Moto d'epoca
La più controversa corsa motociclistica: il Tourist Trophy
Foto copyright liz@courtie.com - Isle of Man ![]() Foto copyright liz@courtie.com - Isle of Man Il Tourist Trophy, meglio conosciuto come T.T., è la più antica corsa per motociclette ancora viva; ora come ora non è molto conosciuta, ma fino a trenta anni fa era una delle gare più importanti del campionato del mondo. Memorabili sono i duelli tra Duke e Amm, tra Agostini e Hailwood, tra Hislop e Fogarty, tra Dunlop e Moode... Il TT però è anche una delle corse più anormali esistenti: infatti si svolge su strada, e non su un circuito come la quasi totalità delle gare odierne. Proprio per il fatto che si svolge su strada questa corsa oltre a renderla molto suggestiva la rende però anche molto pericolosa. Ma per ora lasciamo stare la cronaca e passiamo alla storia di quest'incredibile corsa, che si svolge sull'Isola di Man ogni anno e che dura un paio di settimane tra Lap of Hounor e corsa vera e propria. ![]() Foto copyright liz@courtie.com - Isle of Man Il T.T. ebbe inizio nel lontano 1907, quando un gruppo d'inglesi amanti delle corse motociclistiche decise di creare una corsa per moto su strada; poiché in Inghilterra le corse su strada erano vietate si decise di svolgere questa competizione sull'isola di Man, un isolotto tra Irlanda e Inghilterra dove tali corse non erano vietate. Inizialmente si corse su un circuito di 15 miglia di forma triangolare con ai tre vertici i centri abitati di ST. Johns, Peel e Kirkmicheal, poi nel 1911 la corsa si trasferì sul Montain Course e dal 1920, anno dell'ultima modifica, il tracciato è rimasto tale con tutti i suoi muretti, i suoi pali elettrici e le sue zone con filo spinato fino ad oggi. All'inizio vi potevano partecipare moto ad una e a più cilindri, che correvano in due classi distinte, ma nel 1909 le due categorie furono unificate per poi essere divise in base alla cilindrata. Le due nuove classi erano la junior, che correva sulla distanza di 150 miglia (241 km) e la senior, che correva sulla distanza di 187 miglia (300km). Già dalla seconda edizione tra i partecipanti vi è un italiano, Ernesto Gnesa, che corre con una Rex Acme bicilindrica, che però durante la gara lo abbandonò. Gli italiani si ripresentarono poi nel 1913 con Ernesto Vailati su Rudge 500 e Giovanni Ravelli su Premier 500, anche questi poco fortunati nell'affrontare il "terribile" Montain. Nel 1924 e 1925 è la volta di Achille Varzi che nel 1926 è affiancato da Luigi Arcangeli, Mario e Pietro Ghersi, Miro Maffies ed Erminio Visoli che rappresentano rispettivamente Guzzi, Garelli, Bianchi e Sunbeam nelle classi 250, 350 e 500 cc. ![]() Foto copyright liz@courtie.com - Isle of Man La partecipazione italiana al T.T. è in continuo aumento, ma bisogna attendere il 1935 per vedere l'Italia trionfante nel Tourist Trophy, seppur con una macchina. Infatti l'edizione del 1935 della classi 250 e 500 cc. venne monopolizzata dalla Guzzi che con Stanley Woods sbaragliò tutti gli avversari, e interrompendo la serie di vittorie di macchine inglesi che durava fin dalla prima edizione. Nel 1937 arrivò l'agognata vittoria di un pilota italiano, Omobono Tenni, che in una giornata magica, nonostante una caduta e la sostituzione della candela nel finale di gara, vinse grazie ad una mirabile vittoria battendo i "maghi" del T.T., Wood, Smith, Kluge, Tomas. Per la prima volta il T.T. non era vinta da un pilota inglese, una giornata da ricordare! Con l'instaurazione del campionato mondiale velocità il TT diventa una della classiche del circus mondiale, e consacrò campioni quali Duke, Amm, Hailwood, Agostini, Read, Hacking, Redman, Ubbiali, Taveri, Carruthers, Sandford. Tra questi Hailwood fu capace di un'impresa: a 38 anni suonati ritornò in sella ad una moto, una Ducati 750 per essere precisi, e con questa vinse la categoria f1, ripetendosi l'anno dopo in sella a una Suzuki 500 Gp nella classe senior; i giornali inglesi titolarono l'evento "Il più grande ritorno nella storia dell'umanità dopo quello di Gesù Cristo". Ma già nel 1978 il T.T. aveva perso la sua importanza a livello mondiale, poiché nel 1977 i top rider del mondiale avevano disertato questa corsa a causa della sua pericolosità ritenuta eccessiva, tanto da spingere la federazione a spostare la tappa inglese del mondiale velocità nel circuito di Silverstone prima e Donington park poi. Ma il T.T. continua ad andare avanti, ci regala duelli memorabili come quello tra Hislop e Fogarty nel 1992 o quello tra Dunlop e Yefferson quest'anno, e vede le case sempre più impegnate (la Honda per Dunlop faceva arrivare i motori ufficiali), perchè oltre alla Honda i stanno impegnando in questa corsa pure Yamaha e Suzuki. Il T.T. però ormai è una corsa a se, che fino alla fine degli anni '80 ebbe validità per il campionato mondiale di f1, una specie di campionato superbike. Il T.T., nonostante sia criticato da tutti i "buon pensanti", nonostante per molti sia definito solo una vetrina tirata su per accaparrare soldi, continua a resistere e nonostante non vi partecipi più alcun top rider la gara va avanti sempre sullo stesso Montain Course forse perchè nonostante venga da tutti criticata, nessuno sa immaginare il mondo delle moto senza il T.T., perchè volente o nolente questa corsa è la storia delle moto e trovarsi in quel luogo dove si sono scritte interi capitoli della storia delle due ruote deve dare una tale scarica di adrenalina che chiunque ama le due ruote si rende conto che levare questa corsa sarebbe una cosa assurda: il T.T. in fondo è un po' la mecca dei motociclisti. |
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| R-one United States Dallas | del 24 settembre 2001 Un po lacunosa questa breve storia del TT, anche perchè si dedica poco spazio al più grande di tutti i piloti e cioè Dunlop che è stato capace di vincere questa corsa ben 28 volte e l'ultima a 48 anni! Rispondi |
| agacci Italy Roma | del 17 aprile 2002 Finalmente qualcuno si ricorda di questa corsa & del mitico JOEY !!!!!!!!!! Rispondi |
| Jailbreak74 Italy Crema | del 14 maggio 2002 TT a parte (è un'altro mondo anche se purtroppo non ho mai avuto il pacere di vederlo dal vivo) non tutti sanno che anche in Italia esistono le corse su strada, naturalmente mi riferisco al campionato italiano in salita (trofeo della montagna moto moderne). Se non le avete mai viste vi consiglio di andarci, ne vedrete delle belle!!!!!!!!!! (se volete il calendario scrivetemi pure). Laps Jailbreak47 Rispondi |
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