Superbike
SS: le pagelline di Silverstone
FORET, voto 9: Non si è fatto intimidire dalla coppia gialla Ten Kate. Il francesino ex-campione del mondo, abbandonata la Kawasaki, è tornato protagonista della Supersport grazie ad una moto competitiva, preparata dal Team Yamaha Italia. Forse, le battute d’arresto di Misano (scivolata sul bagnato) e Monza (squalifica) non gli permetteranno di lottare per il titolo iridato ma certamente gli appassionati della 600 hanno ritrovato un campione di razza. Mastino. MUGGERIDGE, voto 9: L’ex cascatore “ufficiale” della Supersport è cresciuto, non c’è dubbio. Il vecchio Karl avrebbe tentato il tutto per tutto pur di vincere questa gara contro uno dei rivali di sempre. Il Karl rinnovato è più freddo e calcolatore e pensa che questo sia l’anno buono per portarsi a casa quella corona che sta inseguendo ormai da troppe stagioni. “Accontentarsi” della seconda piazza a Silverstone è di certo la migliore cosa che ha fatto vedere in questa prima parte di 2004…Maturo. PARKES, voto 8: Ecco la copia del “primo” Karl Muggeridge: Broc cade spesso ma quando riesce a rimanere in piedi è capace di correre delle gran belle gare. Quella di Silverstone lo è stata. L’australiano ha divertito e si è divertito a dare spettacolo con il compagno di squadra e con Fabien Foret. Vorremmo vederlo sempre così. Talento. VD GOORBERGH, voto 6: Se lui è il pilota indicato a dare la scossa al campionato, attaccando Muggeridge fino all’ultima gara, forse è meglio che ci rassegniamo. L’olandese ex-Motomondiale ha chiuso al … posto una gara opaca, corsa mai da protagonista. Non è riuscito a tenere il ritmo del suo compagno di squadra, dei due Ten Kate e addirittura del nostro Lanzi. Forse è proprio il glaciale Jurgen a subire la pressione da risultato. Sottotono. RIBA, voto 8,5: Bentornato, Pere. Lo spagnolo, abbandonato troppo in fretta dal circus della Supersport, è tornato protagonista con una Kawasaki privata, in sella alla quale corre il campionato britannico. Forse aveva più stimoli degli altri o forse Silverstone era una pista che si addiceva alle caratteristiche dell’iberico…Resta il fatto che Riba ha dimostrato di ancora di avere un bel manico in prova (terzo tempo), essere concreto in gara (settimo posto, a pochi secondi dai primi) e di saper far volare la verde Kawasaki, snobbata da tutti i top team del mondiale. Manico. LANZI, voto 9,5: Non merita il 10 solo perché non è riuscito a centrare il podio. Per il resto, Lorenzo ha stupito davvero tutti: guida di traverso come gli australiani, non ha timori reverenziali nei confronti di nessuno e non gli importa se la moto “sbacchetta” troppo. Lui, a Silverstone, il gas non l’ha mai chiuso. Forse il romagnolo ha capito come si guida una Supersport, al contrario di altri italiani… La Supersport azzurra ha bisogno di volti nuovi e Lanzi, in sella alla Ducati, potrebbe fare al caso degli appassionati di casa nostra. Forza. CORRADI, voto 4,5: Alessio ha la Honda ufficiale più veloce del lotto eppure non riesce a sfruttare il pieno il potenziale che si ritrova tra le mani. Un altro nono posto, per il pilota italiano al quale erano affidate le speranze iridate, è davvero troppo poco. Passato alla CBR, il parmense ha sempre i soliti problemi: parte male per ritrovarsi a centro gruppo all’uscita della prima curva. Quando inizia a girare con i tempi dei primi (accade spesso), ormai loro sono troppo lontani. Delusione. CRUCIANI, voto 6,5: Lui ci mette l’anima per arrivare a punti con una Kawasaki da ultimi posti. Spesso, quando ci prova, finisce in terra perché guida sempre al limite. Quando riesce a rimanere in piedi, ci si mette qualche noia tecnica o la benzina (vedi Silverstone), che finisce a quattro curve dalla fine. Non è una stagione fortunata per il marchigiano. Il futuro? O arriva una Kawasaki “buona”…Braveheart. BAIOCCO, voto 5,5: A Silverstone abbiamo rivisto un po’ di quel Baiocco notato durante i winter test di Valencia. Non che abbia ritrovato in pieno lo smalto “mentale” di dicembre ma il campione europeo in carica della Supersport sembra di nuovo sulla strada giusta. Tornato aggressivo in gara, il marchigiano dice di voler correre una seconda parte di stagione all’attacco. Se riuscisse a centrare la zona punti ad ogni gara, come primo anno tra i “mostri sacri” della 600, sarebbe già un bell’andare. Ritorno. |
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| Hantar5 Italy Milan | del 22 giugno 2004 Ma qual'è il "male oscuro" di Corradi? O forse, molto semplicemente, si è rotto il feeling tra lui ed il suo Team? Boh....speriamo che si riprenda in fretta. Magari basterebbe una gara da podio per cambiare tutto, ma arriverà mai? Rispondi |
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