Prendo spunto da un articolo del nostro Edo Licciardello apparso su queste pagine per fare una riflessione e per dare la mia opinione personale su un tema che è fondamentale come la sicurezza di chi va sulle due ruote, sia in strada che in pista. Premetto subito che l’articolo di Edo mi trova perfettamente d’accordo, voglio però solo aggiungere alcune cose che mi auguro possano risultare interessanti o quanto meno meritevoli di qualche commento.
Da sempre sono stato appassionato di moto, ma di fatto solo da un anno circa, cioè da quando collaboro con Motocorse, sono entrato in contatto con il mondo “vero” che ruota attorno alla motocicletta: e quando dico entrato in contatto mi riferisco specialmente ad un contatto “mediatico”, ma che comunque mi ha permesso di conoscere diverse realtà che gravitano attorno alla moto: preparatori, organizzatori di prove in pista e corsi guida, riviste specializzate, concessionari e via discorrendo: insomma rispetto ad un anno fa su certi aspetti sono –diciamocelo pure- più in “palla”, quanto meno perché mi sono confrontato con chi ne sa più di me in tema di moto, gare e via dicendo.
Detto ciò è altresì vero che navigando su internet in tema di sicurezza in moto si trova tutto e il contrario di tutto, rendendo a volte difficile riuscire a reperire il bandolo della matassa.
Ho notato soprattutto che la “rete” pullula di organizzatori, associazioni sportive, gruppi più o meno amatoriali che hanno tutti la medesima finalità, almeno nelle loro intenzioni diffuse via etere: portare la gente a guidare la moto in condizioni di “sicurezza”, magari in pista, magari con un bel corso di guida. Per carità sulla carta tutte intenzioni assolutamente valide e degne di nota, però c’è un però.
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