Motomondiale
GP Brno, 250: Pioggia e caos
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Gara come minimo strana, quella della 250. Un risultato figlio di qualche caduta, di condizioni meteo incerte e di un regolamento quantomeno discutibile, che conferisce ai piloti della MotoGP la discrezione di fermare la gara a piacimento ma non concede tale privilegio ai piloti delle classi minori. Inutile dire che tale sperequazione non è né giustificata né accettabile, ma al momento attuale il regolamento non si discute. Portoè stato il più veloce ma anche il più scaltro (per non dire ipocrita) nel rendersi conto della situazione quando De Angelis, al momento in testa, ha alzato la mano quando la pioggia ha reso pericolosa una sezione del tracciato. L’argentino, che pure aveva alzato la mano anche lui, è passato sul traguardo con la testa nel cupolino, prendendosi un vantaggio pesante poi ininfluente sul risultato della gara, ma sicuramente molto significativo in termini psicologici. Vantaggio rapidamente annullato, è vero, ma che comunque avrebbe dovuto insegnare qualcosa ai suoi avversari. Non ha invece fatto tesoro dell’esperienza Pedrosa, che ha scoperto le carte a pochi giri dalla fine per trovarsi spiazzato da uno scroscio di pioggia che lo ha costretto a calare il ritmo e a tentare la carta del braccio alzato. I rivali, ovviamente, non hanno assolutamente voluto saperne, e hanno sfruttato la cronica debolezza dello spagnolo sul fondo viscido andando a precederlo, nell’ordine, sul traguardo. Alla fine, da tutta questa confusione, quello che più ci ha rimesso è stato De Angelis, leader della gara al momento del tentativo di interruzione e costretto poi ad inseguire Porto. Inseguimento terminato purtroppo nelle vie di fuga quando ha ricominciato a piovigginare. Quando si cade è sempre colpa del pilota, ma in questo caso è davvero difficile gettare la croce addosso al sammarinese, anche visto quanto successo a Nieto, Bataille e Baldolini, scivolati su olio non segnalato dai commissari di gara con successiva decisione del primo di improvvisarsi commissario sventolando una bandiera giallorossa. Fosse successo nella MotoGP le polemiche si sarebbero smorzate solo dopo diversi giorni, per non dire settimane. Ma a pensarci bene, per diversi motivi, in MotoGP tutto questo non sarebbe mai successo… |
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| desmomado Italy Ferrara | del 22 agosto 2004 I miei più vivi complimenti a Uncini per la bella considerazione avuta per il parere dei piloti in caso di pioggia: è più attendibile l'elicottero o i box che i piloti per valutare lo stato della pista; sempre che non siano della motogp a norma di regolamento. E' vero che il regolamento è chiaro e quindi tutto è corretto, ma far pasare da pirla De Angelis a scapito del furbacchione di Porto è il massimo. Bravo continua così per la tutela dei piloti!!! A CASA!!!!!!!!!! Rispondi |
| roadracer Italy Bergamo | del 22 agosto 2004 "...Nieto, Bataille e Baldolini, scivolati su olio non segnalato dai commissari di gara..." argomentare e circostanziare,please. tutti abbiamo visto Nieto affannarsi alla ricerca di una bandiera giallo rossa. nessuno ha visto moto rotte che potrebbero aver perso olio,ne commissari indaffarati a spargere filler. tanto e vero che al giro successivo non c'era piu' ne Nieto,ne tantomeno alcunche' di scivoloso.se magari i giornalisti riportassero i fatti provati,invece di lanciarsi in voli pindarici tanto affrettati quanto errati. vediamo se ci sai dire da che moto e' venuto l'olio tanto millantato. magari con un fortunoso lampo di genio ci si sarebbe potuti ricordare che per quasi tutta la gara e' piovuto ad intermittenza in parti diverse del circuito... Rispondi |
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