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Motomondiale

Honda HRC: alla canna del gas

19 settembre 2005 L'antipatico


Deve bruciare parecchio, lo capisco.

Aver fatto in modo che il più grande talento degli ultimi trent'anni (almeno) se ne sia andato dalla Honda sbattendo la porta non deve essere una cosa facile da digerire, neppure per i compassati giapponesini.

Accorgersi poi che il suddetto talento si permetteva di (stra)vincere gare e titoli anche con un'altra moto, magari giocherellando anche un po' con gli avversari, avrà sicuramente provocato un'impennata nel consumo di Maalox in quel di Tokyo.

Se a tutto questo, come ciliegine finali, aggiungete il fatto che il team interno non ha particolarmente brillato sui team "satelliti", che Bayliss su una "facile" RC211V è in fondo al gruppo mentre Edwards su una "difficile" M1 è terzo in campionato, che Gibernau sembra sprofondato in un baratro psicologico del quale non si vede la fine, capirete che davvero qualche alto dirigente HRC possa essere in serio imbarazzo.

Ma invece che rifarsi ad una tradizione millenaria della cultura giapponese, ed infilarsi una corta spada nelle viscere come gesto di espiazione, questo "misterioso" dirigente ha preferito (metaforicamente, s'intende) cercare di azzoppare perlomeno un po' quello che deve essergli parso come il responsabile di tutte le sue incertezze: Valentino Rossi.

Ed in effetti Valentino Rossi è colpevole.

Colpevole di essere ancora umano, in un mondo di automi, sponsor, marketing. Tanto umano da correre subito dall'infortunato Melandri dopo la rovinosa caduta che li ha visti protagonisti a Motegi, e da ammettere subito le sue colpe ed il suo dispiacere per l'amico-rivale. Colpevole di vincere e stra-vincere anche nelle condizioni più avverse, ma soprattutto colpevole di non lasciarsi imbrigliare più di tanto da uffici stampa e frasi fatte, fregandosene quanto possibile di sponsor e convenzioni.

Ma invece che strabiliare il mondo con una moto degna di Goldrake, così da finalmente dimostrare a tutti che è la moto che vince e non il pilota (sic...) qualche dirigente Honda ha preferito cercare di allontanare la scontata conquista del titolo mondiale da parte di Valentino Rossi con un reclamo.

Un reclamo talmente assurdo ed infondato che la DORNA non ha potuto che respingere senza incertezze. E che probabilmente sortirà l'effetto opposto, visto che un Valentino infuriato potrebbe essere ancora più "tosto" e vincente di quanto non lo sia adesso.

E dimostrare che con le moto - per fortuna - è ancora il pilota che ha l'ultima parola...
 

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murphy
Italy
Florence
del 19 settembre 2005

".............Tanto umano da correre subito dall''infortunato Melandri dopo la rovinosa caduta che li ha visti protagonisti a Motegi, e da ammettere subito le sue colpe ed il suo dispiacere per l''amico-rivale............"

Non so se avrebba fatto lo stesso se si fosse trattato di Gibernau o di Biaggi. Almeno per quello che attiene alla corsa verso Melandri.

Bravo, comunque.
Rispondi

maurixa
Italy
Milan
del 20 settembre 2005

Nessuno ha rivelato il nome del misterioso uomo HRC. Che sia stato il "Giberna"? Con Rossi fuori avrebbe potuto sperare di non essere sverniciato, cosa che gli causa la solita piccola sudditanza psicologica che gli causa la solita voglia di sdraiarsi che gli causa i soliti bruciori di...stomaco.
E chi potrebbe biasimarlo per essersi mascherato da giapponese ed essersi recato in direzione gara?
Purtoppo alla Dorna sono furbi ed hanno capito che nessun Jap parla correntemente lo Spagnolo...e poi quello strano accento Catalano!
Provaci ancora Sete!
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