Pioggia a scrosci, intervallata con periodi di pioggerella fine e ogni tanto dall'arrivo di banchi di nuvole che si abbassavano sulla pista, qualche momento di pausa delle precipitazioni atmosferiche veniva poi praticamente sempre seguito dall'arrivo di un violento acquazzone...così per tutta la giornata, dall'inizio alla fine della quarta prova del Campionato Triveneto Oxtar supermotard che si è tenuta sul Colle del Nevegal (Belluno) la scorsa domenica 20 giugno.
Viste le premesse, si potrebbe pensare ad una gara sfalsata, magari con la chiusura dello sterrato, senza pubblico, con i piloti contrariati, con gravi ritardi nella tempistica delle gare, con una generale sensazione di sofferenza per tutti. Invece niente di tutto questo, anzi, praticamente il contrario.
Le gare si sono svolte tutte regolarmente, lo sterrato è rimasto praticabile per tutta la gara, ad un certo punto sono stati contati un migliaio di spettatori presenti contemporaneamente (nell'arco della giornata ovviamente sono stati di più), la maggior parte dei piloti si è divertita più che in altre occasioni, la tempistica è stata rispettata praticamente in pieno (solo il continuo apri/chiudi per consentire il passaggio del traffico locale ha portato un leggero ritardo sulla chiusura della manifestazione), era poi talmente tanto l'entusiasmo (per piloti, pubblico, organizzatori e personale in pista,) che pioggia e fango sono stati vissuti più come un diversivo che come la maledizione che sarebbe potuta essere e sembrare.
Ovviamente per far sì che tutto andasse bene c'è voluta una grande prova organizzativa dell'EASTeam Supermotard, una ottima direzione di gara, l'abnegazione di tutto il personale di pista, il forte spirito d'adattamento dei piloti (e tutto il loro indispensabile entusiasmo), l'ammirabile coordinamento di tutte le persone coinvolte nella gestione della manifestazione (polizia municipale di Belluno, polizia di stato, carabinieri, protezione civile, associazione nazionale alpini ed ovviamente i ragazzi e le ragazze dell'EASTeam Supermotard).
Tutto questo potrebbe essere tradotto in una sola frase: è stata la magia del Nevegal. Una pista fantastica che la pioggia non è riuscita a rovinare, semmai l'ha cambiata, costringendo i piloti a tirare fuori il massimo, sia in termini di tecnica di guida che di grinta, e quindi creando i presupposti per gare molto belle, in qualche caso un po' surreali, certamente valide e vere, nel pieno senso della parola.
Inciso doveroso: la gara del Nevegal, probabilmente quella che rappresenta meglio la filosofia del Campionato Triveneto, non sarebbe mai esistita senza i ragazzi del team Altachiara, i bellunesi che nel 2003 hanno chiesto ed ottenuto che l'EASTeam facesse tappa sul Colle e che sono a tutti gli effetti i co-organizzatori della manifestazione.
Dal punto di vista tecnico la gara è stata difficilissima per tutti, con le condizioni della pista che cambiavano continuamente, con una visibilità che talvolta diventava pessima, con il fango che ricopriva interamente i piloti. Quando pioveva a dirotto l'asfalto si lavava e tornava ad avere un certo grip, al contempo però le traiettorie battute dello sterrato si dissolvevano; quando non pioveva l'asfalto si sporcava di nuovo ma tornava a formarsi un minimo di rotaia sullo sterrato; quando pioveva le nuvole si alzavano, smetteva di piovere e scendevano compromettendo parecchio (ma mai criticamente) la visibilità; in ogni caso dopo pochi giri la maggior parte dei piloti rinunciava a tenere gli occhiali perchè troppo sporchi.
Scelta obbligata: gomma rain davanti e dietro; c'era comunque gente con slick non intagliate (almeno uno l'abbiamo visto), gomme stradali, uno aveva montato una gomma da enduro stradale, per tutti però la storia era la stessa: sliding continuo. Abbiamo visto intraversate degne di una pista asciutta, piloti che piroettavano nel fango e cadevano due volte di seguito in tre metri, spalancate di gas che sparavano acqua e fango a metri di distanza, con retrotreni che si mettevano completamente di traverso in accelerazione saltando sulle buche, piloti che si fermavano sul dente del salto della pista da sci e poi scivolavano tornando giù con tutta la moto (o con la moto che gli veniva dietro), nello stesso tempo il contesto delle gare andava avanti, con i suoi duelli, la competizione, i sorpassi, la lotta per la classifica.
A livello di cronaca delle gare possiamo scrivere poco ed in un certo senso è meglio così, per certi versi infatti i veri protagonisti sono stati i piloti meno dotati tecnicamente, quelli che fai prima a trovare scorrendo le classifiche a partire dal fondo. Certo, non si può non citare la grande prova di Matteo Piva, il ritorno di Ales Hlad, ma decisamente questa è una gara che come simbolo pensiamo possa avere Alessandro Zammatteo, pilota del team Altachiara, che ha corso con dietro una slick consumata e non intagliata, ha girato mezzo minuto al giro più piano rispetto ai primi della classe, che quando scendeva per la discesa dello sterrato lo vedevamo pronunciare continuamente delle parole; a fine gara l'abbiamo avvicinato e gli abbiamo chiesto cosa dicesse e ci ha risposto "dicevo: ce la faccio, ce la faccio, ce la faccio...". Meglio dei protagonisti di Joe Bar!