Turismo - Tour e viaggi organizzati
Commento: Motoraduni nei parchi, quali rischi per l’ambiente?
La sostenibilità è un concetto che si è fatto strada da quando l’uomo ha cominciato a confrontarsi con l’impatto negativo generato dalle sue attività sulle risorse naturali (ecosistemi, acqua, suolo) sempre più limitate per le sue crescenti esigenze. Anche il turismo ha un impatto ambientale ed è ormai chiaro che è sostenibile solo quando tiene conto del fatto che le risorse naturali su cui poggia non sono illimitate. Il fenomeno turistico emergente dei moto raduni presenta potenziali elementi di rischio ambientale che dovrebbero essere presi in seria considerazione da chi si accinge ad organizzarli. Quando le mete prescelte sono localizzate nei parchi naturali i rischi si moltiplicano, entrando in gioco molti fattori ecologici decisamente sensibili a tanti fenomeni di disturbo generati dagli uomini e dai loro mezzi di trasporto. Da qualche tempo le aree protette piccole e grandi sono predilette per gli incontri motociclistici e le strade realizzate per facilitare il lavoro di pastori, boscaioli e forestali sono sempre più frequentate con le due ruote. Questi percorsi, meravigliosi sotto molti punti di vista, non dovrebbero essere trafficati (se non per esigenze di lavoro e servizio), soprattutto in certi periodi dell’anno come è accaduto di recente in Abruzzo nella Riserva regionale del Monte Genzana dove si è tenuto un raduno di moto. Purtroppo queste informazioni non sono note come dovrebbero e, al momento della progettazione di un moto raduno si pensa, al massimo, a chiedere un’autorizzazione al sindaco o all’assessore di turno, il quale è solitamente accondiscendente e difficilmente si pone certi interrogativi sulle probabili conseguenze ambientali. Per questo motivo, quando ci si accinge a progettare un moto raduno (e la raccomandazione vale anche per un’ affollata gita tra amici su due ruote) è opportuno contattare per primo il responsabile scientifico del Parco o della Riserva naturale (che è di solito il direttore o un ufficiale del Corpo Forestale che opera presso la sede dell’ente di gestione). Da questo si potrà preventivamente ottenere un parere e prendere eventuali accordi su date, percorsi ed aree di raduno che siano compatibili con le esigenze di tutela dell’area; solo dopo ci si potrà rivolgere ai politici ed amministratori. |
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