Superbike
World SBK goes to United States
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La prossima tappa del mondiale Superbike sarà negli Stati Uniti, nazione dalla quale il campionato mancava, dopo l'ultima tappa di Laguna Seca nel 2004. Sul circuito di Miller Motorsport - Salt Lake City, speriamo di condividere con gli americani altre emozionanti gare delle maxi-derivate a quattro tempi. Nelle comunicazioni stampa in loco probabilmente si leggerà "World SBK meets AMA" o viceversa; gli USA in virtù anche dell'importanza del loro mercato, hanno infatti un campionato molto apprezzato dalle case, l'AMA Superbike, di cui potete leggere nell'apposita sezione. la varie categorie dell'AMA vivono però spesso una situazione di relativa autonomia rispetto al mondiale, sebbene i regolamenti ed i mezzi siano del tutto similari, vige ancora qualche incompatibilità fra i due assi (d'altronde il modo di intendere le corse motoristiche degli Yankees non è mai stato allineato a quello europeo, anche sulle quattro ruote). La possibilità che vi sia sfida ad armi pari per quest'anno pare impossibile ma correndosi nel medesimo week-end gare di entrambe le categorie, ci auguriamo per il bene reciproco che vi siano degli interscambi positivi, non sarebbe male vedere piloti americani tornare nel mondiale (basti citare i pluri-vincenti Fred Merkel o Doug Polen degli anni '90), così come non dispiacerebbe leggere il nome di un europeo in vetta alla classifica della Daytona200. Per quanto riguarda l'AMA i principali protagonisti sono attualmente Ben Spies e la Suzuki, il giovane in predicato di sbarcare nella MotoGP (correrà come wild card nelle tue tappe americane del Motomondiale - anche quelle molto attese dagli yankees e concomitanti con l'AMA) già l'anno scorso ha conquistato il titolo e si sta giocando ancora in questo 2008 il successo contro Mathew Mladin, suo compagno di squadra nel team ufficiale. Poco paiono riuscire a fare contro di lui i rivali più o meno giovani che la categoria propone. Al terzo posto in campionato troviamo Neil Hodgson, pilota inglese ex-ufficiale Ducati nel mondiale. L'essere vincenti nel campionato che ha lanciato assi del calibro di Spencer, Lawson, Rainey, Schwantz e da cui sono passati in tempi più recenti Kocinski, Edwards o Hayden è comunque un ottimo biglietto da visita, parecchi negli States si augurano di ri-allacciare rapporti con il mondiale e il giovane texano potrebbe essere un nuovo protagonista in vista dell'anno prossimo. Per il WSBK al contrario, dopo Monza, la sfida pare ancora aperta a molti piloti, sicuramente per le vittorie di ogni singola manche, mentre nella rincorsa al titolo Troy Bayliss ha costruito un discreto margine (circa 80 punti) che però i piloti alle sue spalle cercheranno di erodere, primo fra tutti Haga. Alla fine del mondiale mancano ancora 9 gare ed i punti in palio sono ben 50 a tappa, nulla è scontato nel mondo delle corse. Quelle viste a Monza sono state gare molto combattute per la Superbike ed hanno dimostrato come gli equilibri possano cambiare di volta in volta, sono infatti stati 5 i vincitori diversi nel 2008 (e sicuramente aumenteranno ancora). Ne escono infatti nuovi valori e conferme per un campionato che, dopo queste prime 5 gare, se si esclude il fenomeno Bayliss, vede sei piloti racchiusi in pochi punti che lo seguono a rappresentare 4 case motociclistiche diverse. |
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| lorito13 Italy Marco | del 22 maggio 2008 Tramite Nuvolari ho seguito in passato il Campionato AMA e questi americani oltre ad avere parecchi "manici"( Ben Spies e' a mio avviso un Grande.. .) hanno davvero parecchie piste entusiasmanti e selettive. Peccato che tra le tante, si sia optato per una delle piu' semplici, quella del Miller Motorsport. Oggi le prestazioni delle moto piu' competitive( la cosa vale sia per il mondiale SBK che per la MotoGP)sono davvero molto simili ed avere circuiti che possano davvero mettere in rilievo le qualita' dei piloti migliori potrebbe davvero essere uno stimolo per tutti. In Europa Spa Francorchamps per esempio e' sicuramente una delle piu' selettive( e non si corre. . .), ed in America, ripeto, ne hanno diverse. Caro Omar, temo che, proprio per volonta' di alcuni( vuoi per interessi commerciali, vuoi per tematiche legate alla sicurezza. . .)i bei tempi del Transatlantic Trophy non torneranno mai piu'. Ognuno si tenga i propri campioni! Rispondi |
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