Motomondiale
Prototipo M1 2003: che cosa cerca la Yamaha?
Questo prototipo però aveva qualcosa forse ancora più interessante. Come si nota dalla foto qui a fianco, il telaio deltabox è stato completamente ridisegnato, ed il trave principale che unisce il cannotto di sterzo al fulcro del forcellone è stato decisamente abbassato. Sembra che ad Iwata stiano facendo studi approfonditi sulle reazioni della ciclistica al variare della rigidità del telaio, perchè probabilmente qualcuno si è reso conto che non è detto che un telaio più rigido porti ad una moto più stabile: i telai della SBK flettono enormemente di più delle GP, ma questo non impedisce il raggiungimento di tempi davvero vicini, probabilmente grazie ad una maggiore guidabilità concessa dai telai derivati dalla serie. Un controsenso? Non proprio. Un telaio rigido garantisce prestazioni teoricamente maggiori, ma non perdona gli errori. E visto che lo stile di guida che sembra premiare continua ad essere quello che utilizza derapate e controsterzi, alla Yamaha devono aver pensato di valutare se una diversa flessibilità del telaio non possa aiutare in questi frangenti. Nelle foto del prototipo vedete infatti alcuni sensori della telemetria, posizionati ai lati del talaio, che sembrano appunto misurare le flessioni del trave principale. Vedremo se questo porterà ad una ventata di novità in un settore in cui l'ultima grande rivoluzione è stata il passaggio dai tubi al monotrave d'alluminio, rivoluzione contestata proprio quest'anno dalla Ducati Desmosedici! Vai alla photo gallery del prototipo Yamaha M1. |
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| mxm Italy Parma | del 26 febbraio 2003 Teoricamente il telaio a tubi della Ducati (ed eventualmente un telaio + "morbido") dovrebbe anche eliminare tutti quei problemi di chattering che si sono evidenziati dopo l'adozione delle gomme da 16 e 1/2. Chissà??? Certo che saranno anche giapponesi ma mi pare che ogni tanto a Iwata diano un pò di matto. Rispondi |
| deltabox Italy Rome | del 26 febbraio 2003 Non capisco...doppio ammortizzatore.....boh...."doppio mono"??? Rispondi |
| Vultus Italy Portogruaro | del 26 febbraio 2003 Per me stanno cercando di inventare l'aqua calda. L'unica cosa intertssante dopo l'iniezione l'aveva inventata la CAGIVA e cioè una espansione dello scarico a volumetria variabile con tanto di mini attuatori. Perchè cavolo si sono ritirati??? Rispondi |
| carlo155 Italy Milan | del 26 febbraio 2003 Poveracci, a me stanno simpatici quelli della yamaha.... e che sono irrimediabilmente sfigati Rispondi |
| Replicante Italy Montesilvano | del 26 febbraio 2003 "...E visto che lo stile di guida che sembra premiare continua ad essere quello che utilizza derapate e controsterzi..." ma chi le dice queste stronzate??? Rispondi |
| poporo Italy Milan | del 27 febbraio 2003 Mi sa molto di sperimentazione E se si sperimenta a metà febbraio vuol dire che si è messi male Rispondi |
| fastfreddie19 Italy Rome | del 27 febbraio 2003 Ma chi le scrive certe scemenze? Quelli non sono sensori della telemetria, sono troppo grossi ed in più sono infulcrati sulla bielletta che governa la progressività della sospensione posteriore. Quindi: sono tipo "ammortizzatori di sterzo" ma pilotati elettronicamente (non penso che servano a trasmettere dati) per variare la risposta degli ammortizzatori posteriori e il loro precarico. Bravo, hai scambiato il primo prototipo funzionante di sospensione "intelligente" del nuovo millennio per una telemetria che favorisce le derapate. Ciao comunque Rispondi |
| mike62 Italy Rome | del 04 marzo 2003 Ma a che serve fare lo scoop se poi non si è capito un cacchio... Com'è, si aumenta la potenza e si fa un telaio più elastico! Ma allora ci vuole Mandrake, non McCoy per guidare il trabiccolo! Altro che derapate e controsterzi...forse sbaglio ma, al contrario, mi sembra un sistema che dovrebbe migliorare la motricità e l'assetto del posteriore e ridurre il chattering; più che sensori di telemetria (e poi a che servirebbero lì per verificare la torsione del telaio!) sembrano elementi ammortizzanti... Rispondi |
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