Una delle gare più difficili dall’inizio dell’anno, per i colori italiani. Era davvero da tempo che non si doveva scendere al sesto posto per trovare il primo dei nostri piloti, ma a causa di una serie di ritiri e cadute, il miglior italiano classificato risulta quindi Simoncelli, in lotta tutta la gara con Nieto che si è però dovuto arrendere, nelle battute finali, a tutti i suoi avversari nella bagarre dell’ultimo giro, finendo quindi dietro anche a Lorenzo e Bautista.
La vittoria è stato un affare privato fra Kallio e Barbera. Il finlandese è stato parte del gruppetto di testa fin dalle prime battute di gara, anche grazie ad una KTM davvero velocissima. Non c’è però stato niente da fare contro lo spagnolo, autore come al solito di una rimonta fulminante e di un forcing micidiale negli ultimi due giri. Il pilota del team Seedorf ha il grosso problema – ma a giudicare dai risultati, forse no – delle partenze: si trova spesso attardato in qualifica e le partenze non sono sicuramente la sua specialità. Quando riuscirà a risolvere questo problema, per gli altri saranno dolori. Più di quanto non lo siano adesso, intendiamo dire.
La lista di chi ha qualcosa da recriminare è molto lunga, ma il più deluso è ovviamente Dovizioso. Il leader della classifica stava conducendo le danze con un buon margine, avviato verso una vittoria in solitaria come quella di Donington, quando ha rallentato bruscamente, ritirandosi subito dopo, per una vite piantata nella gomma posteriore. Una bella sfortuna, non c’è che dire, ma sono cose che vanno prese con filosofia: Andrea non aveva ancora avuto nessun inconveniente, durante questa stagione, e pagare pegno così prima o poi deve capitare. Il suo margine in classifica si è drasticamente ridotto, ma la prima posizione è comunque salva, ed è questo quello che conta.