Motomondiale
Texas Tornado, della Honda e del chattering...
In un'interessante intervista rilasciata a Dean Adams per Superbike Planet, Colin Edwards affronta alcuni argomenti "caldi" del Motomondiale 2004, come il chattering che affligge in particolare la sua Honda e quella di Max Biaggi. In particolare Colin si lamenta dell'impossibilità di variare in modo radicale le quote ciclistiche della Honda RCV211, cosa ritenuta invece molto importante a seguito dell'introduzione quest'anno da parte della Michelin di pneumatici di maggiore sezione, che con una diversa impronta a terra richiederebbero - secondo il parere di Texas Tornado - variazioni più significative del fare scorrere di qualche millimetro gli steli della forcella. Il risultato sarebbe un aumento del chattering ed una tendenza ad allargare la traiettoria, accentuata dallo stile di guida di Edwards molto caricato sull'anteriore, che unitamente al suo peso non proprio da fantino gli renderebbe l'avantreno più propenso ad allargare rispetto - ad esempio - al compagno di squadra Sete Gibernau, che adotta una posizione di guida molto più arretrata. Proprio la grande quantità di regolazioni invece era stata ritenuta fino ad ora (o meglio fino all'arrivo di Valentino Rossi...) la causa della difficoltà di messa a punto della Yamaha M1, che rispetto alla Honda vanta la possibilità di variare le quote ciclistiche anche in maniera molto importante. Affrontando l'argomento moto, le parole di Edwards sono piuttosto esplicite: "Alla prima gara io e Sete avevamo lo stesso materiale, poi Valentino ha vinto la gara ed alla Honda un sacco di cose sono cambiate. Quello che posso dire è che io ho esattamente lo stesso materiale della prima gara, stesso motore e stesso telaio". Le discussioni su chi dei piloti Honda abbia il materiale migliore (esclusi ovviamente i due piloti del Team HRC Hayden e Barros) sono iniziate praticamente con il primo GP della stagione, e dopo l'inattesa immediata competitività messa in luce da Valentino Rossi sono spesso sfociate in aperte discussioni, specialmente da parte del nostro Max Biaggi che in molte occasioni si è ritrovato ad essere il pilota migliore in sella ad una moto della Casa di Tokyo e nonostante questo non sembra godere certo di particolari attenzioni per quello che riguarda i nuovi componenti ed il supporto tecnico. Certo è che le vittorie di Rossi hanno sconvolto parecchio la vita agli uomini Honda... |
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| gasolio1 Italy Naples | del 13 agosto 2004 Quando Valentino ha cambiato casacca, non ha pensato presuntuosamente: "vado alla yamaha e siccome vinco anche con il monopattino a freni tirarti, vinco il mondiale con quello che passa il convento." Invece: si è premurato (umilmente) di avere con se PERSONE e non macchine invincibili.Ed ha vinto. Ha dato al mondiale un assetto impensabile prima del suo inizio. Le macchine invincibili, invece, che rimangono comunque le più ambìte,non fanno sfracelli come si credeva.Ed i piloti che ci sono sopra, non sono certo dei pivelli.Ma qualcuno, non era certo che le macchine invincibili e senza problemi, avrebbero fatto vincere anche gli sconosciuti? Affermazioni, oltre che imprudenti e molto presuntuose,pericolose e a doppio taglio.Dette poi da uomini di vertice di una casa del genere...Ecco la parola giusta: uomini. Sono ancora gli uomini che comandano le macchine e non viceversa, nonostante qualcuno si ostini a non volerlo capire.E siccome non lo capisce, continua a fare lo stesso errore:la macchina non si tocca e i pezzi migliori vanno ai peggiori, tanto l'uomo non conta. Va bene così....infatti l'uomo continua a vincere. Beninteso, che a me basta che vinca un italiano,meglio se Capirossi,ma per me, basandosi sulle dichiarazioni dei vertici honda, la cosa più importante in questo campionato è che certe dichiarazioni si sputtanino ogni volta di più.Se chi parlava con simili toni cercava anche di farsi clienti, ebbene li ha persi.La differenza sarà SEMPRE data dal coraggio e dal manico, mai dalla macchina.Quel giorno, se mai verrà,smetterò di correre e veder correre.Ciao a tutti. Rispondi |
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