Motomondiale
Capirossi su Kato: Honda, vergognati.
Immediata la smentita di Carlo Fiorani, che ha puntualizzato come andando al di là dei suoi doveri (in Giappone il diritto sportivo prevale su quello penale, dunque la magistratura non avrebbe titolo per aprire un'inchiesta) Honda abbia commissionato uno studio ad una terza parte, l'università di Tokyo, che ha completamente assolto la casa costruttrice da qualunque responsabilità sull'accaduto. E' ovviamente molto facile pensare male riguardo alla difesa della casa dell'ala dorata: le collaborazioni con l'università di Tokyo ci sono e ci sono sempre state, e sarebbe stato comunque facile per la Honda far avere una moto "rimaneggiata" alle persone incaricate di effettuare tale studio. Il tutto senza nemmeno andare a considerare la cultura giapponese, che in un caso del genere segue logiche abbastanza incomprensibili (per non dire a volte ingiustificabili) per noi occidentali. Va comunque detto che, nella fretta di accusare Honda, in molti hanno tralasciato quel disco freno letteralmente esploso (con il resto del cerchio anteriore pressoché intatto) che potrebbe essere causa plausibile dell'incidente, e che comunque, viste le condizioni del rottame, anche con tutta la buona volontà del mondo determinare la dinamica della caduta potrebbe non essere stato possibile. Ma soprattutto l'impressione è che, sull'onda dell'impatto emotivo, in molti abbiano dimenticato il punto focale della questione. Le rotture, su una moto da corsa, sono cosa perfettamente normale. Si tratta di prototipi spremuti al massimo, dove l'affidabilità viene sicuramente messa in secondo piano rispetto alle prestazioni. La definizione di moto da corsa perfetta è quella di una moto che offre il massimo delle sue prestazioni e cade a pezzi appena tagliato il traguardo. Inevitabile che nel processo di progettazione e costruzione, ci si prendano dei rischi. Succede spesso che un pilota cada per una rottura meccanica e nessuno ne fa un dramma. Eddie Lawson volò fuori pista senza pastiglie del freno, e a nessuno passò per la testa di crocifiggere il meccanico per l'errore commesso; in questo caso, la differenza è stata la morte di Kato. Morte che ha addolorato profondamente tutti, soprattutto chi aveva avuto modo di apprezzarne il carattere umile e spontaneo, ma le cui responsabilità, alla fine dei conti, sono chiarissime. La morte di Kato è stata causata da un muro. Da un muro pericoloso, da una pista anacronistica sulla quale tutti, prima della tragedia, hanno accettato di correre. Se la Honda è colpevole, è colpevole di aver imposto il proprio circuito. Ma per favore, non diamo - se ci sono - colpe a un tecnico il cui errore ha causato la morte di un pilota per pura sfortuna. O dobbiamo punire tutti i tecnici il cui pilota cade per colpa, che so, di un grippaggio? |
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| desmomado Italy Parma | del 16 gennaio 2004 Sono d'accordo con Capirex. Che le GP o le moto da competizione in genere siano "prototipi" è un fatto normale e quindi evidente si possano verificare rotture impreviste anche perchè i materiali sono portati "al limite". Il punto è che la Honda HA ESCLUSO un proprio errore ed anzi lo ha imputato ad altri e guarda caso a chi non può difendersi. Ma se non sbaglio c'è una persona preposta a che queste vergogne a carico di piloti non accadano, e mi sembra si chiami Franco Uncini. Il suo silenzio è ASSORDANTE! Rispondi |
| frengo Italy Brescia | del 16 gennaio 2004 Concordo, il punto non è che le moto non si debbano guastare. Il punto è che x rispetto verso tutti si dovrebbero avere LE PALLE x ammettere un eventuale errore (x il quale nessuno ti crocifiggerebbe). Insabbiare, in questi casi, serve solo a dare di sè un'immagine estremamente negativa (del tipo: "Io sono al di sopra di tutti voi e sono infallibile"). Rispondi |
| dave11 Italy Rome | del 16 gennaio 2004 L'accusa di Capirossi è quella di avere insabbiato, non di avere avuto una rottura meccanica, e non è legittima? Perchè la telemetria sulla valvola a farfalla non è stata presa in considerazione? Eppure avrebbe eliminato ogni dubbio sulla questione acceleratore bloccato! Rispondi |
| meo Italy Genoa | del 16 gennaio 2004 L'affermazione per cui il gas sarebbe rimasto aperto si confuterebbe facilmente, come dice dave11, col riscontro telemetrico. Mi pare anzi che Gresini a caldo avesse parlato proprio dei dati di telemetria per escludere tale ipotesi. Però non so se poi i dati siano stati resi davvero pubblici. Forse sarebbe il caso, per levare almeno questo dubbio (senza bisogno di ricostruire la dinamica per intero e credo senza svelare particolari segreti industriali). Credo anche che la Honda non abbia comunque avuto un comportamento cristallino o convincente nel gestire l'inchiesta. Le risposte per me non sono state soddisfacenti, nè nel modo, nè nella sostanza. Il che lascia spazio anche alle illazioni. Ma probabilmente alla Honda questa ricaduta negativa sull'immagine non importa o non è considerata: differente mentalità, forse, da quella occidentale... Ciao a tutti Rispondi |
| vermeulen Italy Reggio Di Calabria | del 16 gennaio 2004 Il fatto che capirossi abbia alzato questo polverone di critiche non fa cambiare niente,lui non c'è più,la honda si ripara da ogni accusa e noi tutti discutiamo inutilmente,forse sarò un po critico,ma del resto io di questa vicenda nn ho capito veramente cosa sia successo,anche se honda dice:errore umano..... Penso inoltre che se è stato un problema della moto a far accadere tutto ciò,dobbiamo dare anche e soprattutto la colpa alla pista,e di questi muretti.... Rispondi |
| worn Italy Vittorio Veneto | del 16 gennaio 2004 E se anche fosse? mettiamo il caso che sia davvero tutta colpa della moto è normale che una moto da gran premio si possa rompere. L' Aprilia di Edwards nei test invernali a Jerez aveva accusato lo stesso problema (il gas era rimasto spalancato in fondo al rettilineo)e il pilota non si era fatto niente solo perchè la pista aveva le giuste vie di fuga. Se Kato è morto è solo colpa della pista di Suzuka e dei suoi muretti la Honda non c'entra!! TEXAS TORNADO 2 Rispondi |
| pomponeforever Italy Naples | del 16 gennaio 2004 Purtroppo questo è il lato più brutto di questo meraviglioso mondo...è inutile discutere sia la rottura meccanica, sia l'errore umano.L'unica cosa da discutere è un muretto che ti accompagna verso una staccata. Rispondi |
| kurta Italy Modena | del 17 gennaio 2004 in forma molto più piccola ma è successo anche ad un mio amico, cercherò di essere breve. Fireblade 2000, nuova, l'aveva appena presa, 3° giorno che ce l'aveva decide di andare in un locale con degli amici in moto, la moto ripeto era appena uscita dal concessionario, arriva ad uno stop, inizia a frenare, passa dalla 3° alla 2° marcia, cambiare marcia si sa che normalmente si impiega meno di un secondo, al rilascio della frizione si è trovato il motore a pieno regime, la moto ha iniziato a spingere con tutta la sua potenza, davanti a se aveva lo stop, non ha fatto in tempo a fare nulla, la moto in piena accelerazione ha attraversato lo stop, ha preso un marciapiede ed è finita dentro la casa adiacente alla strada, ripeto, dentro la casa, ha attraversato il muro... Dal maggio del 2000 che è successo ha mollato le stampelle lo scorso novembre. I tecnici Honda quando hanno visto la moto hanno detto che non è possibile fare una perizia al mezzo. Ok, regalati 22milioni di lire alla Honda. Fortunato lui che non ci ha rimesso la vita, anche se ha detto che preferiva morire piuttosto che passare quello che ha passato e ragazzi... io l'ho conosciuto in ospedale, non lo auguro a nessuno!!!!! Io sono Hondista, apprezzo vivamente i mezzi che Honda offre, però penso che mamma Honda sia troppo grande e capace di nascondere qualsiasi cosa. Io la penso così Rispondi |
| gasolio1 Italy Milan | del 17 gennaio 2004 Licciardello ha detto tutto. Non si può morire in pista per un muro.Inutile giustificare la tragedia con altre cause. Se si deve a tutti i costi capire come è morto Kato, prendiamocela solo ed escusivamente con Suzuka.E assieme a lei, tutte le piste pericolose. Piuttosto, non trovate che passata la bufera, gli stessi piloti sottovalutino il problema sicurezza? Io ho questa impressione. Quanto alla Honda,se fosse vero che la verità è stata nascosta, altro che vergognarsi.....Su questo preferisco tacere,anche se uno dell'ambiente come Loris, non parla di certo a vanvera, ragion per cui, qualcosa di più di noi poveri cristi, saprà. Se fosse vero che la verità è una rottura meccanica o un guasto elettronico, la miglior cosa che la honda poteva fare, era dirlo.Ma ve la immaginate una casa come quella, che dice:"scusate tanto, ma un pilota è morto per un guasto della nostra moto.cercheremo di fare in modo che non succeda più". MAI E POI MAI,specialmente una casa giapponese, con il pensiero al mercato, ammetterebbe una cosa simile! E siccome i piloti lo sanno, farebbero bene a pensare di più, in prima persona alla propria buccia. Rispondi |
| frengo21 Italy Rome | del 18 gennaio 2004 Sinceramente penso che la Honda abbia ormai in mano non solo la Dorna ma anche tutto il campionato..e deve essere stata un enorme perdita per lei non correre più a Suzuka... Penso inoltre che la Honda abbia voluto nascondere tutti i retroscena dell'incidente (vedi telemetria,dichiarazioni ritirate di Ukawa, ecc..) e soprattutto il fatto che sia stata delegata a terzi l'indagine sull'incidente NON SERVE A UN BEL NIENTE!! Andate su GPOne.com e leggete gli errori che hanno commesso...anzi si dice che il motore sia passato prima da loro per un "ritocco" e poi esaminato...Certamente per un industria che produce 8 milioni di pezzi l'immagine è mooolto importante, sicuramente più della vita di Kato .. Capirex sicuramente non parla a vanvera e sia Gresini sia Fiorani possono dire quello che vogliono e tantomeno farci vedere quello pare a loro (cosa costerebbe far vedere una telemetria falsata?)...tanto sono solo dei piccoli soldati in mezzo all'esercito per parlare con i termini di Edwards (vedere Moto Sprint)...Per me non sono solo degli stronzi.... Speriamo che Vale li annienti una volta per tutte!!! Rispondi |
| zomas Italy Vigone | del 19 gennaio 2004 Licciardello, non hai capito bene di cosa sta parlando Capirossi : qua si vuol fare chiarezza su come mai Kato e' andato a sbattere a 190 all'ora contro un muro. E' chiaro che e il muro non ci fosse stato Kato sarebbe ancora vivo, ma il problema e' capire la dinamica dell'incidente. E in seguito all'indagine non si e' arrivati al reale perche' . Punto e basta. Arrivare a dare la colpa al muro e' fantascienza, non scherziamo. Il freno a disco rotto non significa nulla : poteva benissimo essersi rotto dopo l'impatto. Quello che non si capisce affatto e' come mai la sua moto sia impazzita e si sia fiondata contro un muro.E la Honda non ha permesso un'indagine seria, complimenti. Questa e' la realta e basta. zomas Rispondi |
| ducageno Italy Milan | del 19 gennaio 2004 L'hanno detto subito dati telemetrici alla mano che dove gli altri iniziavano la staccata la moto di Kato aveva subito una accelerazione di 10 km/h e che la corsa delle forcelle era aumentata. Se si fosse rotto il disco davanti sarebbe volato letteralmente, oppure sarebbe scivolato a mo' di graziella sul bagnato con in manubrio completamente piegato. Ha ragione Capirex. In secondo luogo, che sputt...mento sarebbe stato per la Honda far sapere che la causa del guasto sarebbe proprio derivata dall'elettronica che coltiva con tanta cura e e della quale cercano l'invidia di tutti? Ciao! Rispondi |
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