non gli consentono di guidare come sa fare. Dovendo a tutti i costi “spararla”, il pronostico più semplice è purtroppo un’altra stagione in salita come quella passata.

Soddisfazioni a raffica, invece, per il team Roberts. Con una moto (bella, tra l’altro) allestita in tempi strettissimi e un motore finalmente bilanciato, oltre che potente – le ciclistiche al giorno d’oggi si fanno attorno al motore e alla sua elettronica – qualche risultato sta arrivando. Sono più i piloti che il “giovane” Roberts si è messo dietro di quelli che gli sono stati davanti, e considerando che non stiamo parlando di un fenomeno la prestazione è decisamente positiva. Se continua così possiamo immaginarcelo come outsider in diverse gare.

Qualche guaio in più per Ducati, che sul tracciato australiano – dalle caratteristiche completamente diverse rispetto a Sepang – non ha dominato come in Malesia. Impegnati nella messa a punto di ciclistica (Gibernau ha citato in particolare la taratura dell’elettronica relativa al freno motore) e test di gomme, i due piloti del team bolognese non hanno certo sfigurato, ma nemmeno brillato. Siamo solo al primo giorno, e i test, del resto, si fanno proprio per risolvere i problemi prima delle gare. Capirossi tornava per la prima volta oggi sul tracciato costatogli il grave infortunio che l’ha tenuto lontano dalle gare sul finale di stagione, ma non sembra essere rimasto particolarmente intimidito, visti i soli tre decimi che l’hanno separato dal compagno di squadra e la determinazione nel commento di un risultato non all’altezza delle aspettative…


Problemi anche per il team Kawasaki, che qui ha portato una nuova livrea (con una fascia bianco/nera che ricorda un po’ le ZX-7R Superbike di fine anni ’90) per la ZX-RR  dotata di un nuovo sistema di gestione del freno motore. Entrambi i piloti si sono scontrati con problemi di chattering al retrotreno, cosa che non ha comunque impedito a Nakano di migliorare il suo “personale” del tracciato australiano. I ragazzi del team Eckl contano di poter risolvere nei prossimi due giorni intervenendo solo sulla taratura delle sospensioni.

Ultime piazze per i due piloti del team d’Antin, ma francamente – al di là delle considerazioni sul valore specifico dei piloti – è difficile chiedere di più ad un team che al giorno d’oggi corre con gomme Dunlop. I due secondi e passa rimediati sono tanti, ma la condizione tecnica non permette exploit più significativi...

Tempi (non ufficiali)

1

Marco Melandri          

Fortuna Honda

1'30"79

2

Nicky Hayden

Repsol Honda

1'30"99

3

Casey Stoner

LCR Honda

1'31"07

4

Sete Gibernau

Marlboro Ducati

1'31"27

5

Dani Pedrosa

Repsol Honda

1'31"45

6

Kenny Roberts

Team KR

1'31"50

7

Loris Capirossi

Marlboro Ducati

1'31"60

8

Shinya Nakano

Kawasaki Racing

1'31"86

9

Toni Elias

Fortuna Honda            

1'32"23

10

Makoto Tamada

JIR – Konica Minolta Honda

1'32"40

11

Randy De Puniet

Kawasaki Racing

1'32"49

12

Josè Luis Cardoso

d’Antin Pramac Ducati

1'32"78

13

Alex Hofmann

d’Antin Pramac Ducati

1'32"90

 

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