Offroad
Dakar 2003: presentazione di Hubert Auriol
Due vittorie con le BMW (1981 e 1983) tra le moto, mentre con un Pajero ha vinto la drammatica edizione della Parigi-Le Cap 1992. Ma ora, tradotto dall’inglese all’italiano (con molte difficoltà) da me in persona, ecco la lettera di Hubert Auriol. Nel caso avessi commesso degli errori di traduzione (fatti in buona fede), mi scuso anticipatamente. “Tra alcune settimane, la Dakar celebrerà il suo venticinquesimo anniversario, con il passaggio in terre poco conosciute e in paesaggi spettacolari. Un quarto di secolo di avventura, passione, emozione e d’imprese sportive hanno trasformato la Dakar nel piu’ famoso raid del mondo, con una perfetta sintesi tra il dilettantismo e il professionismo. Con un nuovo tipo di competizione e di avventura, la Dakar ha scritto un nuovo capitolo nella storia degli sport motoristici. Ecco perchè, fieri del passato ed ambiziosi per il futuro, abbiamo concepito e descritto un nuovo itinerario, per destare l'entusiasmo dei partecipanti e dei nostri seguaci. La Telefonica-Dakar che proponiamo a voi probabilmente rimarrà una delle edizioni più emozionanti degli ultimi anni, grazie ad un itinerario unico che va dalla Francia all'Egitto, attraverso la Spagna, la Tunisia e la Libia. La Telefonica Dakar ora prende parte ad una nuova fase della propria storia, dove il progresso tecnologico e logistico deve essere unito con i valori fondanti della competizione: una gara tra l’Europa e l'Africa e un'esperienza umana inimitabile. La Dakar è soprattutto una corsa per i dilettanti, attratti da un sogno, dall'evasione, dal sorpasso dei propri limiti: una vera sfida sportiva lanciata nell’immenso deserto africano. È inoltre una gara in cui i migliori piloti competono per la vittoria, sotto i colori dei piu’ importanti costruttori mondiali. Queste qualità rendono la Dakar una corsa unica. La notorietà si unisce con gli obblighi verso gli equipaggi presenti ed i paesi attraversati, e quindi la sicurezza deve essere sempre maggiore. La responsabilità dell'organizzazione deve prevedere i rischi e le misure adeguate per evitare qualunque genere di problemi. Il rispetto per l'ambiente è fondamentale: nell’abbandonare un bivacco quando si attraversa un luogo o una città, la carovana della Dakar deve lasciare un ambiente intatto e in perfetto ordine. Negli ultimi 25 anni, inoltre, la “Dakar” è stata molto attenta alle vicende accadute in Africa. Per questo il settembre scorso, Amaury Sport Organisation ha firmato una convenzione con SOS Sahel e O.N.G, allo scopo di una collaborazione lavorativa di 25 anni. Da questa associazione è nato "Actions Dakar", il cui l'obiettivo è aiutare l'ambiente e la sicurezza, con uno sviluppo di lunga durata in Africa. I progetti definiti saranno applicati a partire dai primi giorni del 2003. A poche settimane dall'inizio, lo staff della Dakar è guidato da una legittima impazienza. L’impazienza di ripartire con voi per questa nuova avventura, per creare una nuova pagina della storia della Dakar” Hubert Auriol |
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