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Superbike

Supersport: perché i piloti italiani non vanno?

13 luglio 2004 Federico Porrozzi
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Avrebbe dovuto essere la stagione della svolta in Supersport. Dopo anni di Casoli-dipendenza, che tra l’altro ci hanno regalato solo titoli da vice-campioni ed alcune pessime figure fuori dalle piste, si pensava che la scuola italiana della 600 SS potesse tornare in auge con parecchi volti nuovi.

Quest’anno, invece, il campionato del mondo Supersport ci sta regalando solo delusioni, con un’eccezione che conferma la regola.

Le speranze azzurre per il titolo iridato erano riposte in maggioranza su Alessio Corradi. Il parmense, ex campione europeo della categoria, aveva quest’anno l’età giusta (28 primavere), con tre stagioni di esperienza iridata alle spalle e la Honda ufficiale del Team Italia Megabike, per poter puntare ad un risultato di prestigio.

Il pilota di Langhirano, invece, ha fallito l’obiettivo: come il primo ed il secondo anno di mondiale, anche nel 2004 sta continuando a navigare tra la settima e la decima posizione, senza riuscire a stabilirsi costantemente nella top five (Misano l’unica eccezione) che per la Supersport vuol dire puntare al podio assoluto. A Valencia avrebbe potuto centrare uno dei tre gradini del podio ma la moto non l’ha assistito ed a Monza è stato buttato in terra da Foret mentre si trovava nelle prime posizioni.

La stagione di Alessio, però, non si può giudicare solo con questi episodi sfortunati: ha avuto anche molte occasioni per chiudere le gare davanti ma le partenze fiacche alle quali ci ha abituati, con i primi giri da dimenticare corsi spesso in “esima” posizione, pregiudicavano le seconde parti di gara che è riuscito sempre ad affrontare con il passo dei primi.

Un altro pilota azzurro che sta correndo al di sotto delle aspettative è Vittorio Iannuzzo. Preferito a Michel Fabrizio sulla terza Suzuki 600 del Team Alstare Corona anche alla luce delle ottime prove fatte vedere lo scorso anno in sella alla Superbike, in Supersport il campano non riesce a fare la differenza. Rallentato anche dalla nuova Suzuki che ancora non si sta rivelando performante come le avversarie, Vittorio non riesce però a tenere la scia neanche dei suoi compagni di squadra Fujiwara e Chambon.

Questo dimostra quanto la Supersport sia impegnativa e selettiva rispetto alla Superbike. Gianluca Nannelli ne è l’esempio più lampante: in difficoltà lo scorso anno con la 600, salito in sella alla Ducati del Team Pedercini riesce a correre oggi delle belle gare nella classe regina. A questo punto, speriamo che Iannuzzo trovi per il prossimo anno una buona guida in Superbike, con la quale ha già dimostrato di poter esprimere tutto il suo valore.

Altro pilota da ricostruire è Stefano Cruciani. Il marchigiano, rimasto in sella alla Kawasaki del Team Bertocchi nonostante le pessime figure rimediate lo scorso anno, ci mette molto del suo per provare a chiudere ogni tappa tra i primi dieci. La moto non vale di certo la top ten ma il 24enne Cruciani guida sempre al limite, senza mollare mai e con un’aggressività agonistica difficile da ritrovare in altri piloti della Supersport.

Nella terza prova di campionato italiano corsa a Vallelunga due settimane fa si è visto tutto il limite della “verdona” di Stefano, che su una pista in passato spesso sorridente al marchigiano si è visto rifilare oltre 25 secondi dal vincitore Alessandro Antonello, in gara con una Kawasaki del Berry Racing Team e poco meno dall’altra “Kawa” del secondo arrivato, Cristiano Migliorati. Quando le piste e le condizioni atmosferiche glielo permettono, Cruciani riesce quasi sempre a farsi vedere davanti: a Misano con pista bagnata, in occasione della terza prova mondiale ha centrato la prima fila tra lo stupore generale. Il problema è che, al primo giro di gara, la smania da risultato “ a tutti i costi” l’ha fatto finire a gambe all’aria (quest’anno è capitato molto spesso), privandolo di un possibile piazzamento di prestigio.

Discorso a parte per Walter Tortoroglio. Il piemontese, sceso dalla Honda VTR del Team White Endurance per tornare in Supersport con la Suzuki del Team Celani-Suzuki Italia, non aveva di certo ambizioni da podio anche se qualcosa di più potevamo aspettarcelo. Il team romano è alla sua prima stagione nella 600 e la sua Suzuki GSX-R 600 è ancora in via di sviluppo ma con l’esperienza che Walter possiede di moto a quattro tempi chiudere molto spesso in fondo al gruppo non è il massimo ne per lui, ne per la squadra guidata da Daniele Celani. Con un mago come Peppo Russo al box, il potenziale della biancoblu GSX-R 600 dovrebbe essere sfruttato al meglio ma ogni tanto Tortoroglio sembra non avere la convinzione necessaria per portare a casa quei pochi punti iridati che però farebbero un gran bene ad una delle compagini esordienti del mondiale Supersport.
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Alessio_Piana
Italy
Chiari
del 13 luglio 2004

A Monza è stato buttato fuori da Parkes...
Rispondi

airone74
Italy
Pesaro
del 13 luglio 2004

Federico Porrozzi.....
non mi sembra di aver mai sentito questo nome nel campionato SS si vede che non deve essere un gran manico.... o forse è uno dei tanti sportivi che io definisco pantofolati, che criticano gli altri standosene seduti sulla poltrona.
meditare gente..... meditare.....

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savethesuperbike
Italy
Pontassieve
del 13 luglio 2004

Analisi giusta...ma un pò troppo buonista! Corradi: mi dite quando mai è andato forte? Ha sempre avuto moto ufficiali o quasi, risulati 0. Non vinciamo in SS? Logico, Muggeridge lo pagano per correre, gli italiani corrono perchè pagano... o no? Sacchetti prende 4 secondi al giro in tutte le piste, ma che esperienza è? Forse non era pronto per il Mondiale... Cruciani prende 25 secondi da Antonello? Vi viene il sospetto che Antonello vada più forte? Se non ricordo male, è partito anche in prima fila nel Mondiale SBK a Monza! Ricambio, ci vuole ricambio!!! PS: parlare male di Casoli è il massimo, mi dite quali brutte figure avrebbe fatto fuori dalle piste? Magari alludete a Imola 01, volevo vedere se un pilota che non c'entrava nulla (muggeeridge) avessse tirato giù valentino nella gara decisiva per il Mondiale, lo avrebbero fucilato sul posto!

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staccatore2
Italy
San Zeno
del 14 luglio 2004

Bella analisi, ma forse andrebbe appofondita un pò di più dato i temi affrontati abbastanza forti. Anche io ho dei sei dubbi su Corradi, dato sempre per vincente e poi sempre ad arrancare. Nell'inverno ho seguito proprio su questo sito le vicende di Fabrizio che ora mi sembra si stia mettondo in mostra addirittura nella GP, ma non è che lui non pagava e quindi non lo hanno fatto correre in SS? Stessa cosa con Scassa relegato alla STK?

Lamps
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Hantar5
Italy
Milan
del 14 luglio 2004

Secondo me la verità sta nel mezzo e cioè : un po i nostri non sono dei "mostri" un po è che non hanno certo moto ufficiali. Se notate nessun Italiano (proprio dai tempi di Casoli) dispone di una moto ufficiale. E' chiaro che, in una categoria difficile (forse la più difficile), come la SS, non avere una moto ufficiale vuol dire tanto.
Non a caso nelle ultime gare sta venendo fuori Lanzi che è sicuramente un buon pilota, ma ha anche una ottima Ducati ufficiale.
Corradi? Lo seguo da sette anni e gli ho visto fare tutti i gradini che lo hanno portato ad essere, comunque, uno dei primi dieci del Mondiale SS. Certo è che (a parte il podio di Valencia del 2003) non si è mai messo in mostra....forse la moto (velocissima si, ma la ciclistica?), forse lui e la sua maturità, forse (anzi : certamente) una buona dose di sfiga....boh....di fatto non si può dire che sia un pilota vincente.
Cruciani? Come Corradi, ma sicuramente ancor meno vincente.
Gli altri : Baiocco, Sacchetti ecc....giovani alle prime sperienze, con moto private.
Ne potremo riparlare tra qualche anno.
La speranza che i giovani della SST (Vizziello, Alfonsi, Scassa e Polita) possano passare alla SS.
Secondo me questi 4 ci daranno, in futuro, più soddisfazioni di quante non ne abbiamo ora in SS.
Ai poster l'ardua scemenza.......
Ciao
Rispondi

savethesuperbike
Italy
Montelupo Fiorentino
del 14 luglio 2004

DATE UNA MOTO UFFICIALE A CO-NANN E POI SE NE RIPARLA!!!!


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worn
Italy
Vittorio Veneto
del 14 luglio 2004

Io sono d'accordo con l'articolo!!!! gli italiani in supersport stanno raccogliendo solo brutte figure(non tutti).
IANNUZZO è un ottimo pilota lo ha gia dimostrato in superstock e in superbike ma forse non ha uno stile adatto alla serratissima bagarre della SS, io lo vedrei bene se tornasse in SBK!!
CORRADI è un buon pilota, non da titolo sicuramente, ma non tutti i piloti diventano campioni del mondo ci sono anche quelli che stanno nel mezzo e lui è uno di quelli!!
BAIOCCO è un grande talento ma forse è stato mandato troppo presto nella mischia, tutti dopo i test invernali si aspettavano molto da lui e forse ha patito un po la pressione ma...diamogli un altro po di tempo!
SACCHETTI anche lui forse è entrato troppo presto ma sinceramente non vedo dove siano i suoi meriti per stare dov è!! a me non piace e basta!!
TORTOROGLIO E BUSSEI son bravi piloti con una bella carriera alle spalle ma dovrebbero cercare di rimanere almeno per 2 stagioni di fila nella stessa categoria con lo stesso team e con la stessa moto non possono continuare a cambiare ,così è difficile per chiunque ottenere risultati!!
CRUCIANI so che molti di voi lo apprezzano e non saranno d'accordo con me ma a mio parere NON VA!!! arriva chiunque con la sua stessa moto e lo mette dietro....i casi sono 2: o il team Bertocchi allestisce moto di merda o lui NON VA..e a me la prima non sembra proprio!!
LANZI beh questo è un grande ha sviluppato molto bene la moto ha guidato senza fare troppi errori e ha ottenuto ottimi risultati, tutto questo alla stagione d' esordio..veramente bravo il migliore degli italiani!!!!!!!
ma il fatto che gli italiani deludano non deve stupire piu di tanto è normale......ogni anno ci sono 6000 italiani iscritti ,gente nuova ogni anno, nelle altre nazioni i talenti debuttano col contagoccie ma non falliscono ,noi troppo spesso ci illudiamo di avere 6000 fenomeni da poter far correre e vincere ma in realta non sono altro che semplici piloti con alle spalle molte aspettative e poche possibilità di esaudirle!!!

TEXAS TORNADO
Rispondi

omadre
Italy
Milan
del 14 luglio 2004

secondo me i piloti italiani in ss e sbk non vincono come i colleghi australiani o inglesi per il fatto che in italia i giovani talenti li "imbarcano" nel motomondiale, quindi a correre nelle altre classi rimangono quelli che si possono definire (senza offesa per nessuno) di "seconda scelta". Fabrizio ne è l'esempio: lui era uno di quelli destinati al mondiale, quando ha corso in STK ha fatto faville.
il problema quindi non è tanto che i piloti italiani sono scarsi, bensì che quelli più forti vengono mandati in gp (dove, tra l'altro, i guadagni e gli sponsor sono maggiori) e a dover correre in SBK/SS/STK tutti gli altri.
Rispondi

etmex
Italy
Bovolenta
del 15 luglio 2004

Gli italiani non vanno! Ah ha ha ha. Non so chi sia l'autore delle bestemmie, chiamarlo giornalista è eccessivo,. Dopo avere letto l'articolo e dopo avere letto le risposte dei vari appassionati, mi sento chiamato in causa e quindi ho la necessità di dare un modestissimo parere.
Vero che quest'anno gli italiani in SS non stanno facendo risultati, vero che ogni anno vi sono nomi nuovi e piloti nuovi che tentano la scalata, ma purtroppo i team italiani che portano questi ragazzi al mondiale non sono all'altezza. La risposta all'articolo dell'appassionato che dice: i piloti italiani devono pagare per correre, mentre gli stranieri no, sta nella nostra cultura del motociclismo italiano, è uno scandalo. Queste giovani leve devono pagare per correre, agghiacciante. Caro ragazzo, io non so se hai mai corso in moto o se vorrai e semmai ci riuscirai: avendolo provato sulla mia pelle ti garantisco che andare forte in moto in Italia non basta. Sono pienamente convinto che il livello agonistico del motociclismo italiano è di assoluto rilievo e in un campionato di qualsiasi categoria, i primi 5 potrebbero tranquillamente partecipare a gare del mondiale e ben figurare. Gli importatori nel nostro paese sono realtà morte!E tu hai voglia di vincere e fare record.Alla fine ti cercano per portare soldi e basta. Negli altri paesi con un livello basso (ama, australia, inghilterra, idm) i primi sono pagati per correre e lo fanno di professione. Da noi va avanti non chi è più bravo ma chi ha più soldi.
In conclusione: è vero che l'unico pilota che quest'anno ha fatto vedere discrete cose è Lanzi, ma Lanzi è sulla Ducati ufficiale. I vari Corradi, Sacchetti, Cruciani ecc.non mi risulta. Prima di confrontarli con gli altri piloti del mondiale che non sono assolutamente dei fenomeni, visto che l'unico fenomeno è Rossi, analizzerei meglio le casistiche. Il mondo delle moto bisogna viverlo da dentro e da fuori.Voi che vi permettete di scrivere queste cose lo vedete solo da fuori. Vi invito a fare analisi più precise.
Corradi non va forte? Ma se lo scorso anno ha perso per colpe altrui, la moto si è rotta due volte. Cose che possono succedere, ma non mi sembra abbia mai corso come ufficiale, altrimenti sarebbe stato in Belgarda. Quest'anno non ha fatto test pur passando sulla Honda. E Honda e Yamaha sono completamente diverse e avendole provate entrambe vi garantisco che con Honda ci vuole molto più tempo per arrivare a una messa a punto buono rispetto alla R6 e le gare non si vincono solo con una velocità di punta sbandierata su tutti i giornali, in scia a 9 piloti(la seconda a Silverstone apparteneva a Ellison che ha la Honda del team Israele che non va neanche a spingerla). Le gare si vincono con motore ma soprattutto un buon set up, cosa che a Corradi manca.Fare il set up il venerdì non è così producente. Su di una moto derivata dalla serie i test invernali permettono di prendere confidenza con la moto e fare un set up generale che su ogni pista non si fa altro che variare leggermente, perchè le moto di serie non sono le MotoGp alle quali si possono apportare un sacco di modifiche. E' ovvio che senza test, si arriva ottavo ed è già tanto. Lanzi continua a provare,Ten Kate pure e il Megabike? Prova a Magione con West perchè ha sospeso il suo pilota di punta.Secondo voi in queste condizioni si può vincere? Perchè affossiamo sempre i piloti e non i team?Logico i piloti sono carne da macello, come i gladiatori, i team devono fare i soldi, anche se adesso non ce ne sono. Fosse per me farebbero tutti la fame, il livello è pietoso!Non si chiedono soldi ai piloti, sono i team che devono trovare fondi e non il contrario. In Italia funziona così, tranne che per pochi.
I veri talenti sono a casa nostra non all'estero e la forza sta negli importatori di ogni stato.
Rispondi

staccatore2
Italy
San Zeno
del 16 luglio 2004

Corradi è stato buttato fuori dal Team Italia, qualcusa sa perchè? Mancanza di prestazioni o incomprensioni?
Rispondi

massidoga
Italy
Rome
del 16 luglio 2004

Caro Federico ma hai mai corso in moto,nelle gare???????
Il nostro Casoli a Imola all'ultima gara del campionato mondiale è sbatuto fuori pista da giapponese con la suzuhi alla prima curca.Tu pensi che al suo posto stavi fermo e avresti detto cose che capitano??????????Con la carica che hai nelle gare ,che sei carico a mille ,non ragioni e io al suo posto facevo un casino spaccavo tutto.
Comunque gli italiani non vanno perchè (secondo me) non hanno una moto adeguata ,alcuni, ed altri sono li perchè pagano per correre e tanti soldi ,altro che sponsor!
Rispondi

gsx600
Italy
Nola
del 20 luglio 2004

caro porrozzi e' facile giuducare. capisco che tu devi scrivere perche' qualche notizia bisogna pur scriverla ma prima di far cio' magari prova ad informarti realmente di come stanno le cose per ogni singolo pilota poi ne trarrai i risultati.
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