Moto d'epoca
Breve storia della MV Agusta
Fra i vari progetti presi in considerazione dal Conte Domenico Agusta dopo il 1943, con l'obiettivo di diversificare le attivita' post-belliche in attesa di una ripresa del settore aeronautico, ci fu la progettazione di un motore da 98cc, presto abbandonato, e quando nel 1945 fu deciso di creare una societa' separata dedicata alla costruzione di motoleggere la produzione fu iniziata a Verghera, da cui il nome MV, Meccanica Verghera. All'inizio la risposta del pubblico al nuovo marchio fu tiepida, e per contribuire alla diffusione del marchio il Conte Domenico Agusta decise di far partecipare le proprie moto alle competizioni motociclistiche, mossa che contribui' in modo notevole alla notorieta' del marchio. A seguito di questa politica commerciale e della convinzione che il lavoro svolto nelle competizioni si sarebbe potuto riflettere positivamente sulla produzione di serie, fra il 1943 ed il 1950 furono progettati almeno 15 motori diversi.
Con la messa in produzione della 125 Bialbero infatti inizio' l'ascesa ai tanti
titoli mondiali di velocita', ma la MV non trascuro' neppure le gare di
distanza e di regolarita'. Fra quest'ultime ci fu anche la 'Sei Giorni', gara
esistente ancora oggi, in cui la MV vinse sette medaglie d'oro con modelli di stretta
derivazione di serie. La struttura commerciale della MV fu costruita gradualmente, ma gia' nel 1950 poteva contare su piu' di 250 persone in Italia e su punti vendita in Francia, Svizzera, Olanda, Austria, Argentina e Brasile, mentre in Spagna veniva costruita localmente su licenza della casa madre. L'impegno internazionale non era rivolto solamente alla parte commerciale, ma anche a quella agonistica, cosi' che nel 1950 la MV conquisto' un totale di 110 vittorie fra gare nazionali ed internazionali. L'anno successivo la MV ottenne un totale di 128 vittorie, fra cui l'estremamente impegnativa (per gli uomini e per le moto) Milano-Taranto; da quell'anno al 1970, con l'aiuto dei migliori piloti italiani e stranieri e sotto la guida ispirata del conte Domenico e dei suoi fratelli, la MV ottenne un totale di 2895 vittorie, fra cui 63 Campionati del Mondo. Il conte Domenico Agusta, anticipando la domanda del pubblico di macchine di forte immagine sportiva, sviluppo' il motore da 175cc a quattro tempi, da cui fu derivato il modello 'Turismo' ed il piu' conosciuto 'Disco Volante', che conquisto' diverse vittorie nelle gare di velocita'. Lo stesso motore fu addirittura utilizzato per la produzione del Motocarro 175, segnando cosi' l'ingresso della casa nel settore del trasporto leggero. Fra il 1954 ed il 1956 fu sviluppato, oltre al motore da 50 cc a due tempi, un modello con un bicilindrico a quattro tempi da 250 cc per impiego agonistico, che conquisto' un gran numero di vittorie con Carlo Ubbiali. Nel frattempo le idee del conte Domenico si spostavano dalle moto, concentrandosi sulla progettazione dell'Autocarro e dell'Autofurgone, spinti da un motore di 1100 cc bicilindrico a ciclo Diesel, in risposta alla crescente domanda di motorizzazione di massa a basso costo. Nello stesso periodo fu sviluppato il Modello Raid, 250 monocilindrica a quattro tempi, oltre ad altri prototipi per moto da 250 e 300 cc. Continuo' anche lo sviluppo del motore da 175 cc a 4 tempi, mentre sul versante delle competizioni la MV vinse il Campionato del Mondo delle classi 250 e 500, sempre sotto la diretta guida del conte Domenico che seguiva personalmente la maggior parte delle gare sulle varie piste.
Fra il 1957 ed il 1960 la MV sviluppo' una serie di interessantissimi motori: una
125 da competizione bicilindrica; un sei cilindri da 500 cc sempre destinato
alle gare; una motoleggera da 83 cc a quattro tempi; il Motocarro Centauro 125,
capace di trasportare fino a 350 kg e nuovi modelli di motoleggere da 125 e 150 cc
con motore a quattro marce chiamati modello 161. In quegli anni crebbero i titoli mondiali conquistati dalla MV in tutte le categorie, 125cc, 250cc, 350cc e 500cc. Dal 1960 al 1970 la MV Agusta, sempre sotto la guida del conte Domenico le cui attivita' si dividevano pero' fra il settore aeronautico ed il settore motociclistico, limito' il suo impegno agonistico inizialmente alla sola classe 500, ed in seguito alle classi 350 e 500, continuando a mietere una incredibile serie di successi sia in Italia che all'estero. Continuo' anche lo sviluppo di moto stradali: nacque il Chicco, uno scooter a due tempi; il Motocarro, con un motore motociclistico da 235 cc ed una capacita' da 5 a 7 posti; una motoleggera da 100 cc a quattro tempi; il Liberty, altra motoleggera a quattro tempi, oltre ad un motore per uso industriale da 310 cc ed altri esperimenti nel campo agricolo. Il 1966 fu un anno di svolta dal punto di vista della produzione di serie: venne messo in commercio un modello da 600cc a quattro cilindri e cinque marce, capace di una velocita' massima di 185 km/h, anche se l'estetica decisamente turistica non ne fece certo un successo commerciale. L'anno successivo furono portate avanti nuove soluzioni nel campo del design, e venne progettata la nuova 250 bicilindrica, macchina di prestigio e di successo che precedette le note versioni da 350cc chiamate Turismo e Sport, capaci di velocita' fino a 165 km/h. Intanto sulle piste di tutto il mondo le MV 350 e 500 dominavano letteralmente. Nel 1966 la vecchia 500 a quattro cilindri, giudicata troppo lenta e pesante, fu sostituita da una versione da 420 cc a tre cilindri, costruita sulla base della versione da 350 cc. Nel 1970 arrivo' finalmente alla produzione, anche se forse oramai troppo tardi, la splendida 750 Sport, costruita sulla base del modello da 600cc ma con una veste estetica decisamente coinvolgente e capace di oltre 200 km/h. Il 2 Febbraio 1971 mori' il conte Domenico Agusta, ed il fratello Corrado interruppe le attivita' agonistiche della casa nel 1975, concentrandosi sul settore aeronautico. Due anni dopo la MV Agusta interruppe la produzione per rinascere con l'acquisizione del marchio da parte del Gruppo Cagiva e la progettazione da parte di Massimo Tamburini della splendida F4. |
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Il Conte Domenico Agusta divenne presidente e direttore generale della societa'
alla morte della madre Giuseppina, e vi rimase fino al 1971.
