Motomondiale
GP Mugello, FP2 MotoGP: diluvio universale.
Mentre le prove della mattinataavevano visto un progressivo asciugarsi della pista, al pomeriggio il cielo non ha dato tregua, facendo sì che un po’ tutti i piloti uscissero per mettere a punto un buon assetto da bagnato, nella tutt’altro che remota possibilità che anche domenica Giove Pluvio non conceda la grazia al pubblico del motociclismo. Non c’è di che stupirsi, quindi, della grande prestazione di Vermeulen, uno che con l’asfalto bagnato si esalta e… in questo caso, rifila mezzo secondo a tutti. Per i nostalgici del Motomondiale anni ’80, eccovi il Christian Sarron dell’era del quattro tempi... Dietro di lui un Hayden che non conoscevamo tanto grintoso e veloce qui al Mugello e su fondo bagnato. Bella prova di Stoner, che già l’anno scorso aveva brillato nelle prove (anche allora bagnate) e che, presumibilmente, ha una gran voglia di tornare a vincere e regalare a Ducati quella vittoria al Mugello che finora gli è sfuggita. Anche perché purtroppo, sul micidiale saliscendi toscano con le sue staccate “amiche”, Melandri continua a non trovare la via d’uscita da un tunnel senza luce: un inizio incoraggiante, poi un dritto e… game over. Si può continuare a sperare nell’asfalto asciutto, ma siamo davvero al lumicino. Apre la seconda fila virtuale un Rossi che si becca si otto decimi, ma in condizioni tanto particolari – e alla luce delle prestazioni della mattina, in cui era comunque al livello dei più veloci nei “momenti” meteo in cui girava – si è dimostrato veloce fin da subito, segno che la messa a punto con le Bridgestone è già in stato avanzato. A seguire un ottimo Toseland, che probabilmente in Ducati Superbike al Mugello ci deve aver fatto i solchi, e Lorenzo, che dopo la prudenza della mattinata ha pensato bene di aumentare gli sforzi prendendosi peraltro diversi rischi. Si conferma veloce Dovizioso, che rifila un secondino tondo tondo al primo dei “colleghi” in sella alla Honda privata, De Puniet. Al contrario, delude un po’ Pedrosa, per il quale l’idiosincrasia per i fondi bagnati è cosa nota. Non brillano nemmeno i due protagonisti della mattinata, ovvero Hopkins e Capirossi: il primo è semplicemente “calato”, mentre Loris è stato protagonista di uno scivolone senza conseguenze. Stessa sorte per Okada, ma lo stesso non si può dire per la sua Honda, che nelle vie di fuga ha iniziato a carambolare mettendo la parola “fine” alla giornata di test del nuovo motore a distribuzione pneumatica. Attendiamo domani per riscontri di maggiore affidabilità… I tempi:
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