Un secondo e due decimi la differenza fra la pole dell’anno scorso e quella – stratosferica – odierna di Gibernau, ottenuta tra l’altro scendendo prima in maniera netta dai tempi che fino a quel momento avevano caratterizzato la sessione di prove, e ritoccando poi ulteriormente la prestazione per difenderla dagli attacchi di Hayden, veloce e concreto (sul passo di gara) come non mai. Onestamente non ci aspettavamo che il muro dei 58” crollasse così facilmente, e men che meno che fossero cinque i piloti in grado di infrangerlo…
Completa la prima fila Capirossi, per la prima volta dall’inizio della stagione veloce e concreto: i suoi ormai famosi dieci giri sotto il piede dei due minuti suonano minacciosi nei confronti dei suoi avversari e sono la migliore testimonianza delle prestazioni delle sue Bridgestone da gara sul tracciato ceco. Un’unica obiezione: siamo davvero sicuri che il ritmo di gara non possa essere ancora più veloce? Ipotesi sicuramente improbabile ma decisamente non impossibile. Godiamoci questo risultato di Loris e della Ducati, comunque, e prendiamo atto del lavoro svolto dal gommista giapponese. Le trattative per il rinnovo del contratto di Capirossi iniziano sotto i migliori auspici.
“Solo” quarto Rossi, il quale però, lo sappiamo bene, non è pilota che tenga particolarmente alla pole position. Il campione del mondo ha lavorato molto in prospettiva gara e sarà quindi – come al solito – un bruttissimo cliente per tutti. Chiude la lista dei piloti capaci di girare sul piede dell’1’58” Melandri, nonostante qualche problema irrisolto (ma in via di soluzione, a quanto pare) sull’avantreno. Insomma, ci sono tutti i presupposti per vedere una gara combattutissima, cosa del resto abbastanza normale sul circuito di Brno.
Ha recuperato molto rispetto alle prove di ieri Checa, sesto e decisamente più a posto rispetto a ieri, ed è positivo anche il settimo posto di Barros. Sembrano invece ancora in netta difficoltà i ragazzi della Kawasaki, ancora alle prese con i problemi di assetto che li avevano afflitti nella giornata di ieri. Nakano è solo undicesimo, e Hofmann quattordicesimo: decisamente non ci siamo, soprattutto su un circuito che sembra andare particolarmente d’accordo con le gomme Bridgestone.
Non è infatti la sola Ducati ad aver ben figurato, ma anche la Suzuki di Hopkins: lo statunitense parte da una positiva ottava piazza, anche se gli fa da contraltare il diciannovesimo posto del compagno di squadra Roberts. Francamente, non vediamo l’ora che John firmi il contratto che gli viene proposto, così finirà l’agonia dell’ex campione del mondo, finalmente libero di andare in sella ad un’altra moto o di passare ad altro. Vedere un pilota con un passato iridato in quelle posizioni non fa bene allo sport, diciamo così.