Anche
per la Goo!faster c’è stato il primo giorno di scuola
Debutto della scuola di
guida sportiva Goo!Faster: il tracciato di Magione è stato il banco
di prova per trentacinque piloti, tra ragazzi e ragazze, che si sono alternati
tra le lezioni teoriche e quelle pratiche in pista. I risultati? Sorprendenti.
E mica lo diciamo per farci pubblicità. Sentite cosa è successo...
Ecco il gruppone.
La VTF100F e la CBR900RR (più una VFR) sono state messe a disposizione
dalla Honda Italia.
Ringraziamo inoltre:
la Spidi
per l'abbigliamento tecnico (tute, stivali, guanti)
la FM
Helmets per i caschi
la C.M.J.
per i giubbotti di pelle
il ricamificio F.lli
Ferrara per l'abbigliamento Goo!Faster
Il corso è stato
organizzato con la collaborazione delle mitiche (GRAZIE)
Forse
non si capiva. O forse sì. Noi eravamo emozionatissimi. Più
o meno quanto voi allievi. Alcuni di voi. Mica tutti. Per la Goo!faster
quella di mercoledì 2 aprile, è stata la prima giornata di
scuola, e tutto doveva (doveva) filare liscio come l’olio. Beh,
parlare di olio quando si deve andare in pista non è il paragone
più adatto, ma insomma ci siamo capiti.
Per i goo!faster’s
boyz (noi) non era una novità vestire la tuta degli istruttori,
visto che abbiamo tutti una buona esperienza del settore, ma stavolta era
diversa: si trattava del debutto della nostra scuola. Non so se
mi spiego. E un po’ d'emozione certo che c’era.
~
La nostra
prima preoccupazione è stata quella di stabilire un dialogo immediato
tra istruttori e allievi. Istruttori e allievi: brutte parole! Infatti
volevamo che ci si trovasse tra amici, che insomma si parlasse di moto
e di tutto il resto in modo naturale e semplice, senza cattedre né
banchi.
Questo obiettivo
pensiamo di averlo raggiunto: grazieaddìo fare i professori non
è nel nostro spirito. Anche perché abbiamo più o meno
tutti una luminosa carriera di somari alle spalle.
~
Obiettivo
della lezione teorica: far capire che per guidare bene la moto occorre
concentrazione, pazienza e voglia di imparare. E, non ultima, una buona
dose di umiltà. Alcune cose, ascoltate o fatte per la prima volta
(una per tutte: le traiettorie giuste) possono sembrare strane e poco utili,
mentre in realtà sono importantissime.
Cercare di trasmettere
i concetti base della guida sportiva è una cosa essenziale, e non
proprio scontata quando si ha a che fare con motociclisti più o
meno scatenati e dotati di una buona esperienza. Per assurdo, ma non tanto
se si ragiona un po’, le difficoltà più grosse, ma poi demolite
a suon di pieghe, le abbiamo incontrate proprio con i più esperti.
Restano da dire due cose notevoli.
~
Una:
dal punto di vista dell’apprendimento, della pazienza e della “disciplina”
(altra brutta parola, ma in questo caso nulla ha a che vedere con quella
che ci fa venire in mente i collegi austriaci), spiacenti cari maschietti,
le ragazze sono state ben più brave. Questo in generale, ovvio.
Non chiedetemi perché, non sono mica Alberoni, ma loro sono state
più attente. Brave, insomma, per farla breve, nel senso più
ampio del termine.
~
Due:
i miglioramenti che abbiamo visto tra i piloti tra i primi turni della
mattina e gli ultimi del pomeriggio, sono stati sorprendenti. È
stato davvero incredibile vedere le timide traiettorie delle prime ore
trasformarsi in linee tese e decise sul finire della giornata.
Ci sono stati due
momenti chiave: uno quando i ragazzi hanno iniziato a comprendere le traiettorie
(cosa che sembra facile ma non lo è perché è anti
istintiva) e l'altro quando abbiamo spiegato che la moto non si guida solo
col manubrio ma, soprattutto con le gambe e la pressione dei piedi
sulle pedane.
Come si fa?
Beh, questo piccolo segreto lasciatecelo per i prossimi corsi... Vi aspettiamo! |
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Gruppo di Andrea: maschi già stati in pista
Gruppo di Fausto: scatenati dall’Abruzzo
Gruppo di Fabrizio: maschi esordienti
Gruppo di Edis: femmine ai primi passi
Gruppo di Aldo: femmine esperte e già state in pista
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