Moto e mercato
Gilera 600 Supersport
Prendono forma le linee che dovranno ispirare il progetto: vocazione sportiva, prestazioni, soluzioni tecnologiche all'avanguardia, compattezza, cura dei dettagli. Le linee sono tese, nette e decise: esprimono senza equivoci la vocazione sportiva della nuova Gilera. Il cupolino è fortemente caratterizzato dalla presenza dei due deflettori laterali. Elementi aerodinamici che da un punto di vista stilistico proseguono la linea tagliente dei profili dei fari. La presa dinamica si apre proprio al centro del cupolino, tra i due fari, nella posizione aerodinamicamente più favorevole, dove è massima la pressione dell'aria. Questo ha permesso di realizzare una canalizzazione dell'aria rettilinea che, unita all'originale disegno del grande airbox da 11,5 litri, consente una "respirazione" ottimale del motore. Una scelta tecnica, questa, non originale (è stata introdotta dalla Honda con la VTR SP-1) ma che ne ha fortemente influenzato l'estetica, conferendo al frontale un ulteriore e particolarissimo elemento di grinta e sportività. Sotto il cupolino, Gilera 600 SuperSport presenta una soluzione del tutto innovativa per la strumentazione. In controtendenza con le soluzioni generalmente adottate tra le supersportive, i progettisti Gilera hanno optato per un doppio strumento analogico, sia per il contagiri sia per il tachimetro. La scelta di non usare un display a cristalli liquidi per indicare la velocità della moto è stata imposta dalla ricerca della massima naturalezza di lettura. Proprio con questo fine è stato progettato uno strumento unico, circolare, dal disegno elegantemente classico, che consente la lettura immediata e contemporanea dei due valori. La soluzione si avvale dunque di un solo quadrante che riporta all'esterno la scala della velocità e, più internamente, la scala del contagiri; gli aghi agiscono all'interno dello stesso strumento, fornendo due letture separate. Le linee decise del serbatoio da 18 litri si raccordano con la sella, realizzata in materiale antisdrucciolo. La sella posteriore è da sempre oggetto di studi accurati da parte dei designer di moto sportive: un rivestimento troppo evidente obbliga a soluzioni quali coprisella in tinta con le parti verniciate. Per esaltare la sportività della linea della 600 SuperSport, Gilera ha sviluppato un nuovo tipo di rivestimento della sella posteriore che risulta lucida, brillante come una parte verniciata. L'effetto è quello di conferire alla 600 SuperSport una linea da monoposto, il risultato quello di evitare l'uso di scomodi e ingombranti coprisella in materiale plastico. La ciclistica La soluzione scelta per il telaio è stata quella di un doppio trave realizzato in estruso di alluminio con parti in titanio. I test condotti hanno confermato la validità di questa scelta: la struttura finale vanta valori di rigidità paragonabili a quelli di telai realizzati per moto di cilindrate superiori. La leggerezza della struttura è stato l'altro obiettivo che ha guidato la progettazione del telaio. Nella zona centrale, all'attacco del forcellone, il telaio è scatolato mediante l'applicazione di una piastra in titanio incollata con colla strutturale. Si tratta di una soluzione innovativa, utilizzata anche dalla Benelli Tornado, che garantisce i più alti livelli di robustezza e tenuta con pareti sottili, offrendo conseguentemente una sensibile riduzione del peso. Accorgimenti che, uniti alla leggerezza del propulsore, hanno permesso di contenere il peso complessivo della Gilera 600 SuperSport in soli 162 chili a secco. La particolare fusione del canotto di sterzo è stata progettata e realizzata allo scopo di ottimizzare il flusso dell'aria dalla presa anteriore alla cassa filtro. Si è potuto così ottenere una canalizzazione particolarmente rettilinea ed efficiente. Unica nel panorama delle 600 quattro cilindri, la Gilera 600 SuperSport adotta una forcella, totalmente regolabile, a steli rovesciati da 43 mm di diametro, con escursione da 120 mm. Una soluzione generalmente riservata a moto di cilindrate maggiori. Alla forcella upside down, Gilera 600 SuperSport associa perni cavi di grande diametro per l'asse ruota e piastre sovradimensionate. Sul forcellone posteriore, realizzato in lega leggera, lavora una sospensione composta da leverismi di progressione e da un ammortizzatore regolabile in compressione, estensione e nel precarico molla. I cerchi ruota sono Brembo a cinque razze da 17" che adottano gomme 120/70 all'anteriore e 180/55 al posteriore. L'impianto frenante è composto da un doppio disco da 320 mm di diametro all'anteriore e di un disco da 220 mm sulla ruota posteriore. La pista frenante dei dischi anteriori è stata progettata per le nuove pinze Brembo a quattro pistoncini e pastiglie sinterizzate. Sul disco posteriore agisce una pinza Brembo a doppio pistoncino. Le tubazioni sono in treccia metallica. Il motore Il quattro cilindri in linea Suzuki di 599 cc, DOHC a 16 valvole raffreddato a liquido, è ben conosciuto dagli appassionati. Le caratteristiche dimensionali, sia in larghezza sia in lunghezza, del propulsore hanno permesso la progettazione di un telaio decisamente stretto, a tutto beneficio delle caratteristiche aerodinamiche della 600 SuperSport. Cilindri e basamento sono parte di una fusione unica, una soluzione che accresce robustezza e leggerezza della struttura rispetto ai propulsori tradizionali con pezzi separati. Il carter motore è diviso in tre parti per consentire un facile accesso agli organi della trasmissione. Il motore a sei marce e distribuzione bialbero, affida l'alimentazione a un avanzato sistema di iniezione elettronica, dotato di un esclusivo schema con doppia valvola a farfalla. La seconda valvola, inserita nel condotto di aspirazione, ha il compito di ottimizzare il flusso della miscela aria/benzina. Caratterizzato da interventi su aspirazione, scarico e sulla mappatura, il propulsore raggiunge dati di potenza e coppia che pongono la nuova 600 Gilera ai vertici tra le supersport di media cilindrata, anche in termini di prestazioni su strada e in pista. Gilera 600 SuperSport: la Scheda Tecnica Motore Quattro cilindri 4 tempi, DOHC
Raffreddamento A liquido
Alesaggio 67 mm
Corsa 42,5 mm
Cilindrata 599 cc
Lubrificazione Con olio nel carter
Avviamento Elettrico
Alimentazione Iniezione
Carburante Benzina senza piombo
Accensione Elettronica
Cambio A 6 velocità
Telaio Doppio trave in alluminio e parti in titanio
Angolo canotto 23,5 gradi
Avancorsa 92 mm
Interasse 1.392 mm
Altezza sella 830 mm
Sosp. anteriore Forcella Upside-Down, 43 mm. Regolabile
in estensione, compressione e precarico molla
Sosp. posteriore Forcellone con sospensione progressiva regolabile
in estensione, compressione e precarico molla
Freno anteriore Brembo a doppio disco da 320 mm. Pinze a 4 pistoni
e pastiglie in materiale sinterizzato
Freno posteriore Disco da 220 mm. Pinza a doppio pistoncino
Cerchio anteriore 3,50 x 17" in lega di alluminio
Cerchio posteriore 5,50 x 17" in lega di alluminio
Pneumatico ant. 120/70 ZR17
Pneumatico post. 180/55 ZR17
Peso a vuoto 162 kg
Capacità serbatoio 18 l.
Lunghezza max 2.000 mm
Larghezza max 715 mm
Altezza max 1.135 mm
Come al solito trovate le foto ad alta risoluzione nella photo gallery.
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| Cristian78 Italy Rome | del 17 settembre 2001 Ciao a tutti, non voglio sembrare un nostalgico o un ottuso sostenitore solo ed esclusivamente dei prodotti nostrani, non è il mio caso, ho apprezzato moltissimo la VTR-SP2, la R1 che mi sembrano 2 moto davvero eccellenti, anche se non mi fa impazzire la grafica argentea della nuova maxi Yamaha, ma questa Gilera mi sembra davvero eccezionale,se poi si legge con attenzione la descrizione tecnica viene da chiedersi se i tecnici Gilera abbiano preso spunto dallo Shuttle per realizzare la loro ciclistica, scherzi a parte, mi sembra un progetto che nasce con delle ottime credenziali,all'avanguardia.Inoltre la moto, a quanto pare, dispone di una componentistica di assoluto valore e piccole finezze come ad esempio i tubi in treccia metallica per quanto riguarda l'impianto frenante, questo a mio avviso non fa altro che rimarcare la cura anche nei più piccoli particolari che i tecnici del marchio italiano,hanno messo nella realizzazione di questo progetto. Anche l'estetica mi sembra molto azzeccata,molto elegante, ma allo stesso tempo molto affilata e corsaiola, e questa è una cosa importante se si tiene conto che questa motocicletta dovrà vincere quel leggero scetticismo dimostrato negli ultimi anni verso il marchio, che ha portato insieme agli altri motivi al tracollo dell'azienda italiana. L'unico interrogativo impellente che nasce nella mia povera testa fulminata è il seguente: ma quanto costerà? La risposta che mi attendo, visti i presupposti tecnici,come 1 biglietto per la Luna!!!! Sarebbe un vero peccato. Un' ultima cosa, non posso che emozionarmi favorevolmente nel vedere l'industria motociclistica italiana rinvigorirsi dopo anni davvero bui,il gran rifiorire di marchi storici come la Mondial e la Benelli e per me motivo di grande entusiasmo, continuiamo cosi ragazzi, e mi raccomando DATE GAS! Rispondi |
| TDR_250
Italy Milan | del 17 settembre 2001 Bella davvero. Ma se costerà più di 20-21 milioni per me non la comprerà nessuno Rispondi |
| Titanium
Italy Florence | del 18 settembre 2001 Oggi ero in pista a Varano e ho visto tante R6 schizzare velocissime, agili potenti belle e veloci. Con questa si può fare altrettanto, con il fascino di un'italiana, un motore pompatissimo, una ciclistica sopraffina... Io ripeto: ci deve essere una legge che obblighi i concessionari a regalare una moto almeno ogni due! Così non si può vivere! Voglio foto di cancelli scaldabagni e paracarri! Con queste anteprime mi sono consumato il budget fino al 2061. Spero che il prossimo passaggio della Halley mi porti fortuna economica! Rispondi |
| erduka
France Avignon | del 18 settembre 2001 Beh la moto sembra bellina anche se alla fin fine e' un summa di cose gia' viste (SP1, R1, F4 hanno contribuito alla linea mi sembra... anzi i fari sono un incrocio tra R1 e 996) Ma il vero problema e' che non credo verra' prodotta per molto con quel motore, se e' vero che in Piaggio vogliono tornare a fare le moto per intero... allora.. perche' comprare una moto "di transizione"?? Rispondi |
| cuoccimix Italy Milan | del 18 settembre 2001 Cavolo, ne è passato di tempo. Avevo 17 anni quando la Gilera smise di produrre moto "vere", nel 1993. Allora mi dissi: "ma come, con delle belve di moto come la RC 600 chiudono la fabbrica?". Quelle teste quadrate della Piaggio non sapevano vendere ed assistere moto, solo scooter (alla stessa maniera in cui si possono vendere lavatrici e TV color...), e dissero che tenere aperta la fabbrica di Arcore, peraltro moderna ed efficiente, "costava troppo". Da allora ho praticamente dimenticato il marchio Gilera, visto che non c'erano più mono bialbero con quattro valvole, ma solo "bidet di plastica" (per dirla alla Joe Bar). Per non parlare dell' "immagine sportiva" che si sarebbe voluta recuperare con il DNA, vero aborto su due ruote che si spera non abbia mai più seguito. La nuova Gilera mi piace, ha linee riuscite e grintose anche se non originali (fortunatamente non è una copia come la Triumph TT600). Il fatto che abbia un motore Suzuki non è poi un dramma: anche le Bimota avevano motore jap, eppure erano universalmente riconosciute come moto italiane. Ma quanto costerà il titanio??? Spero non costi come una Bimota, altrimenti fa la stessa fine! Quel che mi chiedo è: quanto durerà? Se la Suzuki cambierà motore sulla GSXR, in Gilera si ritroveranno una moto già sorpassata (come la Bimota con l'YB9, che aveva il vecchio motore della Thundercat, mentre era già uscita l'R6)? O dovranno rifare l'intera moto? E se poi iniziasse a tirare aria di crisi sulle moto, che farà la Piaggio? Chiuderà di nuovo baracca e burattini appena scoprirà -genialmente- che si vendono più Vespe che Supersport 600?? Io della Piaggio non mi fiderei troppo... Rispondi |
| ilferdy Italy Turin | del 18 settembre 2001 Spettacolare, mi dispiace un pò che non ci sia un motore made in italy sotto però è veramente bella, speriamo solo di vederla per strada presto per capire se funzioni davvero, comunque complimenti alla Gilera. Rispondi |
| Cojak985 Italy Borgo Valsugana | del 18 settembre 2001 Bella ....veramente bella!! aspettando una Gilera 100% italiana.... Rispondi |
| ROLF Italy Milan | del 19 settembre 2001 Concordo pienamente con quanto gia detto da ERDUCA. Globalmente è carina,ma vista da dietro mi ricorda tanto un bidé di plastica (phantom F12 malagutti). Non potevano fargli un codino tipo DNA!!! Rispondi |
| Dr. Ergal
Italy Florence | del 19 settembre 2001 La butto lì: dato che ultimamente cìè stata la fusione MV/Piaggio, xchè non produrre una Gilera Superbike con motore MV? Magari la MV sarebbe il top, con l'equipaggiamento più ricercato, mentre la Gilera potrebbe essere il modello più a buon mercato, con un prezzo concorrenziale con le jap. Che ne dite? Augh!! Rispondi |
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