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Una piazza nel cuore della città, sovrastata dal Castello, più di cento piloti, lo spettacolo delle supermoto, l'emozione di correre davanti a migliaia di spettatori, la gara di Udine può essere fotografata con queste parole.
La sensazione che ha colto molti piloti sin dal loro arrivo di sabato era generalmente di meraviglia, non credendo fosse possibile disputare una gara in pieno centro, tra palazzi storici e un parco con fontana, tra i platani e i semafori, con il pre-parco di partenza ai piedi della scalinata della Basilica delle Grazie e il paddock sotto al liceo Stellini. Al posto dei parcheggi e del vialone, varianti e rettilinei, sterrato e curvoni; al posto dei marciapiedi e del sentiero che sale sul Castello, un chilometro e mezzo di "tribune", dove gli spettatori si sono assiepati in file da tre o quattro persone.
Al centro della piazza, un ellisse erbosa, il grande prato dove c'erano bambini che giocavano tranquillamente e persone che si godevano la bella giornata, affacciandosi poi a vedere le gare, come al solito emozionanti, tirate e incerte sino all'ultimo, nella migliore tradizione delle supermoto.
L'ultima giornata del Campionato era determinante anche per l'assegnazione dei titoli. Se Petrobelli era gia campione Superpromo Prestige e Marchesini era molto sicuro di tornarsene a casa con il titolo Superpromo Sport, lo stesso non si poteva dire dei piloti della Top Class e per quelli dei due trofei monomarca.
Nella Top Class Sport il primo posto di Stefano Poloniato era insidiato da Matteo Piva e il terzo posto di Diego De Negri da Cristiano Medizza; nella Top Class Prestige c'erano quattro piloti in otto punti e quindi poteva succedere tutto; nel Monomarca Honda Triveneto erano solo cinque i punti che separavano Eros Melzani dal diretto inseguitore Fabio Dalla Longa, mentre Alain Cecchetto aveva a portata di tiro il terzo posto provvisorio di Marco Tonin; nel Vor Trophy Triveneto i distacchi erano più pronunciati ma Stefano Bosco poteva ancora fare il colpaccio e togliere la leadership a Marzotto, Ambrosini doveva fare almeno diciassette punti per sopravanzare Calcagni, fermo ormai da tre gare a causa di un infortunio.
In tutte le categorie non sono mancati i colpi di scena e in qualche caso l'assegnazione del titolo si è risolta in maniera rocambolesca, tant'è che a fine gara sono entrati in gioco scarti e il conteggio delle vittorie.
Nella Top Class Sport Poloniato partiva con il vantaggio di quattordici punti e di poter scartare una gara peggiore rispetto a Piva, quindi con una classifica avulsa che gli dava altri quattro punti di vantaggio. Diciotto punti sono parecchi ma come al solito nel supermotard non si può dare niente per scontato. Dopo gara 1, che ha visto la vittoria di Medizza ma anche il secondo posto di Poloniato proprio davanti a Piva (altri quattro punti guadagnati per il leader), in gara due tutto è stato rimesso in discussione.
Verso metà gara Poloniato ha centrato una balla spostata dentro la pista da chi lo precedeva ed è caduto a terra battendo violentemente il casco sull'asfalto e prendendosi parecchie contusioni un po' dappertutto. Lo stop definitivo e la contemporanea vittoria di Piva, avrebbe portato ad un venticinque a zero che avrebbe consegnato il titolo a quest'ultimo. Dopo tre giri Poloniato però riusciva a ripartire, ammaccato ma in grado di restare in pista tornando anche a girare in maniera veloce, riuscendo quindi a prendere la bandiera a scacchi e a portarsi a casa i sette punti necessari a conquistare il titolo di campione sport del Triveneto. La classifica finale ci da il seguente risultato:
1) Stefano Poloniato 215 (scarto 7) 2) Matteo Piva 207 (scarto 10) 3) Cristiano Medizza 191 (scarto 0) 4) Diego De Negri 165 (scarto 10) 5) Alberto Carnelos 119 (scarto 0) 6) Paolo Errante 100 (scarto 7)
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