22 Gennaio 2005, sin dal tardo pomeriggio il Palasport di Genova apre le porte alla prima edizione italiana dell’Enduro Indoor. Il clima è quasi surreale, con poco pubblico che una volta tanto non deve fare code chilometriche per entrare.
L’evento è stato pubblicizzato sulle riviste di settore, ma complice la stagione invernale e la scarsa attenzione dei media per questa spettacolare disciplina il grande pubblico non ha premiato gli enormi sforzi compiuti dagli organizzatori, sia per riuscire a coinvolgere i top team sia a livello di definizione e realizzazione del tracciato. Un vero peccato perché noi ci siamo stati e vi assicuriamo che ne valeva la pena: tre ore ininterrotte di grande spettacolo con in più la possibilità di toccare con mano tutte le novità del settore.
All’interno del palazzetto le case hanno infatti presentato le loro novità e i team ufficiali hanno allestito i TIR officina in modo da poter preparare le moto da gara davanti agli occhi di tutti. Husqvarna, Ktm, Husaberg, Yamaha, Beta, TM, Honda e Gas Gas hanno preso ufficialmente parte alla gara, ma passeggiando all’interno del palazzetto si scoprivano anche Valenti Racing con le Suzuki e un certo numero di stand che proponevano abbigliamento e accessori specifici per l’offroad: Cemoto, Ufo, Newfren, Waystickers e molti altri, quasi tutti attrezzati con un banco per la vendita diretta al pubblico.
A parte Merriman, impossibilitato a partecipare per motivi familiari (è da poco diventato papà) e Boano (ricoverato in ospedale poco prima della gara per un malore rivelatosi fortunatamente di piccola entità), i grandi nomi c’erano tutti: Samuli, Knight, Cervantes, Edmondson, Ahola, Vilanova, Oblucky e Pohjamo tra gli stranieri; Botturi, Albergoni, Mancinelli, Rinaldi, Simoncini, Beconi, Tonelli, Bazurri, Paoli, Zanni, Falgari, Micheluz, e molti altri tra gli idoli di casa.
Sebbene per i piloti doveva essere solo un’esibizione, onde evitare di compromettere seriamente la stagione con un incidente, tutti hanno in realtà dato il 110% per aggiudicarsi la vittoria. Prima di cominciare però hanno voluto tutti dare un ultimo saluto a Meoni, con una grande striscione spiegato davanti alla partenza, un momento molto commovente sottolineato dal lunghissimo applauso del pubblico.
Il percorso di circa 700 metri, disegnato da Armando Dazzi (a lui si deve il successo delle piste indoor più importanti d’Italia degli ultimi tempi) con la supervisione di Farioli, era di quelli tosti; “Trialistico”, come lo ha definito sorridente Martino Bianchi di Husqvarna.
In effetti in poche centinaia di metri erano concentrate tutte le insidie di una gara di enduro: pietraie, guadi, tronchi, mulattiera, sabbia, fango, ghiaia, sterrato, pietre viscide e varie tipologie di salti, tra i quali un’insidiosa piramide con tronchi alla sommità e uno spettacolare doppio, che poteva però essere evitato imboccando una corsia alternativa. Mancava il fascino degli scenari tipici in cui si svolge l’enduro, così come la possibilità di sfruttare la potenza della moto in accelerazione (salvo che sul breve rettilineo prima della sabbia), ma lo spettacolo è stato di altissimo livello, con passaggi molto tecnici e sorpassi al cardiopalma.
Anche la formula della gara è stata attentamente studiata per assicurare grande divertimento: 4 batterie da 8 piloti da tre giri ciascuna, con passaggio di 12 piloti; due recuperi con 10 piloti ciascuno e passaggio di altri 4 piloti. I 16 piloti rimasti in gara sono stati quindi suddivisi in due semifinali da 5 giri ciascuna, con passaggio dei migliori 6 piloti direttamente in finale. Per gli esclusi ulteriori batterie di recupero, con passaggio in finale di altri 2 piloti, più una “Last Chance” con recupero di un altro pilota.
Per dare ancora più spettacolo gli organizzatori hanno poi deciso di riammettere un decimo pilota, facendolo scegliere direttamente al pubblico tramite acclamazione. Ad aggiudicarsi per il rotto della cuffia l’insperato posto in finale è stato Botturi. Al termine delle varie batterie, tutte molto tirate e durissime anche sotto il profilo fisico, in finale erano quindi schierati Ahola su Husqvuarna, Pohjamo e Paoli su TM, Cervantes, Botturi e Knight su Ktm, Vilanova, Edmonson e Albergoni su Honda, infine Micheluz su Yamaha,
Ad aggiudicarsi la vittoria nei sei giri della finale uno straordinario David Knight su KTM 250 EXC, che già aveva stravinto le selezioni dominandole dal primo all’ultimo giro. Secondo si è classificato Edmonson, mentre Botturi è riuscito sul filo di lana a conquistare il terzo posto, ripagando così la simpatia dimostratagli dal pubblico.
L’Enduro Indoor di Genova è stato in definitiva un evento molto divertente, caratterizzato anche da gare di intermezzo dedicate ai giovani e ai veterani del trofeo Ktm. Peccato solo per il pubblico, troppo esiguo per supportare adeguatamente i piloti con il tifo. Da parte nostra non possiamo che fare i complimenti a Offroad Pro Racing, ai Team che hanno aderito all’iniziativa e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione. Speriamo che qualche televisione trasmetta almeno una sintesi in modo da invogliare il pubblico a partecipare molto più numeroso alla prossima edizione.