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Offroad - Supermotard

Triveneto Supermotard, 5. prova: spettacolo per pochi

28 luglio 2004
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La giornata si è aperta secondo i migliori auspici: centodieci piloti pronti ad entrare in pista, una leggera coltre di nubi che avrebbe tenuto lontano il sole cocente degli scorsi giorni, un lieve abbassamento della temperatura che avrebbe permesso una migliore vivibilità generale per tutti: pubblico, piloti e personale addetto alla pista. In effetti le condizioni meteorologiche erano quelle auspicate per avere una maggiore affluenza di pubblico perché di certo non era un tempo che invogliasse una gita al mare o in montagna, invece i biglietti venduti sono stati poco più di 400, un record negativo per il Campionato Triveneto di Supermotard, da sempre abituato a contare le persone a bordo pista utilizzando cifre a tre zeri.

Il tracciato si è dimostrato veloce e tecnico, l’asfalto garantiva un grip elevato e quindi nelle curve veloci si sono viste pieghe degne del contemporaneo GP di Donington mentre nelle curve più lente si sono visti ingressi in derapata molto accentuata. Lo sterrato era caratterizzato da un ingresso perpendicolare al rettilineo asfaltato, la prima curva era molto spettacolare in quanto si arrampicava sulla sponda naturale offerta dalle pareti della ex cava sul cui fondo è stata costruita la pista, seguivano due salti e una esse che riportava sull’asfalto poco prima di un tornante a destra.

Usciti dal tornante, breve semirettilineo e stretta variante creata con le gomme allo scopo di rallentare i piloti prima di un lungo curvone da quarta che termina con una curva a gomito larghissima, uscire bene da quella curva con traiettoria esterna poteva significare sorpassare interni nella curva successiva, poi altro semirettilineo verso una curva lenta che immette sul rettilineo di partenza, curvone da quarta, cinquanta metri di rettilineo ed ecco di nuovo l’ingresso allo sterrato.

Se il nuovo tracciato ha superato bene la prova di una gara di supermotard del livello del Triveneto, altrettanto non si può dire dell’impianto che nel suo complesso risulta ancora poco accogliente sia per il pubblico che per i piloti. Portando una gara del suo campionato, l’EASTeam ha voluto dare un forte segnale alla proprietà, facendogli toccare con mano cosa significa ospitare una gara di supermotard, e che quindi può valutare se in prospettiva è conveniente adeguare l’impianto alle esigenze di questa specialità motociclistica, sia in termini di sicurezza, sia in termini di infrastrutture, dentro e fuori la pista.

Le gare sono state caratterizzate da due momenti singolari che hanno creato dei ritardi nello svolgimento delle stesse. Dopo prove libere e cronometrate svoltesi regolarmente, la prima gara della giornata (quella del Monomarca Honda) è stata colpita dalla protesta dei piloti che si rifiutavano di prendere il via a causa del fatto che durante la pausa pranzo lo sterrato era stato bagnato. L’operazione era stata resa indispensabile a causa della grande quantità di polvere che si alzava al passaggio delle moto, pregiudicando la visibilità.

Il Direttore di Gara, Lucio Urbano, decideva quindi di far percorrere tre giri ai piloti, in maniera tale da fargli prendere confidenza con le nuove condizioni. Paradossalmente, i piloti hanno protestato in gara uno, quando la bagnatura era stata uniforme e non aveva creato poi nessun problema di aderenza, in gara due invece, dove un problema all’ugello aspersore dell’autobotte aveva fatto cadere troppa acqua proprio all’ingresso dello sterrato, i problemi di eccessivo scivolamento erano stati effettivi e nei primi giri diversi piloti sono incorsi in scivolate che hanno condizionato la gara.

L’altro momento particolare c’è stato durante gara due della Superpromo A quando, durante i primissimi giri, il circuito veniva colpito dalla pioggia residua di un vicino temporale, in pochi secondi la traiettoria gommata si trasformava in una trappola scivolosissima tanto da provocare una serie di cadute quasi contemporanee, la maggior parte delle quali all’ingresso del rettilineo di partenza, che fortunatamente non hanno comportato gravi infortuni ai piloti (i danni peggiori una contusione a una spalla e una contusione distorsiva a un ginocchio), il tempo di rendersi conto della situazione e il Direttore di Gara esponeva la bandiera rossa interrompendo la corsa.

Nei venti minuti di pausa dati ai piloti per riorganizzarsi e montare eventualmente gomme rain tornava il sole e la Superpromo B partiva con la pista asciutta, di nuovo poi la Superpromo A (a cui è stata fatta scalare la partenza) e poi la chiusura con la Top Class, con condizioni ottimali, tanto che è stato fatto il tempo migliore della giornata: Alan Pahor 1’02”026.

TOP CLASS: Gara 1

Al via Stefano Poloniato parte dalla pole, conquistata relegando il secondo, Diego De Negri, sette decimi più indietro, seguono in prima fila Ales Hlad e Alan Pahor. Poloniato parte bene e mantiene la prima posizione, dietro di lui sfilano Pahor e De Negri mentre Hlad cade all’ingresso dello sterrato e non riesce a rialzare da terra la moto, rimasta in traiettoria, che finisce diverse volte sotto le ruote delle moto degli altri piloti. Problemi per De Negri all’uscita dello sterrato che viene sopravanzato da Medizza. Alla variante stretta Matteo Piva, nel tentativo di riportarsi subito sotto ai primi arriva lungo e centra le gomme, volo impressionante ma senza conseguenze, tant’è che il pilota torna subito in sella e comincia una gara di recupero. Il secondo giro si chiude con Poloniato in testa, seguito a ruota da Pahor, poco più indietro c’è Medizza seguito da De Negri, poi Carnelos, Orecchioni e Zanatta. Quest’ultimo riesce a recuperare diverse posizioni assieme alla wild card Robert Oprandi, con cui ingaggerà un duello serrato fino al traguardo. Ancora problemi per Piva, probabilmente innervosito, vittima di un’altra caduta. Mentre Poloniato e Pahor proseguono di conserva, ma sempre velocissimi, verso le rispettive vittorie di categoria, dietro di loro la gara è animata dal duello tra Alberto Carnelos e Paolo Errante, mentre Cristiano Medizza, in evidente crisi di gomme, riesce a resistere al ritorno di De Negri. Da segnalare la caduta di Roberto Sottocornola, dovuta ad un contatto con Ales Hlad nel tratto sterrato. Vittoria di Stefano Poloniato e di Alan Pahor che rosicchiano punti ai leader in classifica.

Assoluta

1° Stefano Poloniato (5) 12 giri in 12’43”544 – 2° Alan Pahor (32) a 1”002 – 3° Cristiano Medizza (199) a 7”103

Sport

1° Stefano Poloniato (5) 12 giri in 12’43”544 – 2° Cristiano Medizza (199) a 7”103 – 3° Diego De Negri (26) a 16”622

Prestige

1° Alan Pahor (32) 12 giri in 12’44”546 – 2° Ivo Zanatta (65) a 17”725 – 3° Tommaso Orecchioni a 28”003

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